Archive for November, 2007

    Nov 22 2007

    Ecco i vincitori del TED Prize

    Filed under TED, tedprize, conference, prize

    TED_prize2008

    A mio modesto parere, l’era della formula SMAU è bella è che finita. Persino l’incredibile evento organizzato dalla O’Reilly, l’eTECH (3/6 marzo 2008 - San Diego, CA) e la kermesse dove puoi provare le tecnologie del futuro prossimo, ovvero il Wired NextFest (stranamente due conference organizzate da Editori), mostrano segni inequivocabili di invecchiamento (non so neanche se il NextFest 2008 sia in programma).

    Ed in effetti, questa è l’era delle IDEE e degli IBRIDI e di conseguenza l’era del TED. Ovviamente, uno dei momenti più significativi del TED è la premiazione delle tre idee che hanno avuto -o hanno in potenza- un notevole impatto sul mondo. Ieri -21 nov- sono stati svelati i tre vincitori per il 2008. Vediamoli. Continue Reading »

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    Nov 21 2007

    Quali le difficoltà del fare innovazione in italia?

    Qualche giorno fa, un giornalista che stimo, mi ha posto la domanda che vedete nel subject. Qui di seguito, mooooolto in breve, provo a riportare il mio pensiero in merito alla questione.

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    Premesso che associo il termine innovazione alla trasformazione della conoscenza in denaro (se fosse il contrario sarebbe, invece, Ricerca) per me il punto fondamentale non è tanto chi produce innovazione ma chi la finanzia e chi la compra. Se penso al software, penso ai decision maker italiani (parlo dei buyer) come gente “prudente”. (aaaarghhhh!!!!)

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    Se buona parte del mercato è fatta da follower che non “consumano” innovazione, il prodotto innovativo rischia di morire di stenti
    , e l’azienda che produce innovazione -anche se di qualità- finisce per non avere i soldi per svilupparsi.

    Insomma, l’Italia non è un mercato sufficientemente grande per dare spazio alle contrastanti esigenze di lobbies, follower-prudenti e all’innovazione.

    Contemporaneamente non sono in molti gli investitori pronti ad investire in qualcosa che NON ha ancora dimostrato di avere un mercato, e qui si entra nel circolo vizioso che strozza una nazione colma di inventori. Ma anche le aziende innovative hanno i loro difetti: Ad esempio, è verissimo che spesso non hanno una adeguata tensione verso l’internazionalizzazione, o una visione globale della competizione. Ficcandosi da sole nel vicolo cieco italiano.

    Ma le responsabilità non sono tutte del mercato: a fronte di una quantità di talento più o meno sempre sufficiente, c’è poca capacità nelle aziende di assumere sia i manager giusti che i talenti giusti.

    In questa era “ibrida” non si può fare innovazione usando le “formine per la sabbia” che troppe volte vengono usate dalle Risorse Umane, e NON si possono assumere dei super-tecnici per GESTIRE l’innovazione.
    Questo genere di progetti non possono essere centrati sull’informatica in sé e –d’altro canto- la complessità dei progetti necessità di figure interdisciplinari ed ibride.

    Personalmente, più lavoro e più mi rendo conto di quanto poco diffuse siano anche le più banali tecniche di progettazione. Tra noi addetti ai lavori ci raccontiamo un sacco di belle robe, ma fuori -anche chi ha soldi da investire- non ha idea ne dei processi, ne dei deliverables. Persino tra ventures alla ricerca di talenti e idee, ho visto una totale mancanza della conoscenza necessaria per creare aziende e prodotti design driven. Il che, ion ITALIA, è qualcosa di pazzesco. Soprattutto oggi, dove il “designed in California” fa soldi a palate anche se il prodotto è “made in China” o “assembled in Vietnam“.

    Infine, se mi è consentito, il talento va pagato. Se all’estero pagano di più, significa che hanno più fame di innovazione e –ripeto- innovare significa investire per fare più soldi.
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    ps. una nota speciale per tutti quelli che vogliono far rinascere la Olivetti… L’Italia è governata da vecchi, è incapace di rinnovare le persone e gli approcci. Si attacca a tutto pur di non coniugare il pensiero al futuro. Beh, una tomba è una tomba, e se il marchio vale, allora fateci le felpe ed i gadgets con il marchio Olivetti. E poi… diciamolo… per COMINCIARE rifare davvero la Olivetti (non parlo delle stampanti a 35euro al discout) ci vogliono cifre nell’ordine di 100 milioni di euro. Ma non è meglio finanziare 35 startup con adeguato potenziale e sperare che almeno una di questa faccia BINGO, ed altre 6 o 7 guadagnino qualcosina?

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    Nov 14 2007

    Il telecomando della tv? meglio se multitouch (powered by Wii)

    godetevi il video… (thanx to: dario monomediale/cribbiomicio)

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    Nov 13 2007

    Androids (o GooglePhone): il pensiero e l’interfaccia

    Prima di tutto, guardatevi il video…

    Sono molte le cose da dire, ma DUE sono notevolmente più importanti delle altre:
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    1) Già con l’iPhone era un bel dire, ma adesso -con il Google Phone- il popolo dell’indice ha gli strumenti per debellare quello del pollice, ovvero: siamo prossimi alla fine dell’interazione tipica con il cellulare (che usi con una sola mano e scrivendo con il pollice), e ci stiamo dirigendo alla velocità della luce verso una tecnica di interazione più “computeresca”, quella per cui reggi il device con una mano e ci interagisci con un dito (tipicamente l’indice) o più dell’altra mano.

    Questo cambiamento NON è una sciocchezza. Da un lato è determinato dal genere di contenuti di cui intendiamo fruire su un telefono. Dall’altro inghiotte il telefono dentro un device che assomiglia sempre di più ad un mini-computer. Detto in altri termini: Gphone è la definitiva morte del telefonino come l’abbiamo conosciuto nonché un passo che potrebbe erodere il potere di molte telecom locali… stay tuned

    2) La seconda cosa da dire è che GOOGLE ha scatenato una seconda enorme guerra anti-Microsoft. Così come il web e -più di tutto- le applicazioni web potenti, gratuite e performanti di Google (ed altri) rende quasi inutili i sistemi operativi (che servono solo per lanciare Firefox), adesso -con Androids- la battaglia è quella per eliminare Microsoft come software di basi di smartphone e dintorni e piazzarsi al suo posto. Ancora una volta non con un OS, ma con le applicazioni, ovvero quello che la gente poi usa.

    Una valutazione veloce…
    Microsoft NON mi piace. E’ più che altro una pessima casa di software. Un freno al progresso.
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    Questo però non mi fa sembrare più bella Google. Un manipolo di tecnici pieni di soldi e che NON so se siano pronti ad accollarsi le conseguenze del loro operato. Perché Google sta ricostruendo le mappe del nostro mondo. E la mappa rischia di essere tutto ciò che del mondo noi conosciamo.

    Occhi aperti gente. Google vi sta guardando.

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    Nov 12 2007

    L’architettura televisore-divano limita il successo delle internet-TV. Almeno in salotto…

    Filed under televisione, webtv

    web&tvYouTube funziona alla grande ed il video su internet è una gran ficata… ma non è questa la webTV. Per WebTV intendo invece robe come Joost, che tutti attendevamo con ansia e aspettative ma che -a conti fatti- ha avuto un impatto risibile sulle nostre vite. Ma ancora di più, per webTV intendo quei contenuti video che consumiamo durante le fasi di relax ed in sostituzione della classica architettura divano-televisore. Vediamo dove ci porta il ragionamento… Continue Reading »

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    Nov 07 2007

    Ok, sei il Ministro dell’Innovazione. E Adesso?

    American BreakfastChiunque abbia una buona idea, oppure una buona iniziativa, merita il mio rispetto. Anche quando non è simpatico o non è nella mia top-ten delle letture imperdibili. E’ con rispetto dunque che linko un furbo del Web. Speriamo che serva a qualcosa, oppure che il prossimo Ministro dell’Innovazione sia meno inadeguato di quello che il passato ci ha -purtroppo- costretto ad esperire.

    Ecco il link: Se tu fossi Ministro per l’Innovazione quali sarebbero i principali punti del tuo programma?

    Ho scritto le mie proposte nei commenti. Se non volete leggerli sul link di destinazione (ci sono tanti altri utili pareri), potete comuqne farlo qui Continue Reading »

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    Nov 05 2007

    La prima copertina non si scorda mai

    Filed under k-human, press, cover, adv

    La prima volta in CopertinaSapevamo che sarebbe successo, ma nessuno poteva dire quando o dove. Così, quasi per caso, ci siamo ritrovati con due dei nostri assistenti virtuali, ovvero Claudia e Tom, sulla copertina di “ADV, Strategie di Comunicazione” (sul web).

    OK, non è il TIME e non è Wired, ma è una rivista che ha 50anni di storia e che si rivolge ad un pubblico business tutt’altro che male: basti dire che l’editoriale è firmato da Derrik de Kerckhove

    Nell’articolo all’interno si parla anche di portare gli Assistenti Virtuali in SecondLife, così come sono citati delle buone previsioni di crescita per tutto il comparto CRM (fonte Gartner).

    Ma c’è anche un bell’articolo dove Genesys (leader mondiale parla del CRM operativo (leggi call center) con una bella colonna (con foto) dove io descrivo l’approccio “humanlike interaction” (empatia, espressioni facciali, etc) e si parla di CartaSI. Insomma, una vera e propria rivoluzione nella HCI potrebbe emergere proprio dai criticati call center…

    Articolo su ADV: La Nuova Frontiera è Virtuale

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    Nov 04 2007

    Le TRE Leggi degli Assistenti Virtuali

    Io, Robot (cover)disclaimer: il seguente post va letto con un filo di ironia…

    Non serve essere cresciuti leggendo Asimov per conoscere le celebri tre leggi della robotica, ovvero:

    1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
    2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contrastino con la Prima Legge.
    3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.

    Queste tre leggi sono un baluardo contro la paura dei robot, della loro PRESENZA, della loro INTELLIGENZA, ma -soprattutto- della loro FORZA FISICA. E adesso vediamo cosa c’entra con gli assistenti virtuali. Continue Reading »

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