Jul 30 2007
Vita e morte di SL, ovvero: una risposta ragionata a ciò che di stupido leggiamo (anche) sui giornali
Un video di venti minuti per raccontare il mio punto di vista sul momento mediatico negativo di SL. Uno speech che è anche una bacchettata a chi proprio non riesce ad imparare dall’esperienza (del web) e ripete clamorosamente gli stessi errori.
La fuga di alcune importanti aziende statunitensi da SL è figlia di un approccio commerciale, fatto da qualcuno che ha mirato male sia approccio che ROI. Banalmente, posti dinanzi ad un nuovo mondo, le aziende anziché esplorare, studiare, sperimentare, hanno preferito vestirsi da conquistadores della domenica e tentare di asservire SL a business già noti e non necessariamente adatti al modello SL.
Ad esempio…
Tra le aziende che fuggono da SL, molte hanno sbagliato l’approccio: Come chi ha costruito catene di hotel lasciandole poi desertificarsi a poco a poco. Non è un caso, che le stesse catene non aggiornino adeguatamente il sito web, che -fondamentalmente- è una brochure elettronica. Con l’aggravante che in SL non si prenota una stanza ne si vive una adeguata esperienza. Queste azienda hanno -sia sul web che in SL- dato prevalenza alle immagini del loro catalogo di spiagge e cemento, dimenticandosi che gli hotel in SL non erano pronti accogliere davvero le persone.
Ma nello sbagliare approccio, nessuno è primo. SL arriva dieci anni abbondanti dopo il web, ed anche lì ci furono parecchi errori. In efftti, tutto ciò era già avvenuto con il web. L’eCommerce è stato il modo in cui le aziende -sin dall’inizio- hanno pensato di fare soldi con il web. Ebbene, prima che -quelli che adesso sono i principali player dell’eCommerce- hanno attesa quasi parecchi anni prima di fare i numeri che qualcuno teorizzava raggiungibili sin da subito. Ma almeno in un caso, anche l’eCommerce è stata un promessa immediatamente mantenuta: Amazon. Perché Amazon è riuscito dove altri hanno fallito (in senso letterale)? perchè ha esplorato e capito il media.
Chi parla di numeri deludenti per SL ha in parte ragione, ma -se di numeri si parla- si possono dire anche “n” altre cose. Gli otto milioni di utenti SL manifestano circa 40mila utenti contemporanei. Facendo un paragone azzardato potremmo dire che, degli 8milioni di utenti Skype che vediamo al login, solo qualche centinaio di migliaia usa contemporaneamente il sistema. Ebbene, io credo che tra le attuali decine di migliaia di utenti contemporanei e le centinaia di migliaia di Skype, c’è quello che definisco lo spazio di crescita possibile per SL. Inoltre, il fenomeno dei mondi virtuali non si limita a SL, e -per vedere bene i numeri di questa opportunità - bisogna fare i conti con una crescente coda lunga dei mondi virtuali. Non mi stupirei se la somma numerica degli utenti dei mondi virtuali -in dieci anni- raggiungesse numeri equivalenti persino all’attuale Google. Per informazioni, rivolgersi a chi oggi fa gaming online.
Un’altra valutazione sul valore e sul momento che i giornali stanno creando attorno a SL è -ancora una volta- simile alla prima delusione post web (2000/2001) quando ai vari fallimenti della new-economy da vetrina-web subentrò un uso della Rete più come intranet e strumento aziendale. Non mi stupirei di vedere accadere un fenomeno simile anche per SL e altri mondi virtuali, anche perché questi strumenti hanno dimostrato enorme efficacia come tools di collaborazione. Una efficacia mai registrata prima sul web.
D’altro canto, semplicemente leggendo il manuale, si sarebbe potuto comprendere come neanche gli stessi creatori di SL parlano di ritorno economico dall’ecommerce. Almeno nel breve periodo.
Personalmente mi piace pensare che abbia ragione Pabini Gabriel Petit, che parlando alle Frontiere dell’Interazione, ha detto di preferire SL ed i mondi virtuali per LAVORARE, ed il mondo “reale” per GIOCARE, VIVERE, PERFORMARE.
Fate un banale esperimento: riproponete su SL gli stessi codici che esistono nel mondo del business occidentale e -se ho ragione- ad un certo punto di vista vi metterete a ridere. La ri-stretta codifica che usiamo per decorare il nostro sé attore del mondo reale, dovrebbe essere riformata da un critica oggettiva. Come quella che potrebbe essere ispirata dal ClueTrain Manifesto, nel passaggio ispiratissimo quando cita:”una risata vi seppellirà “.
… speciale nel video: La virtualità ha a che fare con tutte quelle trasfigurazioni, cosmesi e maschere che utilizziamo per affrontare la nostra quotidianità . Un rfid per vedere gli avatar nel mondo reale. …
Un ulteriore valutazione su ciò che i giornalisti di “costume” sbagliano, e che già avevano sbagliato ai tempi del web è la “dipendenza” da SL.
Premesso che SL ha un forte impatto emotivo/seduttivo e premesso anche che i cretini sono una specie infestante, anche ai tempi del web si parlava di Internet addiction per della gente che -addirittura- usava il web pure per fare la spesa o prenotare le vacanze. Mi ricordo ancora di tanti stupidi titoli di giornali pronti a fare terrorismo su chi controllava la posta elettronica troppo spesso.
Oggi con SL siamo alle solite. I giornalisti che ne scrivono sono -talvolta- gli stessi disinformati. Gli stessi che mi chiamano per scrivere un pezzo di cui hanno già deciso il contenuto e che -se rimangono delusi dalle mie affermazioni- scrivono comunque una loro distorta verità .
Questa gente non fa informazione, bensì instupidisce e imbroglia il paese, rendendolo inadeguato a cogliere le sfide dell’innovazione. Palle al piede che ritardano la nostra cultura e non certo per saggia lentezza, anzi per faciloneria, superficialità ed incompetenza.
Ma il difetto d’origine di chi straparla di SL non è soltanto nella incompetenza tecnica e mediatica, quanto -anche- nella ipocrisia del bigotto. Mi è capitato almeno in quattro occasioni di essere chiamato da un/una giornalista -anche di testate autorevolissime- che aveva GIA’ DECISO di voler descrivere SL come un luogo di stupri e violenza varia e che chiedeva una mia testimonianza. Ebbene, in queste quattro occasioni, delusi dalle mie affermazioni non in linea con la loro pre-defenita linea editoriale, hanno deciso di eliminare o cambiare le mie affermazioni, continuando a dare una versione distorta dei fatti. E non sto parlando delle inesattezze formali che possono colpire uno sfortunato ma volenteroso giornalista, bensì di chi tenta di trasformare SL in luogo di mostri e stupidità in cambio di qualche punto di audience in più.
…
A questi incompetenti o in malafede dedico questo pensiero: Trovo bigotto e castrante il modo di ragionare di chi si “sconvolge” per la libertà di costume che alcuni utenti SL mostrano. Non soltanto perché -in questo caso- i costumi sono anche figli dell’alto grado di libertà con cui le persone sperimentano in secondlife. Immagino allora cosa gli stessi giornalisti che oggi scrivono di SL abbiano pensato alla pubblicazione del rapporto Kinsey sulle abitudini sessuali delle persone “normali” nell’america degli anni ‘80. I modelli consueti sono tranquillizzanti, mentre SL è certamente destabilizzante. Però se volete chiedervi cosa è reale e cosa non lo è, non fissate la vostra attenzione su ciò che è virtuale, quanto a ciò che è ipocrita. Se volete togliere dal pianeta una cosa virtuale, togliete voi stessi. Virtuali come giornalisti, perché ne siete soltanto il fantoccio. Virtuali come persone, in quanto mistificatori incapaci di ascoltare una REALTA’ diversa dai vostri preconcetti. Il colmo è che questo clima vessatorio non nasce da una volontà di vera censura -almeno si potrebbe discutere di idee importanti- quanto da una superficiale, bieca esigenza di scrivere un pezzullo stupido di costume, ancor di piu’ se c’è da pubblicare durante l’estate. Per questa gente di basso profilo ho coniato una espressione: DISTRUTTORI DI OPPORTUNITA’. Speriamo di potercene liberare prima che il cuore di questo martoriato paese smetta -anche per colpa loro- di battere del tutto.
…
Invito tutti coloro che vogliono vedere qualcosa di ITALIANO e di BELLO su SL, a visitare l’isola di INDIRE, dove si tengono corsi di italiano organizzati da Andrea Benassi. Non a caso l’isola di INDIRE si trova giusto accanto all’isola di IDEARIUM, quindi svolazzate anche da quella parte per vedere le mostre d’arte e la biblioteca che offre. Almeno potrete dire di aver visto qualche luogo in SL dove ciò che avviene non è frutto di alienazione, e soprattutto non ha nulla a che fare con prostituzione, stupro, malvivenza, frustrazione.
SL è comunicazione esperita ad un inedito grado di llibertà . Dopo la sperimentazione c’è da identificare la comunità di utenti con i quali si ha veramente voglia/necessità di comunicare.
Adesso, se avete ancora voglia, guardatevi il video. Personalmente, credo sia ricco di spunti utili.
ah, visto che io sarei uno che si occupa di interfacce -e non di giornalismo della domenica- fatemi re-linkare questo speech che parla di AVATAR COME INTERFACCIA (GoogleVideo) e che collega il fenomeno web2.0 ai comportamenti emergenti nei mondi virtuali. Le slide le trovate qui su slideshare.
5 responses so far


Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
(short
[…] Aggiornamento: Dal blog di Leeander […]
[…] Questo è bastato perchè venisse stigmatizzata la “fine di Second Life” tout court, ancora una volta senza fermarsi a riflettere, compito ancora una volta lasciato alle voci fuori dal coro dei media tradizionali. […]
[…] Qui sotto il video… e se CLICCHI QUI trovi l’intero post su Leeander.com […]
Io mi occupo di parlare alle imprese di comunicazione e Second Life è un media possibile, motivo per cui mi ci sono avvicinato e ne ho approfondito le sfumature. Ho approfondito poco, lo ammetto, gli aspetti tecnici connessi all’utilizzo, in azienda c’è chi meglio di me si occupa poi degli aspetti concreti di realizzazione dei progetti, ma mi ha affascinato moltissimo l’aspetto sociale e la reinterpretazione di sé che l’avatar comporta.
Concordo sul fatto che le azienda hanno approcciato il fenomeno in maniera disordinata, ma va riconosciuto che grazie a questo disordine Second Life ha potuto godere di una visibilità tale da attrarre sia imprese (diciamo “sponsor”), sia gli 8 milioni di utenti (non contemporanei) che se non sono necessariamente un mercato sono almeno un embrione da analizzare per capire se potranno diventarlo.
La mia opinione è che non potranno diventarlo in quanto mi aspetto un utente mediamente evoluto - almeno in rapporto alla media dell’utenza che utilizza il web - e che data una dispersione geografica, culturale e un differente contesto sociale degli avatar in atomi che in SL viene uniformato una proposta commerciale di natura locale ha poca risposta, e forse solo alcuni grossi brand potranno ricavarne qualcosa. Ma cosa? Personalmente credo ben poco, un avatar non vive una vita per passare il tempo a dedicarsi alle logiche commerciali, ma vuole essere protagonista. Da qui ricavo la convinzione che SL è un luogo dove le imprese possono diffondere una cultura finalizzata, ovvero parlare della logica che permette di approcciare una certa categoria merceologica, non a tutti i costi vendere quel determinato prodotto.
Second Life come veicolo di approfondimento, ma difficilmente commerciale nel senso classico del termine. Anche perché, non credo vada trascurato, Second Life è un’espressione commerciale di una società privata e non il risultato della volontà di una sorta di soggetto sopra le parti (non vorrei cadere in manifestazioni pseudo-religiose).
Le pressioni della stampa, molto spesso scorrette e viziate, restano un valido metodo per far parlare di SL, ma certo che permettere una veicolazione culturale corretta permetterebbe l’affermarsi di una classe di utenti evoluti che della rete - non solo di SL - saprebbero cosa cercare, cosa aspettarsi e ne permetterebbero uno sviluppo libero e soprattutto libertario.
concordo pienamente su tutto quello che hai detto.
Dal cellulare a SL, passando per il PC e Internet abbiamo assistito all’agitarsi dei “distruttori di opportunità ” ogni volta che appare qualcosa in grado di dare uno strumento utile per fare una esperienza libera, cioè non vincolata alle ovvietà che media e in generale la cultura asservita al potere ci propinano ogni dì per i loro interessi.
L’importante è fregarsene e informare, informare, informare, come stai facendo tu ed altri.
Cordiali saluti