PowerPoint è un software con un piede nella fossa già da oltre un lustro! Però i concorrenti continuano a sbagliare approccio e strategia, e quindi lui a sopravvivere.
KeyNote -ad esempio- è solo un modo migliore di fare le stesse cose; Non cambia la logica, non migliora la capacità di una persona di esprimere concetti e idee. E’ solo più fico. Non è una brutta cosa, ma non è abbastanza!
Dal canto mio, ho una serie di features ed un approccio preciso che vorrei che i tools di presentation avessero, e -a quanto pare- c’è già chi non è lontano dal metterli in pratica… e non è certo GooglePresentationContinue Reading »
Questo oggeto musicale DEVE per forza essere una roba che i Man in Black in persona hanno strappato via da qualche astronave aliena. Non si spiega altrimenti la complessità dell’oggetto e la sua interfaccia. Infatti, più che per le cinque dita umane, pare fatta per innumerevoli protuberanze a ventosa.
Sarà che la notizia di stamani (asteroide in Perù) sapeva tanto di B-Movie con gli Alieni (ed invece preoccupa davvero), ma l’ho pensata così. LORO sono tra noi.
I vari canali che stiamo usando, da Twitter a SecondLife sono diverse intensità di segnali che emettiamo: twitter è un segnale debole e continuo come certi sms, mentre all’estremo opposto abbiamo SL che è “pieno” sino ad essere ridondante. Questi -tanti- diversi canali (Flickr, Facebook, LinkedIn, etc) si spandono sul web, creando anche interferenze (spesso incoerenti tra loro).
Quella che ne emerge è una sorta di nostra immagine digitale. Una immagine frammentata che nei search engine tradizionali tende a perdere la sua uniformtà . Google -ad esempio- NON è adatto a rendere “visibili” queste emissioni, mentre alcuni nuovi “engine di visualizzazione” -se non avete fretta- vi daranno una nuova visione delle vostre emissioni 2.0 Continue Reading »
Quando, dieci anni fa, cominciai a lavorare come Interaction Designer, sapevo una cosa: il futuro non avrebbe potuto fare a meno di noi. Peccato che quel futuro fosse sempre un passo più avanti e -nel frattempo- se non fosse stato per Internet sarebbero stati tempi cupi. Adesso però la musica è cambiata! Continue Reading »
Ricordo ancora la prima volta che entrai in uno Starbucks a Palo Alto. Usavano un termometro per misurare la temperatura del mio caffelatte, e questo mi sconvolse non poco. Non li capivo ancora molto sti americani. Nel senso che parevano scemi, ma accidenti a che risultati arrivavano con le loro “banali” check-list!
Da quella prima visita sono passati oltre dieci anni, e adesso la Starbucks è un monumento alla User Experience.Continue Reading »
Io mi occupo di Interaction Design e non di Intelligenza Artificiale, ma di questi tempi i confini di molte discipline si sono sovrapposti per dare vita a prodotti di nuova generazione. In ogni caso…
Se una macchina risponde al telefono e via web per risolvere i problemi di helpdesk. Se questa macchina risolve da sola il 10% delle richieste, mentre facilita gli operatori umani -di seconda linea- al punto da fare risparmiare loro il 25% del tempo… Se questa macchina esistesse, ROI a parte (qui il ROI è evidente), la definireste “intelligente”?
Sono un Interaction
Designer
esperto di Eye-Tracking, UI multimodali e
di usabilità.
Sul web dal '95. Manager & Designer con oltre 12 anni di attività ho progettato servizi e applicazioni Internet per le maggiori aziende italiane (e non). Mi sono occupato per anni di eye-tracking, interfacce multimodali, prototipazione di device mobili e progettazione di Assistenti Virtuali con UI emotive. Ho co-fondato: Idearium.ORG, Frontiers
of Interaction e e giocato con Photoshakr. Collaboro a diverse iniziative
in Top-IX, UniMiB, Siena
Design Project (UniSI)...
A Marzo 2008, ho fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things e con sede San Francisco, CA. La tecnologia core di WideTag si chiama OpenSpime, e -tra le altre applicazioni- viene utilizzata per il monitoraggio della CO2 (video).