Sep 20 2007
Powerpoint non morirà mai (e Google Presentation?)
PowerPoint è un software con un piede nella fossa già da oltre un lustro! Però i concorrenti continuano a sbagliare approccio e strategia, e quindi lui a sopravvivere.
KeyNote -ad esempio- è solo un modo migliore di fare le stesse cose; Non cambia la logica, non migliora la capacità di una persona di esprimere concetti e idee. E’ solo più fico. Non è una brutta cosa, ma non è abbastanza!
Dal canto mio, ho una serie di features ed un approccio preciso che vorrei che i tools di presentation avessero, e -a quanto pare- c’è già chi non è lontano dal metterli in pratica… e non è certo GooglePresentation
Dato che la logica “slideware” dei presentation-software non si riesce a sradicare (ricordate che “PowerPoint è il diavolo, e le presentazioni sono conversazioni“), ho sempre sperato che lo shift a favore di applicazioni collaborative web-based mandasse nel dimenticatoio tutte le applicazioni simil-office residenti.
D’altro canto, con GoogleDocs tutto sommato eravamo partiti bene, quindi -prima o poi- succederà ! …ma non così velocemente come avrei sperato! A questo giro -leggi GooglePresentation- a quanto pare dovremo ancora sorbirci PowerPoint.
Si, sto parlando MALE di GooglePresentation. Penso davvero che in Google continuino a sbagliare la strategia! Guardo GooglePresentation e vedo certamente una ottima implementazione tecnica web-based. Non solo tecnicamente bella, ma anche perfetta per collaborare online per fare -con GooglePresentation ed in remota compagnia- la stessa presentazione che avreste potuto fare senza. …anzi, un pò meno, visto che gli stumenti sono -senza dubbio- più limitati di quanto di può fare con una applicazione residente.
Sinceramente a me non basta!
A mio parere infatti, Web2.0 significa MOLTO di più che avere menu dinamici senza reloadare la pagina. Parlo degli aspetti sociali che NON sono tutti e soli nella stesura collaborativa del documento.
Trovo gradevole che con GooglePresentation si possa avere qualche facilitazione nell’importare immagini statiche da Picasa (ma io uso Flickr!), ma non posso fare a meno di notare che manca un dettaglio chiamato YOUTUBE.
Personalmente penso che sia tempo di superare le presentazioni basate su slide che NON vivono e cambiano con la Rete. Non hai la Rete? E allora sono disposto a pensare piuttosto che NON FAI LA PRESENTAZIONE!!! ma usi soltanto la sua “copia statica e non connessa”. Senza drammi, ma consapevoli che staccati dalla Rete tutto perde -almeno parzialmente- il suo senso.
D’altro canto, proprio perchè il web2.0 inteso come contenuto generato dagli utenti, commenti, favourite, etc. Non posso fare a meno di pensare che una presentazione “attuale” non sia altro che una fitta rete di riferimenti a contenuti web esistenti ed integrabili, con in mezzo qualche cartellone con le scritte!
GooglePresentation non è solo una applicazione PRIVA della sua caratteristica più rilevante, ovvero il recupero e la valorizzazione dei contenuti e degli aspetti sociali (ades. di Youtube), ma è soprattutto una applicazione concettualmente modesta. Un emule di un modo di fare le presentazioni vecchio di quindici anni.
Se volete sapere cosa penso, io ritengo che a Google NON ABBIANO PERSONE CAPACI di fare davvero la differenza -oppure- non vogliano far altro che omologarsi al basso tasso di innovazione tipico delle grandi aziende. E con tutti i soldi ed il talento che hanno, quando sbagliano non riescono neanche rendersene conto. Iil GooglePlex si sta trasformando in un crogiolo di programmatori fortunati, così come in un ammasso di talenti dalle ali tarpate.
La logica con cui procedono è tale per cui -se mai costruiranno un altro pezzo del nostro futuro- lo faranno soltanto per forza bruta (intesa come forza di calcolo) o per prove ed errori. Una meraviglia come GoogleMaps, comincio a pensare che non gli ricapiterà più.
D’altro canto è storia vecchia. Anche quando Kevin Fox -che stava lavorando al Google Calendar- mi chiese come lo avrei fatto io, si capì subito che loro non erano assolutamente disposti a fare innovazioni concettuali di una qualche rilevanza. Loro pensavano da “programmatori” il cui compito era il come replicare quello che altrove c’era già , e non progettarne radicalmente nuove. Erano tutti già gasati di quell’unico plus disponibile, ovvero: essere applicazioni “in Rete”.
Peccato che la Rete NON è più solo il tubo che vi collega al mondo. Siamo -per fortuna- andati MOLTO oltre la mera connettività . Fare oggi dunque il Calendar o il Presentation, NECESSITA il pieno coinvolgimento della RETE come il web2.0 l’ha resa: con le persone al centro, con i commenti, con il twittare che si sparge attorno alle idee, etc.
GooglePresentation vale meno di Powerpoint, che già valeva poco più che zero. Se questo progetto è la misura delle capacità di Google, allora Google NON è capace di innovare in modo radicale.
Ma adesso andiamo oltre la critica:Ecco una breve lista di features IRRINUNCIABILI nel prossimo programma di presentation.
1- tutto basato su un DB dove ogni item è taggabile e richiamabile in qualsiasi istante, indipendentemente dal fatto che appartiene ad uno “show” (una presentazione) o meno. Devo sempre poter capire al volo quali item sono disponibili e quali -ad esempio per mancata connessione al web o sparizione della pagina corrispondente- non sono “Live” in quel momento.
2- possibilità di “storare” localmente item remoti, tenendoli però collegati alla loro versione originale online
3- uso contemporaneo -anche durante lo show- di un workspace (repository di contenuti) e di uno stage (parte del video/monitor proiettato).
4- possibilità di selezionare soltanto una parte di un item presente nel workspace e proiettarlo al volo (ad esempio inquadro una web-page e faccio zoom su dei commenti)
5- completa possibilità di ridefinire la successione degli item mostrati nello show
6- regia audio automatica che gestisce loop musicali e volumi (perché no, usando il microfono del computer per rilevare quanto “rumore” c’è in quel momento in sala)
nel complesso, quello che chiedo è di poter gestire la presentazione sia in modalità “dummy”, che come un vero evento live di cui -il presentation software- è il banco di regia dove la “Presentazione” -che preferisco definire “show”- non è altro che una PLAYLIST! Una musica che -come fa un DJ- può essere cambiata al volo seguendo il pubblico e quindi la CONVERSAZIONE. …Poi è ovvio che voglio poter accedere da ovunque e collaborare con chiunque. Vogliamo mettere in dubbio queste cose? Sono solo il default!
ok, so cosa state pensando. Quello che chiedo io NON SI PUO’ FARE. Rieccola! La risposta di default del programmatore! Beh, allora guardate qui sotto, perchè questi ragazzi LO STANNO GIA’ FACENDO!
…e che cazzo, assumeteli due designer al GooglePlex! O se siete proprio non ce la fate, compratevi questi ragazzi qui: http://www.freepath.com
Nel frattempo, noi umani… Teniamoci stretto Gmail e GoogleMaps, sperando che le prossime versioni non instupidiscano queste meravigliose applicazioni con strati di features inutili. Sarebbe un peccato. Un grandissimo peccato.
Google non mi piace? No, al contrario. E’ un posto fantastico. Ed in effetti questa è l’unica consolazione: Almeno si divertono loro. Hanno anche il tempo per i maestrini e mettere su dei corsi video per utenti “bambini”…
ps. non possiamo avere il volume di fuoco della FreePath -che è una azienda dedicata- ma -con i soliti amici- a fare un tools che sia ANCHE di presentation, ci avevamo provato anche noi. :)
—– UPDATE —–
Kurai -via Folletto- mi ha segnalato sliderocket, ovvero un’altra alternativa a PowerPoint che promette sfaceli. E’ ancora presto per dire se funzionerà e -comunque- sembra meno “teatrale” di FreePath. Ad ognuno il suo perché -ovviamente- non può esserci un solo modo di pensare!
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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