May 21 2007

    Renzo Piano “live” in Bovisa

    DSC06280.JPGCapita in una città come Milano che Renzo Piano tenga una “lezione” nel campus del Politecnico alla Bovisa -ovvero la scuola in cui è stato studente- e questo si trasformi in un grande evento! Migliaia di studenti sotto al sole estivo, o stesi sul prato ad ascoltare il maestro dell’architettura mondiale. Eppure una “notizia” così la si scopre soltanto per caso: leggendo un free-press mentre si è in Metro. Beh, sono riuscito a mollare tutto ed andare ad ascoltarlo, quindi… eccovi alcune idee sull’architettura, i maestri, gli accademici, la politica.

    disclaimer: Questo NON è un report dello speech di Renzo Piano, ma soltanto un breve elenco di idee che -secondo me- vale la pena evidenziare. Altri -immagino- ne scriveranno in termini più “architettonici”. Il mio focus è altro.

    DALL’ANSIA DEL SOCIALE, ALLE TRAVI & LA POETICA
    Renzo Piano è stato studente in un periodo tormentato da proteste, occupazioni e movimenti culturali. Lui lo descrive come un periodo di notti trascorse in Università -spesso dormendo come capitava- pur di discutere questa “Ansia del Sociale” che era tipica del momento storico.

    DSC06282.JPGMa alle “teorie” discusse sino allo sfinimento la notte, corrispondeva poi un giorno fatto di TRAVI, PILASTRI, GIUNTI, MATERIALI, etc. Ovvero, alla parte umanistica e corrispondeva poi una parte tecnica profonda. Perché -come dice Renzo Piano- guai a sapere cosa fare e NON saperlo fare, oppure a saper fare delle cose che non sai PERCHE’ ha senso che siano fatte.

    Deve essere chiaro che l’archittura non è solo tecnica più teoria, ma anche poetica. Ma di questa parte Renzo Piano NON vuole parlare assolutamente. Perché ritiene NON sia utile parlare ma -semmai- fare. Un pò come Kandinsky quando disse “io faccio molta teoria ma non ci penso mai quando dipingo“.

    I MAESTRI
    L’ha detto Renzo Piano:”Io ho rubato tutta la vita“. I maestri sono fondamentali per apprendere e costruire ciò che si sarà, ma non per seguirli in accademie di pensiero uniforme, bensì per rapinarli e disobbedirli.
    Un Renzo Piano pacato, inbiancato dall’età eppure “PUNK irrispettoso”, che incita a PRENDERE TUTTO dai maestri (tranne il portafoglio, ha precisato) NON PER COPIARLI, ma per rimasticarli, digerirli, contraddirli, disobbedire, reinventarli.

    Pensandoci, le tre espressioni usate dal più noto architetto del Pianeta sono state: Rubate, non obbedite, Restituite. E su Restituite non ha fatto alcun approfondimento.

    GLI ACCADEMICI
    Renzo Piano scuote l’uditorio con questa espressione forte:”A noi tempi gli accademici li picchiavamo e li cacciavamo via! anzi, se qui c’è un accademico, che lo dica che…” (e fa il gesto di menar le mani, suscitando -data la sua pacatezza- l’ilarità degli ascoltatori).

    Questa espressione che la dice tutta sull’uomo “Renzo Piano”. Una persona di idee e d’ azione. Uno non particolarmente adatto alle mediazioni, ma sopratutto uno che dell’accademia ha odiato la “soluzione pronta all’uso”, la “ricetta buona per tutte le occasioni” e il “ripararsi sotto la gonna delle idee comuni dell’accademia”. Perché “ricorrere al modello come soluzione NON HA SENSO“.

    LA POLITICA
    Politica -dice Renzo Piano- viene da Polis e rimanda all’arte di costruire le città. La politica è “costuire le città” e quindi è probabilmente il più bel mestiere della Terra. D’altro canto, se pensate all’architettura delle grandi Chiese, dei grandi palazzi, questa è certamente una architettura che -se anche fosse solo gesto tecnico- ha un impatto sulla Città e dunque sul sociale, e dunque architettura e politica hanno un legame.

    E poi ha cambiato registro e -testuali parole- ha detto:”Questo è un Paese dove VERGOGNOSAMENTE non si fanno i concorsi“. D’altro canto, un politico che indice un concorso perde il controllo dell’opera e del lavoro assegnato, consegnando tutto al TALENTO. Infatti, la FORZA DI AVER VINTO UN CONCORSO rende liberi e fa si che si possa davvero impremere la propria impronta sull’edificio o l’opera da realizzare.
    Diverso è l’accettare un incarico SENZA un concorso: SI è due volte schiavi, sia nel riuscire ad esprimere appieno la propria progettualità che nel dover essere eternamente grati a chi ha concesso l’incarico in via personale non direttamente collegata a meriti acquisiti sul campo.

    Poi c’è il discorso della corruzione… Però qui mi fermo se no mi prendo una denuncia e -per questi discorsi- vi rimando al mio amico Beppe Grillo, che vi fa anche divertire di più.

    CONCLUSIONI
    Poche parole sono sufficienti ad esprimere grandi idee. E’ quello che molti politici dicono con troppe parole è soltanto una maschera per le POCHE POVERE idee in disfacimento che hanno in testa. La sintesi di Renzo Piano, è stata esemplare.

    Poi c’è l’altro aspetto: quello dei Maestri e dei modelli. Dal mio punto di vista, il modello italiano non è Ferrari o Luna Rossa, ma gente come Armani (più in passato che oggi), BeppeGrillo (decimo blog più letto del Pianeta), Renzo Piano (!!!).

    panoramica_r.jpg

    L’Italia è patria delle veline a tariffa oraria, degli immobiliaristi da bancarotta, delle Alitalia, Parmalat e Telecom ammalate di varie nefandezze. Ma l’Italia è anche il luogo dove la piazza si riempie per robe tipo il Family Day una volta l’anno, mentre gente come Beppe Grillo e -adesso- Renzo Piano, la piazza la riempiono sempre. Segno che il Paese ha fame di sapere, voglia di rinascere.

    Proviamoci. Un’ultima volta.

    ps. Renzo Piano è in Triennale (a Milano) con la mostra: RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP

    No responses yet

    Trackback URI | Comments RSS

    Leave a Reply