Jun 29 2007
Il giorno dopo Frontiers07
Credo che NON racconterò nulla dei contenuti di Frontiers, ieri in Bicocca. Spero lo facciano altri (tecnorati: frontiers07) e vorrei linkarne il più possibile. Ho invece un pò di altre cose che -credo- valga la pena di dire.
L’Italia è un paese di followers, povero di opportunità e con poca attenzione ai temi dell’innovazione. Ogni tanto però avvengono dei piccoli miracoli! …come quello di ieri in Università Bicocca, dove un network NON-istituzionale di PERSONE ha reso possibile la riuscita di Frontiers of Interaction III. Di questa Rete vorrei dire un paio di cose…
Essendo io & matteo gli artefici principali dell’evento, non spetta a noi dire se sia stato un successo o altro. Io posso soltanto dire che è esattamente il tipo di conferenza che volevo vedere in Italia. Noi abbiamo provato a fare una roba energetica, non stantia nel format, cravattaless, non meccanica (anzi umanissima), capace di ridere di sé e della sua organizzazione non strutturata -anzi- praticamente basata sulla buona volontà di chi -come noi- vuol fare accadere le cose.
Sinceramente io spero che l’energia di Frontiers contagi quante più persone possibile e -persino- venga copiata emulata e riportata in altri settori dove la tecnologia può farsi strumento.
Se c’è qualcuno che vuole copiarci, dico che è il benvenuto! Vi dico anche qual’è il nostro segreto: NON le luci (stupende), la musica (Korinami ha fatto del sound design una performance LIVE) etc. ma l’apertura in pieno stile OPEN SOURCE.
E’ questo che ha reso possibile attrarre e far collaborare insieme persone che vivono in mondi separati da distanze siderali. Proponengo l’approccio alla diffuzione delle idee “shift from blogroll to idearolls” vorrei contribuire a svecchiare l’approccio antimeritocratico e di “posizione” che vedo diffusissimo nel nostro paese.
Notizia: Non sarà il blasone a salvare il classismo -ad esempio- di quelle università che non solo non sono interessate alle idee ma ne ostacolano la diffusione. Non basta un sorriso vuoto di idee ed una bella giacca gessata per coinvolgere nello stesso progetto uomini e donne che lavorano per aziende dalla personalità forte e differente come bastard e artemide. Aziende che non potrebbero essere posizionate in modo più diverso, ma che hanno contribuito in modo davvero significativo alla riuscita di questa edizione.
Poi c’è lo scouting… Conoscere Nuzoo è stato un grande onore per tutti noi, e spero che -da domani- molta più gente si interessi a loro. Ma a noi di Frontiers, non l’hanno certo detto i giornali che loro esistevano. Infatti… non è certo leggendo le croncache dei giornali -ad esempio gli articoli sulla pedofilia in SL- che si trovano le realtà da portare alle Frontiere. La stessa cosa potrei dirla per lo schermo immersivo che PierPaolo Bottin si è fisicamente caricato in auto pezzo per pezzo. Smontandolo e rimontandolo nello spazio di un pomeriggio.
Un mondo non basta…
Diretta web, diretta SL, interviste video robotiche e interviste tradizionali. Dietro ognuna di queste attività c’è stata una persona o un gruppo di persone che hanno deciso che era necessario, opportuno ed hype, dare una mano a me e Matteo. Come Andrea Benassi ad esempio, che potrebbe starsene a fare il guru di SecondLife e invece ha smanettato in prima persona con AxellBor e molti altri.
Ma quello che ha reso -ai miei occhi- Frontiers un esempio da imitare, è stato il lavoro concreto di tanti come: Folletto, Dario Violi, Yoghi, MaxZaglio, Crì, Lucky, Alberto, Simbul, James, Biccio, Mattia (grandissimo il tuo video), e tutti gli altri che non si sono limitati a metterci il talento, ma hanno anche fisicamente SUDATO.
Se avete fatto un complimento all’organizzazione, lo avete fatto a loro! Compreso chi si è preso un giorno di vacanza per dare una mano, oppure chi non avrebbe neanche dovuto star lì e si è subito rimboccato le maniche. Con talenti (e caratteri) così, c’è da chiedersi come è possibile che siamo il paese da terzo mondo che siamo diventati.
sudore… E’ stato un sudore benefico. Un sudore che ci ha fatto capire che siamo in grado di fare questo ed altro. Un sudore che infonde fiducia in se stessi e ci rende capaci di affrontare le sfide. Enegia come quella mostrata dalla famiglia Orban: Talento e dinamismo in quantità , idee molto fini. Mostruosi!!! :)
E’ questo il messaggio -credo- più imporante che Frontiers dovrebbe lasciare. Noi lo abbiamo applicato al nostro campo e abbiamo creato un percorso che ha collegato idee di valore potenzialmente anche distanti tra loro. Siamo andati dall’antropologia dei mondi virtuali, ai robot affettivi e dall’artigianato digitale all’hacking mobile, comunque di spazio ce ne corre.
…e dire che, in fondo Matteo ed io abbiamo fatto tutto solo perché… serviva a molti, ed abbiamo ritenuto che fosse giusto rischiare di nostro e provarci.
Alcune idee riportate alle Frontiere…
skypando con Daniele Galiffa abbiamo ripercorso alcune delle frasi di ieri che ci erano rimaste più in mente. Con il beneficio dell’inventario e senza aver guardato le registrazioni… :)
Pabini Gabriel Petit:”…Preferisco lavorare nel mondo virtuale e giocare nel mondo Reale…”
Stefano Sanna:”…WAP, che significa ovviamente, without application protocol”
Rafi di Violet:”il nabaztag è il PONG delle cose di internet”
Paolo Rigamonti di Limiteazero:”Digital is real”"
Alessandro Valli:”Digital doesn’t exists”
David Kirsh (la sera prima a cena):”…dimmi qualcosa di questo experience design… che roba è?” :DDD
…
Alcuni LINK
- audio di Babele
- un post di Nicolas Nova (hei, ancora grazie a Bru per averci messo in contatto e a Nicolas per essere venuto sin qui)
- le slide di Nicolas Nova
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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