l’interactive designer in scatola
In attesa di poter mettere le mani sui nuovi potenti software che dovrebbero rendere migliore il mondo dell’User Experience e dell’interaction design, ecco le prime impressioni che traggo guardando il materiale pubblicitario e le dichiarazioni postate sul sito ufficiale di MICROSOFT EXPRESSION.
Una fabbrica di template: è questo che -a prima vista- sembra essere il pacchetto microsoft per fare i siti fighi. Effetti mirabolanti, paroloni di cui riempirsi la bocca, insomma, c’è tutto quel che serve per fare un gran papocchio.
Sono di parte?
Beh, preferisco le robe Apple e lo si sa, eppure non mi avete mai sentito parlare di iWeb e dintorni. Perché? Perché anche questi tools sono un papocchio. La differenza è che Apple li pone come strumenti automatici per chi proprio non capisce nulla dal punto di vista tecnico e non ha idea di come fare un sito, mentre microsoft sta proponendo Expression come un tools che aiuta i professionisti.
La visione PIALLATA del mondo che propone microsoft, raggiunge il suo apice quando -attraverso il suo prodotto- descrive cosa dovrebbbe fare il web-designer, l’interactive designer, etc.
Ora, farò certamente bene a guardarmi meglio il prodotto, ma le prime impressioni sono davvero negative. Banalmente, niente di Expression può essere definito un tool di progettazione, ma -semmai- un tools di realizzazione. Dunque NON può essere vero che questo pacchetto ha tutto quello che serve a designer vari, a meno di non affermare che i designer NON PROGETTANO. …oppure che il progetto non serva. Insomma, il solito trattamento da microservi.
Sono contrariato lo ammetto. Sono contrariato dell’ennesima espropriazione di valore e competenza che si rischia quando si mettono potenti tools a persone che NON HANNO IDEA della complessità che stanno affrontando. Quindi, se da un lato sono ben contento che dei tools democratizzino l’accesso al web fico, dall’altro non posso fare a meno di sottolineare che c’è modo e modo di dire e fare le cose e che -il marketing di microsoft- stavolta pare davvero aver esagerato.
Questo è solo uno dei video di esempio: vi esorto a guardarne anche altri.
Expression è solo una fabbrica di template per gente che non capisce molto della Rete. Può andar bene perché i soliti smanettoni della domenica possano gonfiarsi di entusiasmo per aver creato un sito con video roteanti, ma tutto questo NON è interaction design, user experience, customer satisfation e tutto il resto delle stupidate che il prodotto vuol vendere. Una scatola NON può sostituirsi a delle competenze, e laddove esistono queste competenze che, questa non è la scatola “giusta”.
E se l’obiezione che rimane è:”SONO I RISULTATI CHE CONTANO…” allora vorrei ispirarmi a questo video -anch’esso pubblicitario- di casa Apple, ed alla celebre frase di Tommaso Labranca “intenzione, meno risultato ottenuto, uguale trash”. - i libri di Labranca - il video della pubblicita Apple.
uno screen-shot dall’adv apple

disclaimer: La mia è censura al prodotto microsoft?
No davvero. Semmai, compratelo, lamentatevi e costringete microsoft a tener fede alle promesse. Un tools del genere -fatto bene- servirebbe davvero!

…nel frattempo, il personaggio (un designer?) in bella mostra nella pubblicità di expression continuerà a stare in posa reverenziale (capo chino) guardando il pacchetto di Microsoft. Chissà qual’è il simbolismo nascosto.
ps. ringrazio Folletto per la segnalazione
Tags: expression, IxD, Microsoft
