Dec 16 2005
Skype 2.0 con WeeMee -dopo l’affare eBay- arriva la svolta!
Dopo l’incredibile cifra avuta da eBay, c’era da immaginarsi che le motivazioni del management di Skype venissero meno. E invece, dopo una pausa di alcuni mesi, ecco fioccare delle novità che segnano un nuovo passo di questa strana rivoluzione del mondo delle Telecom.
In questa seconda ondata di applicazioni che stanno riportando Internet ai fasti della new-economy, SKYPE è certamente quella che ha avuto maggiore impatto.
nota: Skype, per agli alieni appena giunti sulla Terra, mi affretto a dire che è un modo per telefonare gratis usando internet. Di fatto un voice over IP che fornisce una ottima qualità audio (scalabilissima grazie alla logica peer to peer su cui è basato).
Personalmente, ho un account Skype ed un numero fisso a Long Beach, CA da quasi due anni, e la cosa ha avuto delle conseguenze concrete importanti. Mai prima di Skype avevo fatto davvero dei meeting lavorativi lunghi e documentati (Istant messaging, co-browsing, trasferimento file, etc), e mai prima d’ora mi ero potuto affidare ad un telefonino con carta prepagata. Segno questo non soltanto del consistente risparmio economico che ho raggiunto, ma anche della maturità e robustezza che una soluzione internet-based -com’è Skype- riesce a garantire.
Piccole cose? No. Perché se io NON uso più il mio telefonino Tin/wind/3/Vodafone, e passo invece da un accesso Internet a banda larga ed attraverso le migliaia di hot-spot 802.11 che DOVREBBERO essere liberamente disponibili sul territorio, di fatto elimino le telecom dal loro business principale.
Ma ha senso far chieudere le Telecom?
Beh, i miei amici che vivono a Boston hanno un provider Hdsl (tipo Fastweb) che gli passa GRATIS tutte le chiamate voce! A loro Skype NON serve per risparmiare. Non potrebbero. :)
Però li trovo spessissimo su Skype. Questo perché gli ALTRI hanno Skype e perché -con Skype- possono capire (e far capire) se sono disponibili o no per fare e/o ricevere una telefonata.
Una delle invenzioni che Skype ha “rubato” agli istant messager è infatti la possibilità di settare il proprio “stato” come ASSENTE, INVISIBILE, DISPONIBILE, DISPONIBILE che incoraggia le chiamate, OCCUPATO, ASSOLUTAMENTE INDISPONIBILE, etc. Questa proprietà apparentemente banale e neanche innovativa, accoppiata alla possibilità di effettuare delle chiamate audio, ha conquistato infatti rapidamente anche molti utenti business, e -come vi dicevo prima- mi è già capitato di usare Skype in meeting di alto livello (gionalisti, colloqui di lavoro, ceo di aziende clienti, prime linne di fornitori, etc).
Usando Skype, SOLO le chiamate da PC a PC sono gratuite. Se dal vostro computer volete chiamare un numero di rete fissa o cellulare, esistono tariffe vantaggiose. Ad esempio, la SkypeOut Global Rate per le chiamate ovunque è € 0,017 per minuto contro i 0,19 € per minuto di TIN (chiamata da cellulare verso gli USA) ed i circa 0,22€ di Infostrada (da fisso per gli USA).
Vantaggiose SI, gratis NO. Inoltre, per chiamare bisogna “saper usare” il PC ed usare cuffia e microfono. Fatti questi che allontanano alcuni familiari dall’uso di Skype e che -comunque- non ci consentono la consuenta gestualità e confidenza che esprimiamo brandendo il cordless o il telefonino.
Almeno per questo però la soluzione c’è già (anche per mac) ed è un telefono USB che si collega al computer e sul quale si chiama/risponde come se fosse il normale telefono di casa.

…e Skype 2.0?
La qualità audio sembra migliorata rispetto al passato, ma le novità maggiori sono legate ad uno slittamento verso la RACCOLTA di DENARO. Nuove suonerie (assurdo ?!?!), fondi di scrivania, e soprattutto WeeMee, una fantastica fusione tra avatar alla Habbo Hotel e Skype. A che serve? Mah… non a molto direi… …a meno di non pensare seriamente a degli avatar da integrare ai processi di acquisto di eBay. In quel caso, il “contatto” personale con un estraneo potrebbe essere meglio mediato da un avatar somigliante ma NON reale.

Questa nuova versione di Skype lascia presagire un futuro più “maturo” per la Company più rivoluzionaria del settore TLC, ma questi ricconi del P2P anziché “far chiudere le società Telecom vecchia maniera” (come dicevano un pò di tempo fa), rischiano di intraprendere la strada per assomigliare ad esse. Vedremo!
Conclusioni
In Italia qualcuno sta promettendo una nuova rivoluzione: dopo il “successone” del DTT di Stato, ora arriva il numero unico (se non di Stato di Monopolio). Un numero che vi segue a casa, su cellulare, sulle email, etc. Beh…io ho un ragionevole dubbio che mi serva un numero unico. Diciamolo: a me serve una CONNESSIONE AD INTERNET A BANDA LARGA e DISPONIBILE OVUNQUE. Ai miei amici bostoniani Skype forse non serve molto, ma il numero unico proprio non riesco a spiegarglielo.
ps. una cosa su cui ragiono da tempo è: ma perché le comunicazioni non lavorative stanno sempre più diventando asincrone? Questione di media disponibili o di invasività del lavoro nella nostra vita, oppure -quasi al contrario- eccesso di raggiungibilità anche quando si è al lavoro? anche qui: vedremo.
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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