Dec 26 2005

    La Soft-Economy italiana

    softeconomy_cover.jpg“L’Italia che NON affonda è quella che considera le ricerca e l’innovazione strumenti irrinunciabili per affrontare il futuro”. Questo libro è leggero (nel senso del peso), leggibile (godibile), e super-aggiornato (recentissima pubblicazione). Giusto per ripetersi -esempi alla mano- qual’è l’unica strada da percorrere per il nostro futuro!

    Cosa hanno in comune la Technogym, Ama Group, DonnaFugata, STMicroelectronics, Brioni, Permasteelisa e gli altri casi di aziende italiane cui parla Soft Economy?
    il SUCCESSO!

    Un successo economico innanzitutto. Un successo capace di domare -e trarre forza- dalla globalizzazione. Un successo basato sulla tradizione della creatività italiana, ma soprattutto sulla valorizzazione del TERRITORIO.

    Il TERRITORIO è la quarta T che, gli autori di “Soft Economy” -Antonio Cianciullo & Ermete Realacci- vorrebbero aggiungere alle 3T di Richard Florida. E non è una “T” da poco. …ricordo -ad esempio- il Presidente di Confindustria Lombardia dire che alle 3T di Florida, lui avrebbe aggiunto la “t” della tenacia. Pensiero utile nonché innegabile dimostrazione di incredibile forza di volontà, ma -ancora una volta- messaggio privo di una STRATEGIA utile a differenziare l’Italia dagli altri paesi in lotta per la sopravvivenza economica.

    Io NON sono Presidente di nulla, ne intendo mettere questo mio pensiero in contrapposizione con quello di altri. Ritengo però evidente che noi italiani non si possa basare il successo sulla innegabilmente necessaria TENACIA, bensì si debba effettuare una precisa coniugazione delle 3T di Florida con il nostro TERRITORIO.

    L’Italia, pur con tutti i suoi dolori, resta assolutamente un posto SPECIALE. Un luogo tra i più belli del mondo e che ospita oltre il 60% dei beni artistici di questo pianeta. Nessun successo può essere raggiunto senza tenere conto di queste particolarità uniche. …o quanto meno, chi sceglie quella strada avrà in meno un certo numero di potenti armi di cui NON HA SENSO privarsi.

    Per questo -da noi- il paesaggio, la cultura, il cibo biologico, l’energia pulita NON possono essere escluse da un qualsivoglia piano di business che voglia avere successo.
    Questo è -in fondo- l’unico messaggio contenuto in questo libricino semplice. Di quelli che si leggono in pochi giorni, e che sono così in sintonia con i tipici “buoni propositi” di ogni fine d’anno.

    D’altro canto noi non abbiamo i business angels, l’irriverenza, la forza, che vi ho descritto nella Storia di Google. Ammettiamolo: Non ci resta che l’immensa ricchezza del nostro territorio.

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