Ok, sei il Ministro dell’Innovazione. E Adesso?
Chiunque abbia una buona idea, oppure una buona iniziativa, merita il mio rispetto. Anche quando non è simpatico o non è nella mia top-ten delle letture imperdibili. E’ con rispetto dunque che linko un furbo del Web. Speriamo che serva a qualcosa, oppure che il prossimo Ministro dell’Innovazione sia meno inadeguato di quello che il passato ci ha -purtroppo- costretto ad esperire.
Ecco il link: Se tu fossi Ministro per l’Innovazione quali sarebbero i principali punti del tuo programma?
Ho scritto le mie proposte nei commenti. Se non volete leggerli sul link di destinazione (ci sono tanti altri utili pareri), potete comuqne farlo qui
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1) NetNeutrality e DORSALE PUBBLICA. Se non c’è questo presupposto crolla l’infrastruttura di base su cui -invece- dovrebbe essere edificata l’italica innovazione.
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2) Bando WIMAX vietato alle Telco. Detrazioni fiscali -gestite da Enti Locali- per favorire la diffusione della 802.11 nei locali pubblici, ed un fondo per connettere le principali Piazze.
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3) Intero catalogo video della RAI disponibile per tutti in licenza CC. Uso di questo catalogo come cavallo di Troia per portare le tecnologie digitali nella Scuola.
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4) Email -dalla nascita- per ogni cittadino italiano (es. codfis@statoitaliano.it ma gestita tipo gmail) che verrà usata dalle istituzioni per tutte le comunicazioni.
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5) Istituzione di una elenco ufficiale dei venture capital, business angel, fondi etc. Nonchè creazione di modelli e procedure che facilitino la ricerca dei fondi e tutelino le idee proposte. (scommetto che comincerebbero ad arrivare finanziamenti anche alle Università)
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6) AMPIA detraibilità dalle tasse di una percentuale delle donazioni per la ricerca Scientifica, così come per il reinvestimento in innovazione da parte delle aziende.
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7) Introduzione nella scuola secondaria superiore di indirizzi di taglio tecnolgico, come fa la scuola per programmatori di videogames con sede a Grugliasco
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8) Istituzione di un progetto tipo Erasmus (che coinvolge ampia parte degli iscritti universitari) con destinazioni -più tecnologiche- come Seattle, Silicon Valley, Bangalore, Seul, Shangai, etc.
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9) Riduzioni fiscali NOTEVOLI per le startup in ambito tecnologico che assumono
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10) Adeguamento della Pubblica Amministrazione, con ampi scivoli adeguati per il personale che non riesce ad adeguarsi ai nuovi strumenti ed ai rinnovati obiettivi di produttività. Di contro, premi economici per chi -invece- fa funzionare la PA con efficacia e TRASPARENZA. Tutelata la privacy e garantiti gli adeguati criteri di accesso, TUTTO deve andare sul web ed essere ricercabile in modo semplice.
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11) Potenziamento della polizia postale e delle altre istituzioni di controllo e garanzia.
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12) Sana opposizione ai vincoli posti dai DRM ed altre diavolerie che limitano l’espressione personale o l’uso -entro certi limiti- di materiale coperto da copyright.
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DA NON FARE MAI, invece…
a) investimenti hardware a pioggia tipo “Un computer per tutti”
b) super-centri di ricerca o di eccellenza e poi il deserto attorno
c) obbligo all’uso di questo o quell’altro tipo di APPLICAZIONE o OS. Gli obblighi sono -semmai- a livello di FORMATO del DOCUMENTO, disponibilità in rete, accessibilità, etc. OS X, WINDOZE o altro, è invece una scelta che va fatta secondo paramentri economici e legali.
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ma l’elenco delle cappellate possibili è infinito. Qui volevo solo indicare le più “gettonate”.
Tags: Innovazione, Ministro


Ottimo Leandro…il problema è arrivare a essere Ministro ( dell’innovazione o di quant’altro…) Cambierà mai sto paese o solo i nomi dei suoi partiti??? Io ho un sogno : che web 2.0 cambi talmente il futuro ( via tv, via giornali ….) che dia spazio alla libertà e lo tolga al condizionamento ed al lavaggio del cervello. Ci arriveremo? tu che ne pensi? E’un pò l’utopia di Beppe Grillo che è riuscito a farsi sentire , ma è considerato un panda ” L’Italia non è mica di Beppe Grillo !” …come ha risposto lui oggi è quella di Mr N …2000dipendenti! io però ci voglio credere…..ci vorranno 20-30 anni magari. chissà!?
Beh, anche se Grillo cantasse nel deserto e gli attuali politici campassero cent’anni, comunque il cambiamento è inarrestabile e già in atto.
Il punto è… chi ha voglia di attendere 20 o anche soltanto 10 anni?
Forse io che sono a metà del guado (39anni) o chi oramai vede la pensione quasi alle porte (e ne ha ancora una prospettiva perché è un “lavoratore d’altri tempi”), ma non certo i 25enni di talento! Loro farebbero bene a togliersi di torno.
…e spesso anche io spero di non essere troppo vecchio per farlo!