Jan 23 2006
La “durabilità ” nei social-network
YackPack, LinkedIn e gli altri hanno un sostanziale problema: come tenere sufficientemente alto l’interesse dei loro iscritti. Il sospetto è che -come nei videogiochi- la parola chiave è: Longevità ! (o durabilità )
“I sogni sono nulla senza la Community!”
Dietro a questo motto è stata costruita la Altoprofilo dei miei anni 2000. Così come, attorno al concetto di knowledge network è stato basato l’approccio alla costruzione di reti di relazione che era il mio mantra di quegli anni.
Successivamente, non essendo stato capace di tradurre tutto ciò in un qualche business, mi sono trovato ad essere un semplice utilizzatore dei cosidetti software “sociali”, ed ora che gli anni cominciano a dare una forma riconoscibile a tutto ciò, emerge una strana somiglianza con il mondo dei videogiochi.
Diciamolo subito!
Dato che i videogames sono -spesso- una simulazione di quanto avviene nel mondo reale, la loro “somiglianza” con moltissime cose può essere del tutto accidentale.
Il caso dei social software è però -a mio modo di vedere- abbastanza diverso. La somiglianza di cui parlo -ovvero quella della “longevità ” come carattere strategico- è qualcosa di più che un caso.
Per chiarire il punto di partenza della mia riflessione, vorrei citare l’ottimo YackPack!
Come ho scritto in questo articolo, credo che YackPack sia un fan-ta-sti-co modo per rendere “emotivo” un ambiente -di base- semplice come quello di una “segreteria vocale”.
BJ Fogg -che non per nulla è il mago della captology- ha reso bene la “presenza” delle persone, attraverso il loro stesso avatar (una semplice foto statica). L’impatto emotivo è forte e -come dicevo- determina la percezione della “presenza” delle persone, anche quando -per definizione- se stiamo usando un sistema ASINCRONO è proprio perché loro NON sono “presenti” o “online” in quel momento.

Eppure, selezionare il viso della vostra amica e spedirgli un messaggio vocale, è una esperienza così ricca che tutto il resto passa in secondo ordine.
Con il passare del tempo però “l’inganno” (ovvero la differenza tra aspettativa ed esperienza) comincia a funzionare peggio. La “staticità ” di questi visi/avatar e dell’ambiente in cui sono immersi, supera l’eccitamento per il primo coinvolgente (leggi “ludico”) click.
Il “mondo” in cui ci immergiamo per postare un messaggio nella casella vocale della nostra amica, diventa troppo conosciuto, limitato e scontato, e così si perde -via via- l’interesse verso il sistema in sé.
Facciamo un altro esempio:
Ben lontano dall’ambiente fortemente “visivo” di YackPack, troviamo l’impostazione -centrata sulla chiarezza e l’impaginazione a prova di Jakob Nielsen- del social software che trovo più efficace: LinkedIn.
Su LinkedIn si comincia postando la propria biografia e mettendo dentro le persone con cui si è in “contatto”. Ben presto, nasce anche qui un “eccitamento” per cui si tende a cercare di allargare il proprio network, piuttosto che si tende ad ottenere degli endorsement da parte di altri utenti.
…ed anche qui, via via che l’esperienza della RICERCA DI UNA FINALITA’ comincia a stancarvi, si affievolisce il vostro interesse per questo ambiente.
Lontano dagli ambienti che provano a miscelare social software e business, troviamo “n” altre ricette. Ad esempio lo “storico” HabboHotel con le meraviglie della sua pixel-art -oppure- il mondo dei weemee.
In questi due casi, la ludicità dell’ambiente e la grafica seducente li rende molto interessanti, ma nonostante questi “asset” abbiamo anche qui una longevità parziale.
Conclusioni: Parte prima.
Anche se la mia riflessione NON ha ancora trovato il suo completamento, ho come la netta sensazione che tutti gli ambienti sociali NECESSITINO del GIOCO, come basilare strumento di interazione tra le persone. In tal senso, penso che i social software finiscano per essere soggetti alle stesse “regole” dei giochi in ambito digitale, e dunque: ritengo che NON possa esistere social software di successo che non investano sulla loro “durabilità ”, e con questo intendo:
- Gestire il proprio spazio di lavoro come un vero e proprio enviroment di gioco.
- Creare chiarezza sugli obiettivi del “gioco” ed usare la “motivazione” intrinseca del gioco come uno stimolo alla permanenza (asincrona quanto si vuole) nell’enviroment di gioco.
- Considerare gli aspetti emotivi della presenza delle persone (la faccia statica di yackpack è meglio del nulla di LinkedIn, ma si può fare di più)
- Considerare che -laddove la relazione tra persone è la finalità stessa del “gioco”- diventa NECESSARIO renderla graficamente “visibile”. Es.
- Considerare come la “permanenza” di alcuni commenti (tipo gli endorsement) debba essere coniugata con la “stratificazione” o la “deperibilità ” di altre “tracce” che i visitatori DEVONO poter lasciare sulle pagine.

Ad esempio!
1) eBay ha acquisato Skype.
2) Skype ha introdotto i personaggi di wee-mee come “avatar”
3) Mi piacerebbe proprio vedere degli avatar wee-mee che partecipano in modo sicrono (in voce) o asincrono alle aste di eBay!
Per Skype & dintorni, vedi questo articolo.
Conclusioni: Parte seconda.
Le mie parole su LinkedIn o YackPack non intendono essere un giudizio in sé su questi ambienti. In realtà YackPack è ancora in fase di sviluppo e potrà migliorare parecchio. Al contrario LinkedIn è un prodotto già molto “stabile” e consente -quasi ogni giorno- di trovare nuovi modi (o nuove informazioni utili) su come espandere il proprio network, ovvero: il mai abbastanza dichiarato “scopo del gioco”.
Beh, fatemi sapere come ne pensate!
Io nel frattempo continuo a giocare con il mio avatar!
No responses yet



Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
(short