Nuovi iPod, ok. …ma che impressione STARBUCKS

Ricordo ancora la prima volta che entrai in uno Starbucks a Palo Alto. Usavano un termometro per misurare la temperatura del mio caffelatte, e questo mi sconvolse non poco. Non li capivo ancora molto sti americani. Nel senso che parevano scemi, ma accidenti a che risultati arrivavano con le loro “banali” check-list!
Da quella prima visita sono passati oltre dieci anni, e adesso la Starbucks è un monumento alla User Experience.
Starbucks è un luogo -a metà tra casa propria ed il luogo di lavoro- dove hai tutto ciò che può servirti. Dalla musica all’atmosfera conviviale, dalla rete wireless veloce ad un bagno pulito.
Il “modello” esperenziale ha consentito all’azienda di crescere sino agli attuali 14.000 cafè e continuare ad aprirne 7 nuovi al giorno! Questi sono numeri impressionanti, soprattutto perché non stiamo parlando del trend di crescita di una finanziaria o di una farmaceutica, bensì di una di quelle aziende che si propone con modelli positivi e -sinceramente- ti fa stare abbastanza bene quando ci hai a che fare come cliente.

Sinceramente non immagino uno Starbucks fare concorrenza a certe caffetterie italiane o francesi, ma questi posti “speciali” e “segreti” sono eccezioni. Posti meravigliosi che riescono a creare IRRIPETIBILI livelli di eccellenza. Ma in questi posti difficilmente trovate la rete wireless o un posto caldo dove stare anche delle ore sorseggiando un semplice caffè. E soprattutto, se vogliamo parlare di User Experience, bisogna ammettere che nessun altro Retailer è riuscito mai a creare una così forte immagine dell’esperienza che offre ai suoi clienti. La IRRIPETIBILITA’ delle caffetterie belle che abbiamo in Italia (ovvero lo 0,0001% di quelle esistenti) è al contempo la chiave e limite di quell’approccio.
Simbul, che sta nel mio stesso open-space ed ha sentito il mio pontificare su Starbucks, ha commentato a voce:”Persino io che non sono mai entrato in un Starbucks, ne ho mai visitato gli States, so bene che se voglio trovare una Rete Wireless in un posto tranquillo devo entrare in uno Starbucks.”
Se non è User Experience questa…
…allora FORSE lo è la totale integrazione sul fronte musicale tra le 14.000 caffetterie di Howard Schultz (Founder e Chairman di Starbucks) e la piattaforma iPod/iTunes.
In pratica, iPodTouch e iPhone (ed in futuro tutti cli iPod e device apple con wi-fi) sniffano la rete wireless del locale (usare iTunes dalla wi-fi Starbucks è gratis) e vedono subito che brano sta suonando in quel momento, la playlist del locale e -tramite iTunes- possono persino comprare la canzone desiderata (o l’album, il podcast, il video, etc.).
Il che è come dire: l’esperienza data dall’atmosfera e dai prodotti di caffetteria si è espansa prima alla musica (Starbucks è anche un produttore musicale ai cui artisti e dischi sono stati asseganti dei Grammy Awards) e da ieri -grazie all’accordo con Apple- questo feeling per la musica si è trasformato in una architettura tecnologica tanto trasparente quanto poderosa.
Quando Starbucks avrà abilitato tutti i suoi punti vendita, la rete wi-fi che ne emergerà sarà una delle più estese del pianeta. Non male per un venditore di caffè che ha creato tutto questo impero del caffè, nel giro della sua vita professionale!
Noi certo abbiamo Illy, Lavazza, e mille altri. Ma questi brand puntano ad ognuno di noi senza passare attraverso reti sociali. Starbucks persino aiuta a crearne. Insomma, è come parlare di brand 1.0 versus 2.0. Per adesso, non c’è partita.
Pensate che io sia uno Starbucks-entusiasta? Beh, certo NON TUTTI i 14.000 locali della catena sono belli. Però sino ad oggi ne ho trovato uno figo in ogni città Usa/UK/Germania che ho visitato. Ok, forse sono un fun o un geek in cerca di SOLA connettività, ma di certo NON sono il solo. Ad esempio…

Concludo con una nota che vi da la misura del tasso di innovazione della catena di venditori di caffè di cui vi parlo da mezzora: Ditemi qual’è l’azienda dell’area di Seattle che negli ultimo 30gg ha postato 26 job’s opportunities per profili SENIOR nella analisi, progettazione, gestione di sistemi ICT. You Right! Non ne ne Microfrost ne Amazon. E’ Starbucks.
Ps. ah, forse vi aspettavate una riga anche per gli iPod. Eccola: tutto bello. Non ho trovato il mio nuovo iPod tra quelli, perché il mio nuovo iPod sarà comunque l’iPhone. L’unico modello che c’era già. Se non vi basta il mio telegrafico commento, allora leggetevi questo post di Folletto (che ha uno degli incipit più belli che ho letto di recente).
ABOUT STARBUCKS HEAR MUSIC
Founded in 1990, and acquired by Starbucks Coffee Company in 1999, Starbucks Hear Music is the voice of music at Starbucks. Starbucks Hear Music is dedicated to creating a new and convenient way for consumers to discover, experience and acquire all genres of great music through its CD compilations and music programming for Starbucks coffeehouses worldwide, as well as its innovative partnerships with other music labels to produce, market and distribute both exclusive and non-exclusive music. - hearmusic.

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