Mar 18 2006
GooglePlex!!! Il Campus più invidiato del pianeta
Il mondo guarda a Google come alla più ricca e potente società del panorama itc. Scordatevi Apple, scordatevi microsoft, il modello di azienda più new-economy del pianeta è qui, al GooglePlex.
nota: Questo post non è tanto relativo a Google come azienda ma all’enviroment di Google ed al GooglePlex come meta-luogo. Google NON è una azienda esente da difetti e strategie errate. Il GooglePlex invece è un luogo che rasenta la perfezione. Buona scoperta.
Entrare al GooglePlex è impossibile se non si conosce qualcuno all’interno. Il mondo fuori è pieno di possibili pericoli per l’azienda con la maggiore esposizione del mondo e qui non ci si vuole far male.
All’interno è persino vietato fotografare, ma -per fortuna- non tutti sono così ligi…
Ma cosa c’è da tenere nascosto?
beh, forse l’altissimo numero di giochi/benefit disponibili. ve ne elenco solo alcuni:
- piscina (piccola) aziendale
- palestra (beh, a dire il vero palestre)
- cibo GRATIS nei 4 ristoranti (per parlare del solo Campus di Mountain View) di cui uno vegetariano
- drink e snack ovunque (free)
- campo di volley e -in generale- tantissimo spazio per gli sport all’aria aperta
- nursery aziendale
- asilo e scuole “elementari” sovvenzionate da Google (e dove i figli dei dipendenti possono iscriversi gratuitamente)
- Studio dentistico parcheggiato fuori !!!! (si, un enorme camion trasformato in studio mobile. …e questo per gli US è davvero tanto)
- monopattini a motore per andare ingiro tra un bulding e l’altro del campus
- …
Oppure NON vogliono far morire di invidia tutti coloro che NON hanno DUE monitor 21″ lcd a disposizione. …cosa che -girando per gli uffici- pare sia uno standard.
Ma avendo proiezioni ovunque nei corridoi e spazi comuni, e grandi plasma ingiro per la sede, chi volete che noti dei lcd 21″.
Ma parliamo degli uffici… Avete presente DisneyLand? E’ come se la gente avesse deciso di mettere il proprio ufficio nel bel mezzo di un parco giochi!
In pochi minuti di giro ho visto Lightsaber, D3B0, R2D2, Yoda… Insomma più gadgets -a grandezza naturale- di StarWars che in qualunque altro posto.
Poi ho scoperto che c’è un modellista che lavora dentro Google e -probabilmente- molte delle cose che rendono divertente l’ambiente intorno le ha proprio fabbricate lui.
Avrei voluto avere più tempo per capire meglio chi sia e cosa faccia questo ragazzo, ma non ho avuto l’opportunità di farlo, in quanto stava montando un ennesimo modello. Ed il mio giro del GooglePlex non era per un tempo illimitato.
E per completare la GoogleMania, ecco anche lo store dei gadgets aziendali, dove c’è davvero la più incredibile (e talvolta inutile) mirabilia tipica dell’era new-economy.
ATTENZIONE: per quanto state leggendo in questo articolo, potreste farvi l’idea che Google è una azienda davvero unica. Si, lo è. Attenzione però che il “modello organizzativo a campus” è “vecchio” quanto la Apple e Microsoft (ovvero oltre 20 ANNI) ed oggi è adottato anche da aziende non prettamente high-tech, come BEST BUY. Meditiamo…
Il vero simbolo aziendale sono le lavalamp che ti ritrovi ovunque ma -in generale- siamo molto oltre la t-shirt aziendale. Oramai, aziende coma Google -ma anche Apple o Yahoo- hanno un vero e proprio catalogo completo sia nel vestiario che neglli accessori high-tech, lampade e arredo. Complessivamente, un vero life-style brandizzato, comprese spille lampeggianti, le tutine per new-born (sono molto belli gli articoli per neonati che ha Yahoo!) o l’attrezzatura tecnica per lo sport. …anche se allo Store di Google si possono comprare anche cose MOLTO più serie.
Insomma, Google ha realizzato nella sua sede di Mountain View un qualcosa che va oltre i più selvaggi sogni di chi -come me- ha tentato di costruire un’azienda “simile” nel bel mezzo dell’era new-economy (in Italia, figuriamoci) e poi è stato schiacciato da contafagioli e venture della domenica.
Bhe, oggi -a favore dello sfortunato progetto di allora- mi piace oggi ricordare alcune frasi:
- non si può pensare al bene della gente, si deve pensare al bene dell’azienda (ma da chi è fatta l’azienda?)
- non ha senso offrire prodotti gratis e sperare che la gente produce ricchezza in qualche modo (la strategia alternativa proposta allora era il body rental)
- la pubblicità su Internet non è attraente e la gente non la guarda. Non è come in TV dove i risultati li ottieni con certezza (!!!).
- prima bisogna diventare leader in casa (nel senso in Italia) e poi pensare all’estero (mai sentito parlare di globalizzazione?)
Potrei continuare per ore. E la cosa più divertente sarebbe poter associare queste frasi agli autori che -ovviamente- sono senior manager, amministratori delegati, consiglieri, superpagati consulenti, ex-big-five, gente del governo, amministratori locali e soprattutto venture capital senza coraggio e finanziatori che hanno il business model degli usurai.
beh, è tardi per far polemica, ma adesso tutti giù il cappello per Google.
Si noti che: in fondo, quello che riempie le casse di Google e le consente di costruire l’azienda come vi ho raccontato, è solo la pubblicità fatta con link testuali nella pagina di output della ricerca. tutto il resto è free e come dice l’acuto Marco Deseri, non va neanche troppo bene. Quella di Google è quindi una consapevole scelta sul diverso modello di azienda che vogliono essere.
C’è da imparare.
ah, dimenticavo… e non è proprio un off-of-topic…
visto che siamo in tempo di elezioni e che l’attuale ministro era l’unico candidato ad essere stato scelto da ENTRAMBE le parti politiche… Chessò, magari, il prossimo ministro per l’innovazione… bhe, se non vi costa troppa fatica e neuroni, fateci la grazia: Cominciate almeno con il pensarne due diversi! …a meno che l’ignoranza tecnologica non sia regolata dalla par condicio.
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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