Dec 17 2005
Don’t Be Evil!!! la vera storia di Google.
Larry Page e Sergey Brin hanno fatto più soldi che chiunque altro con la Rete. Loro sono i Google-guys, ennesimo sogno californiano leggendo la cui storia si capiscono molte cose.
Non esiste la terra dei sogni e tantomeno questa può essere individuata negli United States of America, piuttosto che nella “piccola” California che ne detiene un terzo delle risorse economiche e -da sola- ne conta un decimo della popolazione. Eppure, è almeno dal tempo dei Beach Boys di California Dreaming che esiste un vero e proprio sogno californiano legato all’hi-tech. La Apple, come la Sun, la Netscape ed altri ne sono stati la più fulgida incarnazione. Sino a Google.
Oggi, leggendo la storia di questi due ragazzi, si deve ri-calibrare questo sogno californiano su un nuovo livello di eccellenza, e -una volta tanto- anziché con un libro di business possiamo apprendere i retroscena della più grande potenza dell’ITC mondiale leggendo un vero e proprio romanzo.
Capisco che chi ha vedute letterarie più ampie e profonde delle mie possa non condividere la parola romanzo, ma questo NON è un normale libro sulla storia di una business company. Parla invece di persone, luoghi, relazioni e idee. Ci sono centinaia di aneddoti che ti trasportano in quella realtà lontana e parallela che è la visione del mondo che hai quando stai in California.
E seppur intendo star ben distante dallo scrivere una ode al più ricco degli Stati Usa (nonché governato da COMMANDO & Predator), voglio essere chiaro sul fatto che quella NATURA (selvaggia e con spazi enormi) e quella ARCHITETTURA (dai grattacieli alle portaerei), sono sostanze dopanti per cervelli come quello di Page e Brin (per non parlare di Jobs e degli altri “vecchi” della Silicon Valley).
Sull’effetto della Natura e dell’architettura sulle nostre menti e sulla capacità di PENSARE IN GRANDE che gli Americani hanno (seppur nella loro ingeniuità storica) e che gli italiani hanno perso alla fine del Rinascimento, bisognerebbe riflettere di più. Almeno questa appare la lezione di Page/Brin e della loro dozzina di VicePresident.
Questa chiave di lettura -secondo me- fornisce la vera spiegazione del gap infinito che abbiamo nei confronti della east-cost americana. Certo, la vision istintiva a cui faccio riferimento si traduce poi in asset concreti:
- Berkely, Stanford, UCLA, UCSD e le altre non sono certo “pure” ed imbalsamate come la maggior parte delle Università italiane
- Business Angels e Venture Capital fanno a gara per finanziare le idee che hanno sfrontatezza, spirito, forza culturale e potenzialità economiche
- La Community infinita dell’ITC, dalle università sino ai club degli ex-dipendenti, alle associazioni, ai salotti, è così iperconnessa da portarti in due click a chiunque abbia avuto un ruolo nella Valle.

Page & Brin -aldilà del fatto di avere dei buoni cervelli- sono partiti dall’idea folle di scaricare tutta Internet su un computer locale. Una cosa che fa ridere a solo sentirla dire. …e in effetti Einstein diceva che “se un idea non fa ridere la prima volta che la dici, allora non vale la pena di perderci tempo“.
Il fatto è che questi due ragazzi di tempo ce ne hanno dedicato molto, e -alla fine- uno dei due ha trovato il modo di costruire un super-computer a griglia a partire da semplici PC assemblati, e l’altro si è inventato il concetto di PAGE-Rank (dove Page non sta per pagina, bensì è il cognome dell’autore) che trovate in questo Paper di Stanford.
E dopo il pagerank, ecco un altro paper dal titolo illuminante:”The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine (1998)”
Ma aldilà dei paper che hanno cambiato la Rete, la cosa si scopre nel leggere la storia di Google, è la spudoratezza di questi due ragazzi dinanzi ad una impresa considerata impossibile se non quando risibile. Si legge la forza delle loro idee (come quella di non divenire come le Corporation del nostro tempo) e della “terra” che le ha generate.
…Tutti motivi validi e concreti che fanno sì che, seppur nascessero in Italia “n” geni, difficilmente vedremmo la loro carriera essere tradotta in un libro da premio Pulitzer (che per la cronaca il libro sulla storia di google ha vinto).
Volete qualche spunto in più?
Leggendo questo libro scoprirete come/perché:
- Brin & Page hanno ricevuto 100.000 dollari di finanziamento in un solo meeting di poche ore e addirittura prima che loro avessero potuto creare la società a cui l’assegno era intestato. (Non siete curiosi di scoprire dove sono andati a festeggiare a cena?)
- Cosa significa Google e perché è frutto di un errore (potremmo persino dire di ignoranza).
- Chi ha disegnato quello che oggi è il marchio più noto della Rete.
- Come si assume (a trenta anni) il padre della Rete (Vinton Cerf)
- Come hanno fatto a mantenere la proprità dell’azienda mentre cresceva il loro fabbisogno economico e chi gli ha dato 25 MILIONI DI DOLLARI, prima che avessero una qualche idea di come Google potesse creare ricchezza.
…e persino: cosa c’entra Bezof, Yahoo, il Burning Man ed i Grateful Dead.
Sergey Brin, una icona del nostro tempo, ha ancora questa pagina da PhD student online a Stanford.
…alla faccia di molte delle cose e persone che sento dire e parlare del futuro della tecnologia in questo paese. :(
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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