Dec 01 2007
Il prossimo SecondLife targato Google
Nessuno tema, non ho informazioni privilegiate, anzi -a dirla tutta- non ho alcuna informazione su un mondo 3D potenzialmente lanciato da Google. Ho però avuto una visione (forse sarebbe meglio dire “allucinazione!”) di come potrebbe essere, e la volevo condividere con voi.
Il mondo 3D è graficamente migliore di SecondLife ma -sostanzialmente- ha lo stesso impatto visivo, soltanto, lo si può navigare con le stesse modalità di Google Earth.
Ma le somiglianze con GoogleEarth non si fermano certo alla UI. Il punto è che si può costruire una parte del mondo virtuale a somiglianza di quello reale. Una sorta di realtà dentro alla allucinazione 3D collettiva. Una features dall’impatto incredibile che consente, in un attimo, di mutare l’aspetto standard del simulator in un aspetto che proviene da una realtà parallela: e che sia google earth o un file di 3Dstudio appena uploadato, non fa differenza.
Quello che rende tutto speciale è la rapidità con cui tutto ciò è fattibile e la sua condivisibilità con un nucleo di persone, tutte potenzialmente capaci di creare e accrescere il simulatore a cui partecipano. Una co-presenza che assomiglia parecchio al ponte ologrammi di star trek.
Già così sarebbe notevole, ma quello che immagino si spinge qualche bit più in la.
La separazione tra web e mondo online dovrebbe sparire del tutto! Da gmail a qualunque altra google application o google gadgets, tutto dovrebbe poter essere “proiettato” all’interno del mondo e condiviso con altri avatar a piacere.
E qui verrebbe la parte più bella. Una volta che qualunque parete di un oggetto può essere trasformata in un “browser” per la google-app che si desidera usare/condividere, ecco che una ulteriore magia può manifestarsi pienamente: la trasformazione di un item digitale -es un evento appena selezionato nel G-Calendar- in un oggetto tridimensionale di questo strano mondo.
Così, un oggetto può essere scambiato in modo “fisico” al posto che “inviato” o “condiviso” attraverso dei software: completando l’allucinazione che sovrappone virtuale (termine oramai privo di senso) a reale.
…Accidenti… se penso alla stampanti 3D casalinghe, mi vengono in mente metafore d’interfaccia davvero pazzesche.
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Ma Google è un motore di ricerca e -in fondo- il principale limite attuale di SL è proprio l’orientamento nello spazio della conoscenza. Ecco quindi che un Mondo Online targato Google deve per forza di cosa avere delle caratteristiche utili per la ricerca. Ad esempio, si dovrebbe poter taggare qualunque area, oggetto, persona, evento, etc.
Mi immagino dunque un luogo dove -con potenti ontologie- si possa selezionare gli oggetti per parola chiave (o tag che dir si voglia) o caratteristiche, nonché cambiarli in un istante.
Sin dall’inizio del post parlo di “allucinazione” ed ecco il punto dove questa si manifesta oltre ogni ragionevolezza: se chiunque può identificare e selezionare un gruppo di items, mi chiedo perché non debba poterne cambiare la visualizzazione. Magari soltanto per se stesso. Mettendo dunque al cospetto dei suoi occhi e di coloro con cui vorrà condividere la sua visione delle cose, un mondo differente da quello predisposto dal suo creatore.
Così facendo, qualunque sia lo spazio questo non è più ciò che è stato creato, ma ciò che viene interpretato dagli occhi dei suoi visitatori.
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Perché mai Google dovrebbe fare tutto ciò?
Perché sta facendo la Guerra a tutti gli OS su tutte le piattaforme e SL assomiglia troppo ad un OS per lasciargli troppo terreno.
Il punto è però se i programmatori di mountain view saranno altrettanto immaginativi.
Vi racconto una storia scritta nel marzo 1999 e che -potenzialmente- sarebbe potuta accadere nel GoogleInWorld.
Guardo fuori dalla finestra, vedo il prato ma sento le auto… altro traffico. Altre persone uscite per incontrarsi e finite per rimanere incastrate nelle proprie scatole di metallo. Una scatola dietro l’altra. Un infinito fiume di metallo, sopra una lingua di asfalto.
Spicco un volo. Un VR sulla citta’. Questo ci voleva. Un cyber viaggio sulla realta’.
Accidenti. Ho staccato un cavo. Bhe, La rete e’ andata. Ma la citta’ e’ ancora li sotto.
Sfioro il traffico volandoci sopra. Auto, auto, auto. Dall’interno dei miei occhialini 3D vedo tutta la realta’, solo spostata su un altro angolo. La attraverso velocemente. Continuo il viaggio godendo di questa allucinata posizione da angelo che galleggia sopra le vite altrui senza esserne parte. Finzione si. Ma esaltante.
Volo.
Viaggio da ore.
Comincio ad annoiarmi.
In questo posto ci sono solo io e quelle ombre umane del piano di sotto.
Cambio visuale e scendo in strada. Attraverso la strada passando dentro le auto che scorrono sull’asfalto ma mi sto ancora annoiando.
In questo caso, il punto di vista virtuale non aggiunge nulla. La realta’ che sto attraversando e’ squallida. Vederla attraverso degli occhialini non la migliora.
Provo a farmi venire un’idea.
Ho tolto i miei occhialini, posando il mondo intero sulla bordo del vassoio della colazione, sulla scrivania del mio ufficio.
Provo a mettere un paio di byte uno dietro l’altro.
L’idea c’e’. Rientro.
Ho attivato uno strumento si selezione. Individuato un oggetto e selezionato un range di tolleranza, posso associare tutti gli oggetti simili e chidere che mi siano visualizzati sotto un’altra forma.
Ridiscendo in citta’, come sempre volando.
Sto strasformando l’illuminazione stradale in splendidi alberi pieni di fiori. Mi ricorda Parigi. Li cambio in Palme.
Trovo una vecchietta all’angolo. Metto al massimo il range di selezione. Qualunque cosa con la gonna e’ ora una ragazzina in costume. Non so se sembra un paradiso o un inferno. Rimetto a posto la vecchietta. Il grosso lavoro da fare e’ sulle auto. Decido di farle sembrare piene di bagagli come in coda al casello a ferragosto. L’asfalto e’ ora una pista di sabbia rovente. In fondo alla Piazza ho messo un pezzo di mare.
Entro in un taxi. Visto da fuori sembrava una cabrio con destinazione bay-watch. Dentro c’e’ il grigio omino che attraversa il mondo sovrappensiero. Mi chiede dove voglio andare. Gli chiedo di portarmi al mare.
Viaggiamo senza parlare per tutto il tempo. Io sono troppo sopraffatto dalle contraddizioni del mondo che mi circonda per pensare ad altro. Lui sbircia il retrovisore ma guida attento.
Ora il mare e’ difronte a me. Siamo arrivati. Lui si volta verso di me e mi chiede qualcosa che non capisco. Lo ripete:”e’ bello il lavoro sul paesaggio. Devono aver cambiato qualcosa nel sistema“. Cosa? Sta parlando con me? Ora e’ lui ad essere interdetto. Risponde:”Il segnale dava solo due presenze signore. Siamo solo io e lei. Le ho lasciato il mio messaggio sulla rete. Le avevo detto che sarei passato a trovarla… E’ bello quello che ha fatto al paesaggio“.
2 responses so far










Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
(short
E la pubblicità che fine ha fatto? :D
…forse a quel punto sarebbe più efficace “corrompere” gli agenti intelligenti che cercano le cose per gli user che cercare di attrarre l’attenzione di normali umani sovraccarichi e incapaci di scegliere…. :))