Simplicity: il giorno dopo l’evento di Maeda

Elevator test (the real one)Difficile raccontare a coloro che non erano presenti ieri, cosa è successo davvero. Direi però che alcune cose mi sono abbastanza evidenti. Quattro sono i temi che vorrei segnalarvi.
1) Una riflessione sull’Italia che non si arrende
2) Una riflessione sul talento
3) Una messa per l’innovazione
4) SecondLife

ah… le mie foto dell’evento
- altre foto (queste però sono d’autore)

MariaGrazie & John1) C’è un’Italia che non si arrende all’inerzia, alla stupidità, alla superficialità. Questa è l’Italia che ieri sera ha riempito la sala della Mediateca, ma è soprattutto l’Italia che ha AGITO grazie alla caparbietà ed il talento organizzativo di Maria Grazia Mattei e tutto lo staff della sua company. L’Italia deve un grazie a questa gente che opera concretamente -anche- per il bene futuro di tutti noi. MeetTheMediaGuru, così come i Barcamp organizzati per l’Italia e -consentitemi- con Frontiers of Interaction, sono le poche cose sane che vedo ingiro.

2) Il Talento va nutrito e protetto. Gli vanno date delle opportunità.
Maeda è -prima di ogni cosa- un artista digitale, ovvero uno che -fosse nato in Italia- avrebbe come primo lavoro un contratto trimestrale in un call center. Facendo robe digitali (e non pitture) e non essendo un trascina-folle, non potrebbe neanche sperare di vendere le sue opere ad una nicchia di ricchi intenditori. …e certo non lo prenderebbero in Telecom come direttore di un qualche ufficio di niente… Insomma, ho degli amici artisti molto bravi che rischiano sempre di essere dei “falliti di talento”. Anche ieri -persino nella stessa sala in cui Maeda parlava- c’erano tanti talenti pazzeschi che -da noi- non ricevono reali onori. Mediatiamo…

invece, per la gioia di tutti noi, Maeda è vissuto altrove, ed i suoi risultati (a 40anni è vicepresidente del MediaLab) vanno -secondo me- persino oltre i suoi meriti reali. E -personalmente- ne sono davvero contento.

3) Ecco che -è proprio il caso- arrivano le cose che ha detto Maeda…
Interessantissime riflessioni di artista sulla “semplicità” e le leggi che consentono di raggiungerla e rappresentarla.
Per questo, non serviva essere presenti ieri. Ci sono siti e libri che ne parlano oppure -per cogliere le sensazioni della serata- si può leggere l’articolo di Alberto Dottavi (InfoServi).
Allo stesso tempo, la “messa” del guru è un rito collettivo dell’innovazione e della speranza. Qualcosa che HA SENSO fare per prendere forza e -ancora una volta- sfidare tutte le avversità che ogni giorno si pongono dinanzi al cammino dell’innovatore.

Immagine 28


4) SecondLife è una realtà (la mixed reality forse meno).
Ieri, oltre agli almeno 300 presenti, c’era un manipolo (30?) di ragazzi giunti sotto forma di avatar alla casa “eventwood” della Idearium Island. Hanno visto lo streaming realtime della serata. Hanno interloquito tra loro. Sono stati tra i commentatori più critici. E non hanno trovato il feedback adeguato da chi era in sala.
Infatti, se è vero che “l’abito” non è più una adeguata maschera (almeno per un ganzo come Maeda), la pixellosità del loro essere li ha resi “secondi” rispetto a chi era presente. Forse SL non è abbastanza “artistico” per Maeda. :))

Direi che c’è abbastanza su cui riflettere….

Ah, dimenticavo…
Personalmente ho provato un certa soddisfazione nel vedere Photoshakr usato per gestire la scenografia dell’evento di un guru dei media visivi. Bella storia :)))

Photoshak & Maeda

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