Gabetti va Inworld! ma il vero punto è il brick’n mortar che fa innovazione

l'avatar del Ceo di GabettiOggi sono stato nella sede centrale di Gabetti Property Solution a Milano, dove il Ceo Maurizio Monteverdi ha presentato alla stampa il loro progetto SecondLife.

Monteverdi ed io siamo stati gli unici relatori di questa conferenza stampa. Lui ha parlato della visione e della motivazione che ha spinto un gruppo brick’n mortar ad entrare in SL, mentre io ho svolto il ruolo di esperto del settore che da la sua visione delle cose.
Come chi mi conosce sa, non mi sono mai prestato a far da spalla a chi non sta facendo cose di cui io stesso posso andar fiero, ed oggi la notizia è questa: Gabetti -vecchio dinosauro della vendita di immobili residenziali- è oggi una delle poche realtà italiane di una certa dimensione che fa innovazione vera. E questo non lo dico perché ha fatto un progettino da 50k€ su SL, bensì perché -con una serie di attività di cui SL rappresenta soltanto un tassello- sta rivitalizzando l’azienda dal suo interno.
Dietro ogni schermo “open point” in una vetrina delle immobiliari sul territorio, o dietro l’agente che con il suo avatar entra in SL, c’è contagioso entusiasmo che è partito anche dalla assunzione in azienda di talenti ibridi, ma che adesso sta coinvolgendo e dando forza e mentalità all’azienda.

Non solo tutto questo è raro per l’Italia e rarissimo per la categoria Real Estate, ma -considerato che il mondo immobiliare è spesso associato a quello dei furbetti del quartierino e le loro fiche-modelle- direi che oggi ho visto un’Italia migliore.

btw: per chi è curioso di sapere di cosa ho parlato, nonché il loro machinima…
UPDATE: se qualcuno ha ancora dubbi che l’operazione di comunicazione non sia già questa un ritorno


Inworld (dentro SL) il Real Estate non è un freddo business fatto da compra, dividi e rivendi. Tutt’altro. Quello degli Real Estate è un business altamente creativo e che consente la creazione di un vero valore aggiunto. Anshe Chung, un real estate nato su SecondLife è stato il primo a capirne il business, infatti: compra grandi lotti di terra virtuale, genera delle aree fortemente caratterizzate e differenziate per paesaggio e caratteristiche geografiche, ed infine vende le parcel (appezzamenti per il singolo residente) a coloro che entrano davvero a far parte della community di residenti di quell’area.

Ad esempio, esiste tutta un’area di isole dal paesaggio piuttosto nordico, dove è vietato realizzare delle costruzioni alte e moderne (lo stile è western nordamericano) dove le parcel vengono vendute soltanto a residenti che siano “animali da pelliccia”! Ovvero avatar che vestono con testa di volpe, o indossano code e altri caratteri animali.

Questa bizzarra modalità di fare business è certamente frutto dell’inventiva di Anshe Chung, ma serve anche a comprendere la potenzialità del business in SecondLife. Il paragone con il web, sarebbe infatti: terra virtuale uguale hosting. Ebbene, pensate ad un provider (chi vende hosting, in questo caso mi riferisco a chi vende spazio su disco di un server web) che possa differenziare il valore di un Kilobyte di memoria a seconda della sua configurazione! Con il web questo era impossibile. Anzi, la memoria, come la banda, è costate sempre meno per via dell’aumento della concorrenza e dell’abbassamento dei prezzi dell’hardware.

Per assurdo, su SecondLife, il valore di un kilobyte di memoria (e qui torna a significare Terra virtuale) cambia a seconda di dove si trova e di quanto voi avete investito per differenziarlo!
Basta questo –credo- a far comprendere quanto alta e quanto differenze dal web, sia la potenzialità di sviluppare business in SL.

…furbi quelli della LindenLab… investono i loro soldi in un prodotto comodity (spazio disco e tecnologiebase) e lo trasformano in oggetti -seppur virtuali- del desiderio. Non male. ;)

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2 Comments on “Gabetti va Inworld! ma il vero punto è il brick’n mortar che fa innovazione”

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