Frullatori & Emozioni
Se le xUI, ovvero le future USER INTERFACE che seguiranno alle gUI, devono tener conto delle emozioni (oramai lo dice anche Minsky), allora è il caso di fermarsi un attimo a riflettere su quanto gli INPUT DEVICE (mouse, tastiera, etc) possano essere diversi dalle nostre abitudini consolidate.
Per facilitare questa opera di rimozione costruttiva, vi suggerisco di ripartire dal frullatore di Kelly Dobson.
Kelly Dobson, ricercatrice del MIT, nel 2003 ha prodotto questo speciale frullatore che oserei definire “emotivo”. Non è stato pensato con un focus sull’emotività, bensì sulla naturalezza del dialogo nello strano linguaggio della macchina. La Dobson ha lavorato sulla dimensione “relazionale” dell’oggetto, progettandone i behaviours, ovvero i comportamenti.
Questo genere di approccio sfocia esso stesso nella sfera emotiva. Così un frullatore che necessita che il suo utente impari il linguaggio meccanico fatto di aaaarrrrgh più o meno intensi, risulta essere capace di indurre una emotività maggiore di tanti PC! …e senza che debba fare un solo sorriso di plastica.
Bisognerebbe rifletterci un istante, prima di dare per scontato che le UI windows-like possano regnare anche il futuro.
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