Nov 07 2007
Ok, sei il Ministro dell’Innovazione. E Adesso?
Chiunque abbia una buona idea, oppure una buona iniziativa, merita il mio rispetto. Anche quando non è simpatico o non è nella mia top-ten delle letture imperdibili. E’ con rispetto dunque che linko un furbo del Web. Speriamo che serva a qualcosa, oppure che il prossimo Ministro dell’Innovazione sia meno inadeguato di quello che il passato ci ha -purtroppo- costretto ad esperire.
Ecco il link: Se tu fossi Ministro per l’Innovazione quali sarebbero i principali punti del tuo programma?
Ho scritto le mie proposte nei commenti. Se non volete leggerli sul link di destinazione (ci sono tanti altri utili pareri), potete comuqne farlo qui
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1) NetNeutrality e DORSALE PUBBLICA. Se non c’è questo presupposto crolla l’infrastruttura di base su cui -invece- dovrebbe essere edificata l’italica innovazione.
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2) Bando WIMAX vietato alle Telco. Detrazioni fiscali -gestite da Enti Locali- per favorire la diffusione della 802.11 nei locali pubblici, ed un fondo per connettere le principali Piazze.
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3) Intero catalogo video della RAI disponibile per tutti in licenza CC. Uso di questo catalogo come cavallo di Troia per portare le tecnologie digitali nella Scuola.
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4) Email -dalla nascita- per ogni cittadino italiano (es. codfis@statoitaliano.it ma gestita tipo gmail) che verrà usata dalle istituzioni per tutte le comunicazioni.
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5) Istituzione di una elenco ufficiale dei venture capital, business angel, fondi etc. Nonchè creazione di modelli e procedure che facilitino la ricerca dei fondi e tutelino le idee proposte. (scommetto che comincerebbero ad arrivare finanziamenti anche alle Università )
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6) AMPIA detraibilità dalle tasse di una percentuale delle donazioni per la ricerca Scientifica, così come per il reinvestimento in innovazione da parte delle aziende.
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7) Introduzione nella scuola secondaria superiore di indirizzi di taglio tecnolgico, come fa la scuola per programmatori di videogames con sede a Grugliasco
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8) Istituzione di un progetto tipo Erasmus (che coinvolge ampia parte degli iscritti universitari) con destinazioni -più tecnologiche- come Seattle, Silicon Valley, Bangalore, Seul, Shangai, etc.
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9) Riduzioni fiscali NOTEVOLI per le startup in ambito tecnologico che assumono
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10) Adeguamento della Pubblica Amministrazione, con ampi scivoli adeguati per il personale che non riesce ad adeguarsi ai nuovi strumenti ed ai rinnovati obiettivi di produttività . Di contro, premi economici per chi -invece- fa funzionare la PA con efficacia e TRASPARENZA. Tutelata la privacy e garantiti gli adeguati criteri di accesso, TUTTO deve andare sul web ed essere ricercabile in modo semplice.
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11) Potenziamento della polizia postale e delle altre istituzioni di controllo e garanzia.
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12) Sana opposizione ai vincoli posti dai DRM ed altre diavolerie che limitano l’espressione personale o l’uso -entro certi limiti- di materiale coperto da copyright.
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DA NON FARE MAI, invece…
a) investimenti hardware a pioggia tipo “Un computer per tutti”
b) super-centri di ricerca o di eccellenza e poi il deserto attorno
c) obbligo all’uso di questo o quell’altro tipo di APPLICAZIONE o OS. Gli obblighi sono -semmai- a livello di FORMATO del DOCUMENTO, disponibilità in rete, accessibilità , etc. OS X, WINDOZE o altro, è invece una scelta che va fatta secondo paramentri economici e legali.
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ma l’elenco delle cappellate possibili è infinito. Qui volevo solo indicare le più “gettonate”.
2 responses so far


Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
(short
Ottimo Leandro…il problema è arrivare a essere Ministro ( dell’innovazione o di quant’altro…) Cambierà mai sto paese o solo i nomi dei suoi partiti??? Io ho un sogno : che web 2.0 cambi talmente il futuro ( via tv, via giornali ….) che dia spazio alla libertà e lo tolga al condizionamento ed al lavaggio del cervello. Ci arriveremo? tu che ne pensi? E’un pò l’utopia di Beppe Grillo che è riuscito a farsi sentire , ma è considerato un panda ” L’Italia non è mica di Beppe Grillo !” …come ha risposto lui oggi è quella di Mr N …2000dipendenti! io però ci voglio credere…..ci vorranno 20-30 anni magari. chissà !?
Beh, anche se Grillo cantasse nel deserto e gli attuali politici campassero cent’anni, comunque il cambiamento è inarrestabile e già in atto.
Il punto è… chi ha voglia di attendere 20 o anche soltanto 10 anni?
Forse io che sono a metà del guado (39anni) o chi oramai vede la pensione quasi alle porte (e ne ha ancora una prospettiva perché è un “lavoratore d’altri tempi”), ma non certo i 25enni di talento! Loro farebbero bene a togliersi di torno.
…e spesso anche io spero di non essere troppo vecchio per farlo!