In Italia, lo scouting tecnologico lo fa un comico…

wi-max! Beppe Grillo, ovvero: lo scouting tecnologico in Italia!Non c’è niente da ridere… In Italia il compito di individuare le tecnologie potenzialmente interessanti e mostrarle alla gente è oramai nelle mani di Beppe Grillo. Perché? Perchè in Italia NON ESISTE un canale televisivo (e neanche una trasmissione degna di nota) dedicato ai temi dell’innovazione tecnologica. Perché NON C’E’ una sola rivista o giornale che sappia fare breccia nella gente. I più, sono intenti a proteggere i loro inserzionisti oppure si preoccupano di svilire ogni contenuto perché sia STUPIDO abbastanza per i LETTORI. Oramai, tra le poche fonti di informazioni c’è YouTube, che in TV ci va solo per i video di bullismo, anziché per gli innumerevoli esempi positivi. Domanda: se doveste rinunciare a Youtube o alla RAI UNO, cosa scegliereste?

In televisione non c’è mai stato il Wii di Nintendo, non c’è mai stato SKYPE, non c’è andato il WI-MAX e se è vero che Second Life almeno sui giornali ci finisce, è vero che che l’idea di SecondLife viene continuamente svilita e svenduta. Non si parla abbastanza di Wikipedia, di CopyLeft e/o di Creative Commons.
Non c’è neanche spazio di adeguato per spiegare cosa sono gli aggregatori RSS e come possono ribaltare il modo in cui cerchiamo le informazioni. Non c’è spazio per prodotti interessanti E GRATIS come Pandora piuttosto che FLickr.

Beppe GrilloNon c’è stato un solo servizio a copertura del WiredNextFest (la mostra delle tecnologie), della Conferenza sulle tecnologie emergenti eTech (il top dell’innovazione) e sul TED (che ad oggi è il summit delle idee).

Ebbene, c’è un’Italia -quella dei Barcamp, dei drinklink, di idearium, di RItalia, etc- che dimostra che IL TALENTO C’E'! Certo siamo disorganizzati, disaggregati e molti amano mettersi in mostra. Magari solo per sopravvivere. …ma il talento c’è. Un talento sufficiente a fare molte cose. …se solo si fosse in grado di fare un passo indietro rispetto alla strategia dilagante della mera auto-promozione di se stessi. Basta parlarsi addosso: le persone devono fare un passo indietro rispetto alle IDEE. >>>> NON BLOGROLLs, ma IDEA-ROLLs. <<<<

Non serve un RItalia con 400 persone! E’ entusiasmante, ma NON serve. Se lo devono fare in 400 allora ha ragione il Ministero: servono davvero 40 milioni di euro!

NOTA: Al barcamp di Ritalia sono andati anche i giornalisti… hanno intervistato molte persone, ma NON messo in risalto alcuna idea. Il palcoscenico non è dei contenuti ma delle facce. Così non cambia nulla. Se fossi interessato a vedere una faccia gradevole senza sentirne le idee, guarderei il Grande Fratello o magari vedo l’intervista di qualche ministro.

Proposta: E se invece di un incoordinabile Ritalia da 400 talenti, facessimo 100 ri-qualcosa con un team di 4 persone? Io dico che porteremmo a casa più risultati!

Esempio: Aggreghiamo i bloggers per temi e rifacciamo l’informazione, innanzitutto. Raccogliamo fondi per mandare alcuni di noi alle conferenze e mettiamo in un Wiki i loro report. Rifacciamo mostre ed eventi oramai privi di vera cultura o di novità. Tiriamo più su la qualità di Wikipedia in Italiano, oppure facciamo lezioni introduttive alla tecnologie internet GRATIS per meno abbienti e soprattutto per ANZIANI. Agiamo il più possibile sul digital-divide. Non ha senso che la gente NON SAPPIA CHE INTERNET SERVE PER INFORMARSI. Non per giocare, chattare o leggere la posta elettronica, ma per ACCEDERE ALLA CONOSCENZA. Allora si che si incazzerebbero davvero tutti per la mancanza di banda adeguata.

Per darvi un’idea di qual’è la verità innegabile dietro ai summit da 400 persone, ci vuole una frase di un antipatico, il Ceo di Google: Il NewYork Times riporta questa sua frase… “Mr. Schmidt (Ceo Google) said that by by Google’s calculation, a new blog is being created every second of every day. He said that Google now estimates that the average blog is read by one person.”

Non possiamo essere tutti dei Beppe Grillo e stare nella top-ten. Di contro meritiamo tutti una piccola fetta della “coda lunga”, ma se conoscete la teoria delle Reti sapete che serve la MASSA CRITICA per scatenare il fenomeno della coda lunga, se no è solo un miraggio. Banalmente, se scritto in italiano, un blog nasce già tarato per essere polvere del deserto.

Al contrario, una cosa seria e molto concreta è la responsabilità sociale che tutti dovremmo sentire addosso. Personalmente è da anni che ho fondato IDEARIUM.ORG: c’è il web, second life, la conferenza annuale, i drink-link e -soprattutto- c’è un network di persone valide che sono concretamente raggiungibili. Idearium NON è nulla di che, ma è un esempio -credo- del genere di cose che andrebbero fatte o alle quali bisognerebbe contribuire. Lo so, ora direte che tiro acqua al mio mulino… NON ho neanche messo il link, pago regolarmente tutti i conti da 7 anni e -sinceramente- penso di poterlo citare come esempio positivo. …anche perché non è che veda poi così tanto altro ingiro!

La logica evoluzione del BLOG non è l’atomizzazione della conoscenza, ma l’intelligenza collettiva. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi COSA STA FACENDO per collegare di più e meglio le varie parti di questo devastato tessuto sociale.

Partecipare applaudendo ad uno spettacolo di Grillo, e poi non fare nulla per rivitalizzare il tessuto sociale nel quale si è immersi, è come tentare di dimagrire guardando la palestra difronte casa dal proprio balcone: non funziona.

Concludendo:
1) Se NON vogliamo delegare a Grillo anche il technology scouting è meglio che cominciamo ad usare e promuovere le tecnologie sensate anche noi. Partiamo dalle lampade a basso consumo, perché anche questo è uso sano della tecnologia. C’è chi lo fa su scala continentale!!! VEDI: Australia Switches Off Incandescent Bulbs nota: se non conoscete TreeHugger.com è venuto il momento di guardare i loro video!

2) Dobbiamo usare di più e meglio le tecnologie da social-network ed uscire dalla logica del blogger solitario. Un blogger solitario ha in media UN SOLO LETTORE.

3) Dobbiamo dare priorità alle IDEE e non alle persone. Da BlogRolls a IdeaRolls.

Un grazie sentito a Beppe Grillo. Per continuare a stare in Italia e -faticosissimamente- occuparsi delle tante cose che noi abbiamo delegato a politici, mestieranti, buffoni, ladri, veline, etc.

PS. Prima che altri lo sottolineino… E’ vero: Qualcuno che sta portando avanti timidi tentativi di fare informazione sui temi dell’innovazione c’è. Ad esempio i ragazzi di 7th Floor. Certo esistono anche altre cose: riviste di management, e persino piccoli tentativi di fare IP-tv o finire sul Satellite. Se non ne parlo non è perchè non conosco queste realtà, bensì perché NON mi sembra che abbiano qual minimo di intento positivo o di qualità positive per essere citati come esempio lodevole. Spesso si tratta solo di altre forme di espressione di sè. Niente a che vedere con la capacità del social network di tessere quella indispensabile ragnatela di connessioni che può ridisegnare questo paese.

lo dico dal 1995: I sogni sono niente senza la community.

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5 Comments on “In Italia, lo scouting tecnologico lo fa un comico…”

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