L’architettura televisore-divano limita il successo delle internet-TV. Almeno in salotto…
YouTube funziona alla grande ed il video su internet è una gran ficata… ma non è questa la webTV. Per WebTV intendo invece robe come Joost, che tutti attendevamo con ansia e aspettative ma che -a conti fatti- ha avuto un impatto risibile sulle nostre vite. Ma ancora di più, per webTV intendo quei contenuti video che consumiamo durante le fasi di relax ed in sostituzione della classica architettura divano-televisore. Vediamo dove ci porta il ragionamento…
Una breve analisi di quale “video da internet” funziona meglio sulla TV di casa, farebbe emergere un player imprevisto: il Wii.
Il Wii è wireless 802.11, monta infatti il browser Opera ed è pienamente compatibilite con flash. Questo è -ancora- qualcosa di poco consueto tra le varie piattaforme che si possono collegare alla TV di casa, e consente -senza complicazioni- di godere dei video senza dover attaccare/dedicare alla TV il computer di casa.
Persino le performance sono migliori delle varie “media station” che vari player hanno provato ad introdurre sul mercato. Se solo avesse un pò più di ram…

E’ edivente che la grande differenza sta nell’approccio di chi la webTV dovrebbe fruirla, nonché nell’architettura DIVANO-SCHERMO che tanto diversa è dalla fruizione da “computer”.
In pratica, sebbene potrebbe apparire logico un uso della internet-tv da parte della crescente massa di persone già internettiane, ciò non sta davvero accadendo. Probabilmente perché le webTV non hanno considerato in modo sufficientemente profondo il cambio di contesto (ovvero il divano di cui sopra). Quindi, a meno di qualche sparuto laptop che i geek attaccano al TV di casa, ed a meno dei tentativi di AppleTV (mediocri), tutto il ragionamento rimane teorico e limitato.
Serve anche considerare che una cosa è il contenuto video specifico -film, serie, o singola edizione del TG- ed altro è creare un CANALE TELEVISIVO, con tanto di palinsesto piuttosto che solutioni video on demand.
A proposito di “on demand”, attorno al 2001 ho partecipato al design del sito della joint-venture Fastweb-Rai che ha dato vita a RaiClick. E’ stato un progetto moooolto interessante sia dal punto di vista tecnologico che -soprattutto- da quello dell’ergonomia. Sulla TV di casa, anche scegliere il colore giusto per lo sfondo di una pagina interattiva, o determinare il design del telecomando, è una sfida per nulla banale!
Avevo grandi aspettative e -avendo già FastWeb in casa- ho potuto sfruttare subito questa WebTV quando partì. Ho visto un sacco di puntare di SPAZIO 1999 e qualche “Te la do io l’America”. Poi niente più. Le complicazioni banali di cavi vari, hanno separato la televisione dal ricevitore fastweb e finì così nel dimenticatoio.
Poi, anni dopo, YOUTUBE ha sotterrato quel modello. Secondo me, per sempre.
Il mio parere è che è naturale che la TV si sposti su tecnologie internet, soprattutto man mano che il delta di qualità tra HD disponibile sul satellite (il DTT non lo voglio proprio citare), ma questo non necessariamente crea dal nulla un pubblico. Certo, se l’evolversi della tecnologia ci portasse in massa a sostituire i televisori di casa con schermi con un computer ed una connessione internet integrata, allora il cambiamento potrebbe essere rapido (3/4 anni). Invece, stiamo si sostituendo il parco televisori, ma con altri oggetti NON connessi e che -giustamente- allargano il gap qualitativo tra ciò che puoi vedere sui canali tradizionali e quello che passa la webTV.

CHI e COME dovrebbe fruire contenuti lunghi (non 10min di video youtube, ma un film ad esempio) della webTV dal divano di casa? I geek? Ma questi NON sono degli innamorati della TV in generale. Dunque chi?
Quelli che vedono il telegiornale dal sito di Sky e simili? Beh, ma quello è ancora browsing. Non prendiamoci in giro perchè quello che conta è il feeling dell’utente. Se è passivo è vera TV. Se -invece- chi guarda è pronto a cliccare e schizzare a milioni di bytes di distanza, allora sta fruendo un media interattivo e questo -con l’apparizione della web tv sul televisore di casa- non è proprio parente.
D’altro canto… vogliamo dire che Joost va visto tenendo il proprio laptop sulle ginocchia? …con tutte le cose che posso fare con un computer collegato e tutti gli interrupt che mi giungono per il solo fatto di essere connesso?
Personalmente… Il televisore serve a vedere 10 film l’anno, I mondiali di calcio ogni 4 anni. Report tutte le domeniche e -per la maggior parte che del tempo che sta acceso- essere connesso alla Wii.
Conclusioni
Sbaglierò… ma sono ancora uno che usa la consolle per giocare ed il computer per tutto il resto. Ma se volete davvero sapere sino in fondo cosa penso: il vero problema è che i vari schermi che usiamo siano differenziati tra TV, monitor del PC e tanta altra roba. Invece, si dovrebbe avere una tecnologia wireless unica e tanti schermi stupidi che -con un click- possano trasformarsi nella porta di accesso al media o all’applicazione che desiderate usare.
Nel frattempo… La webTV attenderà ancora, o emergerà da canali imprevisti come SecondLife (che fa un patto a priori con la qualità visiva e consente la co-presenza) o attraverso device mobili che superino la limitatissima logica dell’utms con schermino da meno di 2 pollici di diagonale.
Tags: consolle, InternetTV, webTV, Wii


Bellissimo post Leandro :)
Al tuo bellissimo post, mi piacerebbe aggiungere un altro piccolo elemento personale.
Premetto che nn sono mai stato un fan della TV e ne posseggo uno solo da 14″ comprato ancora quando c’erano le lire.
La versione artigianale della mia “Internet-TV” sta diventando questa:
-> se per caso sto seguendo una trasmissione in diretta (i vari Report, Annozero, etc…), seguo la trasmissione prevalentemente in audio mentre, seduto sul divano, sono su internet col mio macbook.
-> capita spesso che la dimensione interattiva delle trasmissioni TV (seguite sul mio vecchio TV analogico) si esprima su skype/MSN con le persone del mio socialNetwork che stano magari vedendo la stessa cosa oppure capita che inizi ad approfondire in rete, un tema e/o un nome e/o dei dati forniti da chi interviene in trasmissione.
Il passaggio poi dai contenuti provenienti dalla vecchia TV a contenuti diversi (esempio: da youtube) avviene con il semplice uso del bottone del volume sul telecomando TV e sul macbook.
In questa ottica noto come la dimensione passiva non sia tanto legata al format della trasmissione o al suo media, ma dall’ambiente e dal contesto nel quale essa viene fruita.
Anche perchè molte trasmisisoni (spt quelle delle TV locali) offrono la possibilità di mandare email/telefonate/sms (generando un minimo di feedbacks e, talvolta, modificando il contenuto di una trasmissione live) ma la dimensione interattiva non sta tanto, a mio avviso, nel dialogare con la vecchia TV ma nella dimensione di lettura e fruizione critica dei contenuti che la rete ci offre.
E questo spiega perchè difficilmente comprerò un nuovo apparecchio TV ;)
due considerazioni. Ho 2 figli 19-16 anni, il futuro già cominciato. Fino a uno due anni fa: tv accesa , per programmi film, playstation, ….quindi graduale passaggio al pc, you tube, msn…ecc…tv dimenticata, anche di sera prima di addormentarsi ora pc, al massimo tv accesa in contemporanea . Il trend a mio avviso, è questo che bisogna guardare , è “a spegnere la tv” . Il mondo va si evolve. Internet è una killer application della tv. Sarà internet a crescere, lo fa già in quello che faceva la tv , non viceversa a mio avviso. Altro problema la stampa: sarà sempre più grande crisi, è la Tv di carta, perchè dovrei comprare un mare di notizie di cui leggo il 2-5% e poi lo butto? cerco sul Web , approfondisco come voglio su più giornali , in 10-15 minuti..che serve di più?? qualche riga in metrò o in treno? Metro, City sono il futuro…non vorrei essere nei panni di RCS L’Espresso e c . Ma i giornalisti di domani saranno una cosa diversa..nati con l’web , come i miei figli…
poi comunque è chiaro che chi fa TV e giornali cerca di sopravvivere..ma il destino a mio avviso è segnato…ci vediamo tra 20 anni.