Dec 08 2007

    Interfacce conversazionali italiane a Londra

    Posted at 3:46 pm under video, sabio, concept, conversational UI, senso civico, londra, london, BT

    About KAA (K-Humans Authoring Tools)Le apparizioni di K-Humans a Londra si fanno sempre più fitte. Questa volta abbiamo partecipato ad un evento mooolto business oriented, nel nuovissimo (e strafico) Altitude al 29esimo piano di un palazzone sul Tamigi.

    Parlando dei contenuti del mio talk è venuta fuori una riflessione -spero interessante- sull’influenza delle interfacce conversazionali rispetto a quelle grafiche. Ma in questo post c’è anche dell’altro, compreso qualche off-topic frutto di questo giro londinese…

    All’evento Sabio evento abbiamo presentato le nostre più recenti innovazioni in fatto di assistenti virtuali. Una di quelle che si può mostrare pubblicamente è questo concetto di “k-humans che lavorano in team” che si vede nel video qui sotto.

    .
    Una delle cose più rilevanti di questo video-concept è però un “effetto collaterale” di cui si è reso conto l’ottimo Dario. In pratica, nel realizzare lo scenario, prima è stato predisposto lo script, ivi compresi i vari dialoghi in merito alle funzionalità disponibili etc. Ebbene, il fatto di ragionare sul dialogo tra teller e user prima che esistesse una vera GUI, ha reso possibile inventarsi una UI che fosse il risultato del dialogo.

    Non è semplice da spiegare, ma una vera UI conversazionale non è solo ciò che viene gestito attraverso il dialogo, ma anche tutta la parte di UI che è stata disegnata tenendo conto di come sarebbe stato ideale raccontarla.

    .
    Questo approccio aiuta a semplificare in modo radicale le GUI ed anche a non lasciarsi ingabbiare dai modelli mentali tipici del progettista che -sulla base della sua esperienza- tende a ripetere i modelli che sì funzionano ma perdendo qualcosa in termini di innovazione.

    Da qui il mio convincimento che, per disegnare una buona UI in servizi dove ci sono degli assistenti virtuali, sarebbe utile (per non dire indispensabile) conoscere pregi e limiti anche di questa tecnologia.
    .
    .

    Ma nel giro londinese c’è stato anche molto altro:
    - La mia prima volta alla sede BT di S. Paul. Posto mitico. Sembrava quasi di stare al GooglePlex. La qualità dell’enviroment, le cose che erano scritte a caratteri cubitali sulle pareti, il wireless ovunque, il servizio bar nell’androne (enorme), e la qualità della gente e dei progetti in corso, hanno reso la mia mattinata davvero intensa. Non sarà la California, ma robe così -in italia- non le ho mai viste.
    .

    Mind the Gab- Mind the Gap. Beh, Londra è oramai piena di amici in gamba che hanno dovuto lasciare l’italia (sottopagati o disoccupati per mesi) e che qui “stranamente” hanno fatto parecchia strada. Gab, quest’anno ha ricevuto quattro onorificenze, e sta continuando a mieterne. So, mind the Gab.
    .

    Ed ora una storiella un pò più lunga e spero interessante a proposito di… Senso Civico.
    - il senso civico è un off-topic, ok… ma statemi a sentire per qualche riga.

    Immaginate di essere in viaggio in metropolitana e -mentre siete fermi ad una stazione- la carrozza sulla quale siete, e che stava viaggiando in direzione A, cambi destinazione senza un evidente motivo e preavviso, dirigendosi su A1. Chessò, Rho/Fiera anziché Bisceglie, cambiando mentre siete fermi a Duomo.

    Beh, è accaduto e ci siamo resi conto (distratti dalle nostre chiacchiere) soltanto per caso di cosa era accaduto. Capita così che Roberto (che ha un inglese favoloso) cominci a parlare di questo strano cambio di destinazione con una giovane passante, e questa -pensando di parlare con degli inglesi- dica un pò stizzita “fanno sempre così, sono fuori di testa”. A quel punto però noi commentiamo che “non è una gran bella cosa per un turista” e solo a quel punto la nostra giovane conoscente si rende conto che noi non eravamo inglesi. beh, ha cominciato a scusarsi per l’intellorabile comportamento della società che gestisce il Tube. Capitemi bene: non si stava lamentando del disservizio e incolpando altri. Si stava scusando in prima persona.

    Personalmente sono sconvolto da tanto senso civico. Anche questo, non mi capitava di vederlo da parecchio tempo. Il termini stesso, era caduto in disuso nel mio vocabolario ed è stato recuperato dal comportamento di una giovane estranea londinese. …abbiamo molto da imparare e molto da recuperare…
    .

    per chiudere in bellezza: La foto di Rob che interpreta l’uomo storto. Have Fun.

    4 responses so far

    4 Responses to “Interfacce conversazionali italiane a Londra”

    1. robertoon 08 Dec 2007 at 8:12 pm 1

      ..e in seguito a questa gita a parigi dopo anni finalmente l’ho creato, il gruppo degli uomini storti, ovvero ’tilting men’ :)

      http://www.flickr.com/groups/tiltingmen/

      r.

    2. Angelon 10 Dec 2007 at 4:25 am 2

      Ciao ^_^
      appena scoperto il tuo blog per caso cercando notizie su Jeff Han ( GUI multitouch di cui non si é piú saputo nulla )
      sei la persona piú interessante che mi é mai capitato d conoscere su internet, e d’ora in poi ti leggero sempre!
      ciao!

    3. Angelon 10 Dec 2007 at 4:27 am 3

      P.s.
      sappi che qui a Londra la BT é considerata come il male in persona.
      pessimo servizio, assistenza praticamente nulla e monopolio quasi concreto.

    4. adminon 10 Dec 2007 at 10:50 am 4

      Ciao Angel… che dire? Sono molto felice di leggere un commento così positivo. :)) Sento anche un pesante senso di responsabilità, in quanto ad essere primi si può solo peggiorare. :D

    Trackback URI | Comments RSS

    Leave a Reply