Topix: conferenza annuale con Sterling & altri. “LIVE”
LIVE da TO: La Conferenza Annuale del Top-ix (sito uff della conferenza) si tiene in una sede Istutuzionale (in Regione) e -a questo giro- prevede interventi davvero potenzialmente interessanti. Ciliegina sulla torta la presenza degli internazionali De Kerckhove e Sterling. Proverò a dare una traccia “live” degli speech della mattina.

.
Giovanni Ferrero, è il personaggio istituzionale che apre la conferenza. Di solito un ruolo politico a basso valore aggiunto per chi ascolta. E invece… i due minuti di silenzio chiesti alla sala in ricordo e rispetto di chi di lavoro può morire, perché non lavora con i bit ma con il metallo, ha grandemente contribuito a dare un tono ed un taglio alto alla giornata.
Adesso sta parlando Andrea Bairati, che introduce la sala (vasta e di varia composizione) al concetto di Long Tail. Tre slide concise e precise, introducono la giornata e collega -attraverso la disintermediazione della Rete- il culatello (leggi slow-food) con il CyberPunk (etichetta oramai consunta) di Sterling.
.
-
On Stage: Piero Sardo, Presidente Slow-food.
Dalla difesa della biodiversità animale e vegetale, sino alla educazione al gusto, Slow Food conta oggi 800 gruppi locali in 104 Nazioni, pubblica 3 riviste in 5 lingue ed ha a Torino il momento di maggiore incontro, per l’evento Terra Madre.
Interessante rilevare uno dei motivi di maggiore “diversità” dell’approccio slow food rispetto ad altri approcci. La modesta dimensione e modesta quantità. Il concetto non è soltanto un fatto di estetica e di gusto, ma anche di limiti quantitativi di produzione che ha come conseguenza diretta la modifica dell’apporto UMANO al ciclo di produzione.
Ebbene, nell’ottica slow food, nel momento in cui le persone smettono di essere il motore della qualità, questo decreta un immediato decadimento di quelle caratteristiche di sapore (ma anche di tradizione e cultura) che fa di slow-food quello che è oggi.
E’ chiaro che la dimensione delle realtà locali è qualcosa di davvero complesso. Un numero che rende evidenti le dimensioni è il seguente: il numero di chilometri di muri a secco usati nelle Cinque Terre è superiore alla lunghezza della Muraglia Cinese!
Se la richiesta di buon cibo aiuta a far nascere una nuova agricoltura, biologica, rispettosa dell’ambiente, salubre, ma anche remunerativa, capace di trattenere talenti e intelligenze, contribuendo a disegnare nuove identità, allora stiamo costruendo una agricoltura moderna e capace di affrontare il futuro. In questa visione, il contadino non è più l’ultimo del Pianeta bensì motore attivo della modernizzazione.
nota personale: Ogni tanto -nei miei articoli- cito un amico che vive a Boston e fa il CTO. E’ interessante sapere che è anche un ottimo produttore di Olio di Oliva! Che senso ha parlarne adesso? beh il differente “senso del tempo” che la contivazione biennale dell’Oliva ed il mondo in Real Time di Internet necessitano, apre la mente ed assomiglia tantissimo a quei processi che -ad esempio De Kerckhove - cita quando parla di comunicazione.
.
.
On Stage: BRUCE STERLING
tradotto in real time e visibile (adesso) in live video streaming.
Sterling è sempre coerente con il suo look da conferenza. Per i curiosi: Giacca di pelle nera con vari bordi metallici visibili. maglietta della salute (verde e probabilmente stampata) ed una camicia con un incomprensibile disegno grigio.
Sterling dice: Da quando sono a Torino imparo qualcosa di nuovo ogni giorno. Ad esempio è interessante comprendere come il movimento slow food sia partito dal buon cibo, per arrivare a contribuire a ridisegnare il territorio.
ok… adesso sta facendo l’americano che parla del bel Paese… cose che noi italiani sappiamo bene.
Aggiunge però una frase fortissima: Quando la casa è completa, la famiglia muore! Così, il museo a cielo aperto di Matera, piuttosto che altri luoghi dell’Italia, la bellezza dovrebbe convivere con la modernità. Come sarebbe Matera, se decidesse di non essere più un museo e desse spazio a quella evidente globalizzazione che rende un abitante di Matera -in fondo- simile al giapponese a cui sta “vendendo” la storicità di Matera.
Quindi, se fossi in grado di rompere la campana di vetro che protegge Matera dal cambiamento, io farei altri buchi nella terra (Matera è famosa per le sue caverne) e ne farei un paradiso sostenibile caratterizzato dalla viscerale unione con la terra.
Matera come luogo sostenibile, luogo unico, luogo inattaccabile, immutabile. Perché quando fai un buco nella terra -e lo fai con le tecnologie attuali- il buco rimane lì.
Matera, anzichè vendere la sua storia vivendola in contrasto con il suo presente, potrebbe interpretare la sua Storia e diventare il luogo a la cultura che insegna al resto del mondo come si fanno le caverne.
.
.

.
On Stage: De Kerkhove.
Una Teoria Omeopatica dell’Economia.
De Kerkhove parla un italiano davvero saltellante. Fortuna che le slide sono in inglese :D
…però… sempre le solite cose… comunicazione… From atoms to bits… Negroponte… MacLuhan… uff…
Cita anche Brian Arthur (increasing returns and path dependence in the economy) che fu il primo a parlare del rovesciamento del potere economico HW / SW. Per cui -adesso- a tutti è chiaro che l’hardware perde terreno rispetto al software.
Il riassunto storico si sofferma adesso su KEVIN KELLY (il più grande maestro). E adesso, il CLue Train Manifesto.
…sin qui non si è ancora capito dove De Kerkhove voglia andare a parare.
Nel percorso storico, appare adesso un primo filo rosso: rovesciando la proprietà dell’informazione, ovvero dando fuori le proprie informazioni riservate, si ottiene grande potere e valore (economico).
La Long Tail è un vissuto che emerge dalle statistiche che -secondo De Kerkhove- non assomiglia ad una coda. Non è neanche lunga. De Kerkhove spinge una Teoria Omeopatica dell’Economia, dove la lunga coda è non adeguata a rappresentare la multidimensionale apportunità che collega tutti a tutti.
Il TAG (inteso anche come indirizzo) è l’anima di Internet. Gli RFID sono le tecnologie che portano i TAG nel mondo reale e in progetti come http://memoria.acmos.net si vede la strada che stiamo perseguendo: dall’ossessione tecnica passiamo all’ossessione sociale.
NOTA personale: Ma non è che si sono scambiati la presentazione con Sterling? De Kerkhove sta per parlare di Spime?!?
De Kerkhove NON E’ PER NULLA sedotto dalla gabbia per le informazioni chiamata SEMANTIC WEB, MENTRE ha una qualche fede nel social tagging e la blogosfera (ah ah, usa una slide che uso anche io).
Qui è chiaro il messaggio emergente: tutto il web 2.0 è figlio del TAG.
Il problema però adesso è la i-pertinence e la possibilità/rischio che l’esternalizzazione di sé sul web (attraverso i vari social services) esponga tutti noi ad una minaccia. Gli Space-Time Rfid di Sterling sono una appliance che da potere al mondo dell’interazione ma spaventa più d’uno (cita Adam Greenfield).
La Near Field Communication diventa lo spazio dove opportunità e minaccia giocano la loro partita.
…ok, De Kerkhove ha dato una piccola lezione di storia che si conclude negli Spime. Insomma… buona per una lezione agli studenti, troppo rapida per quella parte del pubbico qui in sala NON informato sui fatti e -in fin dei conti- con poca parte di nuovo. Certamente, il capitale sociale e l’individuo è il perno della nuova economia, ok… ma davvero non lo sapevamo già?
.
per chiudere ha fatto un lungo escursus sul web2.0 (non capisco il nesso) ed ha concluso citando gli studi di Richard Florida (su questo sito l’ho citato già tre anni fa) e sul fatto che oltre il 30% dei brevetti degli US, sono stati registrati sole in 10 città.
.
…ok, termino qui il LIVE BLOGGIN… è tempo di networking.
ECCO IL FRUTTO DEL Coffea Break, ovvero il momento dove tipicamente avvengono le cose più interessanti…
Mi sono presentato come fan all’ottimo Bruce Sterling che -vedendo la copia di Shaping Things che avevo tra le mani- non soltanto è stato così gentile da autografarla, ma soprattutto ha -di sua sponte- aggiunto un commento ad una figura già presente sul libro (parlavamo delle differenze tra l’edizione US e quella italica e ci siamo ritrovati lì).
Beh, questa qui accanto è la curva di obsolescenza (il contrario di quella della innovazione) e Sterling qui ha “posizionato” lo Slow Food come esempio di “economia da Museo”, ovvero una forma di economia prossima alla morte.
Questo però non deve connotare il suo contributo di idee come negativo, perché la sua proposta consiste proprio nel dare ulteriore valore (innegabile quello di slow food, piuttosto che delle tante piccole Italia sotto vetro) nel traghettare queste economie potenzialmente dirompenti all’estremo sinistro della curva di innovazione.
Probabilmente, l’esempio dello slow food, stride ugualmente, me il concetto è chiaro: l’enorme potenziale del bel paese può produrre montagne di denaro. Peccato che noi non si sappia come superare gli ostacoli posti in basso alla curva della obsolescenza.
.
.
PICCOLA NOTA AGGIUNTIVA…
Sempre nella voglia di chiacchiera di cui Sterling è stato fortunosamente protagonista nel coffea break, ho colto questa chicca: ha raccontato di un suo recente viaggio a Singapore, Paese nel quale ha potuto vedere l’enorme balzo tecnologico fatto ed incontrare personalità del mondo dell’educazione. Sterling ha detto una cosa tipica, ovvero che questi Paesi hanno grandi strumenti economici e formativi ma sono ancora giovani e spesso mancano della creatività che è tipica dell’Italia, etc etc. La chicca è relativa al fatto che un manager universitario di Singapore, perfettamente consapevole del loro gap, ha posto a Sterling la seguente domanda:”quanti soldi pensa che dovremmo investire per ottenere un premio Nobel?”
.
…pensavo… quanti soldi ha investito l’Italia per ottenere i propri Nobel? Chi ne ha veramente giovato?
.
Mi fermo qui.
Tags: Bruce Sterling, Nobel, Richard Florida, Top-IX

Sterling è un grande artista e un grande intellettuale, ma secondo me si è riciclato lo stesso intervento tre volte: qui a Torino, nel seminario su Tecnologie per la creatività organizzato dal mio gruppo a Matera, e nel convegno su Tecnologie per il turismo messo in piedi da Giuseppe Granieri sempre a Matera (anche lì in tandem con De Kerckhove!). A leggere il tuo post sembra che tu sia stato a Matera! “Imparo qualcosa ogni giorno”, “Quanto costa creare un premio Nobel a Singapore?”, “L’unione con la terra è una possibile risposta”. Già, Bruce, ma qual’era la domanda?
Ciao Leandro, prima o poi ci incontreremo, spero.