Feb 20 2005

    iPod: il primo palmare di successo non ha nulla a che fare con i telefonini e non deve travestirsi da PC-ristretto all’osso!

    Posted at 12:48 pm under apple, flashlite, gameboy, ipod, newton, palm, palmari, smartworlds

    dal Newton al futuro dei palmariLa
    storia dei palmari -dal Newton in poi- è la storia di rivoluzioni tanto
    annunciate quanto abortite.

    Oggi però accade qualcosa di nuovo: sulla
    strada per l’invisible computer di Norman e per l’ubiquitus computing
    di Dertouzos,
    ci sono oggetti come l’iPod, il cui segreto sta nell’essere un PLAYER, rendere
    seducente l’oggetto in sé e puntare sulle applicazioni
    creative
    (e non pretendere
    di sostituirsi anche al frigo di casa)

    In questa pagina


    - Breve storia dei palmari (che non hanno funzionato)
    - Device dedicati contro oggetti tuttofare (quanti fallimenti!)
    - Tra qui ed il wearable…
    - I palmari specializzati (ecco la "Most
    innovative"
    FlashLite APP)
    - iPod: Applicazioni e features future
    - Conclusioni


    Brevissima storia dei
    palmari

    La storia dei palmari comincia per molti versi dal
    Newton di Apple: prima macchinetta capace di elaborare informazioni, creare
    documenti, e -sopratutto- primo caso in cui un hardware cercava di leggere
    e riconoscere la scrittura di un essere umano. "Graffiti" era una
    pura magia. Vederlo in uso lasciare supporre futuri incredibili e contesti
    d’uso che rivoluzionavano l’ICT.

    l'ultimo dei NEWTONPersonalmente possiedo ancora un Newton MessagePad di ultima generazione, e
    persino un prototipo dello stesso (in legno) che mi è stato regalato
    mentre ero in coda alla mensa di Apple a Cupertino. Ricordo bene due cose del
    momento in cui ricevetti quel regalo da un perfetto estraneo: il fatto che
    ci misi diversi minuti per capire -mentre ascoltavo il mio interlocutore- che
    mi stesse "regalando" un pezzo di legno
    intagliato, e l’entusiamo di averlo ricevuto perchè a lui era piaciuta la presentazione
    di un mio progetto di allora. :)

    Era il luglio 1997 e -mentre gironzolavo all’interno dell’infinitive
    loop di Cupertino- gli apple-people griffatissimi presentavano il System8.
    Jobs era tornato e con lui la prima grande purga made in Apple. Sui tetti
    del palazzo che fu sede della Newton c’erano striscioni e lavoratori sul passo
    di guerra. Nel ‘98, il primo palmare aveva ufficialmente finito di vivere,
    mentre gli utenti del Netwon cominciavano a lavorare su quella community che
    avrebbe dato loro una seconda
    vita senza la Apple
    .

    Dopo un paio d’anni comparve il PALM OS e la febbre ricominciò a salire. In
    quegli anni ero Vicepresidente della Altoprofilo Spa, e le riunioni erano un
    continuo rumoreggiare di PALM.
    Non è che negli anni tra il ‘98 ed il 2000 mancassero laptop, portatili,
    etc, ma i desktop imperavano, gli OS non riuscivano ad essere robusti, e la
    portatillità non
    aveva quella leggerezza ed efficienza tale da poter sbarrare la via all’uso
    business dei palmari. Potevano farcela, eppure…

    Nel 2002 avevo definitivamente abbandonato anche il mio PALM. Un Mac Titanium
    mi seguiva sempre (e non ha ancora smesso). Il desktop è sparito sia
    dalla scrivania dell’ufficio che da casa.
    I portatili sono diventati sempre più piccoli e -in definitiva- hanno respinto
    l’attacco del palmare tuttologo. Certo, anche il PC desktop andava reinventato
    (e ancora una volta sarà la Apple a farlo) ma la principale conseguenza del
    successo dei portatili è stata quella di ricacciare i palmari in una nicchia
    senza uscita apparente: quella delle tecnologie che sono ancora alla ricerca
    della propria killer-APP.

    Dal 2003/04 continuo a vedere sempre più palmari che si fingono telefoni
    (non senza equilibrismi) e sopratutto palmari che scimmiottano i navigatori
    per auto. Ancora una volta -per un attimo- qualcuno ci ha creduto, ma nel giro
    di un anno il termine Smartphone è svanito, le vendite dei superpalmari Treo
    si è bloccata ed un certo TOM
    TOM
    ha mostrato a tutti cosa davvero desiderassero gli utenti in fatto di navigatori
    per auto.

    E con il fallimento dell’ennsimo revamping a suon di moduli GPS o
    GSM, anche quest’ultimo tentativo palmare di cambiare il mondo rischia di finire
    (o è già finito) rapidamente nel dimenticatoio.
    Certo, c’è anche chi grida VITTORIA e prova a far
    telefonare la gente dal palmare, ma -ancora una volta- mi chiedo se abbia
    senso. Inoltre… Nonostante l’apprezzabilissimo sforzo dei più sofisticati
    palmari tuttofare
    : voi quanta gente conoscete che ne possegga
    uno?

    …Eppure la lezione che si può apprendere da questa breve storia è semplice: il "palmare" di
    più grande
    successo della storia
    è il GAMEBOY!

    vita da Gameboy
    In aggiunta a ciò, bisogna ricordare
    che i giochi elettronici portatili sono stati prodotti da NINTENDO
    a partire dal 1980
    , ovvero ben prima che oggetti
    come il Newton (1993) o PALM (1996) facessero la loro comparsa. Insomma, che
    si tratti di DONKEY KONG o dell’ultimo gioco tratto da Hollywwod, NINTENDO -da
    quasi vent’anni- riesce a farci giocare sempre e ovunque.

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    Device dedicati Vs.
    oggetti tuttofare

    Compaq IPAQ Una delle premesse fondamentali in ambito
    device mobili, palmari, handheld o comunque vogliate chiamarli, è quella relativa
    alla sincronizzazione.
    In effetti, il palmare è chiamato ad essere un surrogato
    temporaneo
    delle funzioni estese del PC di casa e -in quanto tale- deve poter
    garantire l’esecuzione di quasi tutti i compiti previsti dal PC casalingo nonché
    un perfetto allineamento (sincronizzazione) delle versioni dei documenti da noi
    elaborati.

    Il palmare avrebbe dovuto consentire la visualizzazione/modifica/creazione/gestione
    di:

    • PIM (personal information Management. Es. Memo,
      to-do list, agenda, email, etc)
    • libri elettronici
    • Mappe (GPS)
    • Intrattenimento (giochi, musica, etc.)
    • …ma anche applicazioni dedicate come: Amministrazione
      Remota di Reti, comunicazione avanzata (telefonferenze), SW dedicati per
      iol magazzino, le consegne e/o la gestione ospedaliera.

    Questa è stata sin dall’inizio la visione
    imperante, ed a questa visione si ispirano oggi sopratutto i produttori di
    telefonia.
    serie di telefonini con browser web

    Vi siete già dimenticati delle promesse di PC-ePhone? (l’ultimo
    a destra qui sopra)
    Beh, guardate allora a questi
    scenari d’uso (video)
    prodotti dalla NOKIA per il lancio del nuovissimo 7700.
    Potreste scoprire che l’oggetto dei vostri desideri è stato inventato. Finalmente
    potrete usare l’excel, l’agenda e telefonare con un unico device!

    Domanda: Ma siamo poi così sicuri che la gente muoia dalla voglia di
    usare l’excel mentre è in strada o sul treno? Non ci sono i computer
    portatili per questo? Non è evidente il problema relativo allo schermo
    ed all’ergonomia generale che l’uso dei "telefoni tuttofare" può portare?
    Basterà l’esperienza
    del widescreen
    dell’ultimo nato di casa NOKIA a fornire una buona esperienza
    d’uso?

    E’ vera tecnologia -ovvero qualcosa che aiuta l’uomo
    e ne migliora la vita- o siamo difronte soltanto ad un pò di muscolatura
    hardware?

    Ma c’è davvero bisogno di questa portatilità estrema delle nostre funzionalità
    business? E se SI, basta la potenza di calcolo e l’ergonomia di un palmare?
    Se sino ad oggi NON ha funzionato, è colpa delle "N" tecnologie ancora inadeguate
    perchè si possa costruire l’oggetto definitivo, oppure si tratta di uno scontro
    che i palmari NON possono vincere: quello con le inamovibili caratteristiche
    fisiche degli essere umani?

    IPOD:LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL PALMARE
    Il cambio di paradigma impostosi con l’iPod è quello per cui il palmare è un
    semplice PLAYER, inadatto per definizione alla creazione/editing di nuovi
    documenti o contenuti. Allo stesso tempo viene esaltato il concetto di sincronizzazione
    che diventà "portatilità" del dato e consente una
    inedita capacità del
    palmare di dialogare con gli oggetti di casa (come TV, stereo, etc) e persino
    con le nostre automobili. In nessun
    istante l’iPod vive senza un computer con iTunes che sta da qualche parte
    nella nostra vita.

    In questo sta il successo dell’iPod:
    ridurre il numero delle funzioni e divenire pervasivo.
    Ricetta
    a cui va aggiunta la fantastica interfaccia Apple ed il design di Johathan
    Ive.

    Ma l’altro grande cambio di paradigma che l’iPod impone è quello legato alle
    attività a cui è destinato. Il più potente
    palmare mai prodotto
    (60Gb di
    HD, con Firewire e connettività totale non sono features comuni) NON
    è destinato alle nostre necessità business
    , ma alle
    nostre necessità creative. In tal senso, il successo dell’iPod è molto
    più vicino a quello del GAMEBOY che ai fallimenti di IPAQ e gli altri, e
    questo dovrebbe farci riflettere.

    Approfondimento su iPod & iTunes: Articolo
    che spiega perchè l’iPod può considerarsi
    -a differenza di ogni altro palmare- un vero progetto di Interaction Design
    .

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    Tra qui ed il wearable…
    Quando avremo a disposizione delle tecnologie miniaturizzate
    che oggi non sono immaginabili, e delle Reti Wireless estese come il Pianeta,
    allore sarà impossibile parlare di fallimento dei palmari.

    il desktop reinventato dai transformerNon perchè immagino che saremo tutti con un comunicatore tipo quello di Star
    Trek in tasca, bensì perchè sarà possibile basare la propria esperienza d’uso
    su rivoluzionari schermi pieghevoli (o avvolgibilil) e su larghezze di banda
    che NON richiederanno al device portatile di avere memorie residenti basate
    su hard-disk.

    Flash memory sempre più potenti conterranno i nostri dati personali
    e di accesso, e piccoli oggetti con monitor flessibili si apriranno all’occorrenza
    sulle nostre scrivanie.

    Questi device proietteranno tastiere (o altri input
    device) sul tavolo, o leggeranno il nostro sguardo e ascolteranno la nostra
    voce. Comunque sia, saranno piccolissimi e con caratteristiche da TRANSFORMER.

    Ed ancora prima che il neo-desktop modello transformer giunga al suo apice,
    lo strem potrebbe fondersi con quello dei wearable computer. Dando così origine
    ad una tecnologia di tipo completamente pervasivo dove i singoli oggetti sono
    spesso "stupidi" o "passivi" ed usano la
    nostra presenza come attivatore
    .

    Non è un futuro remoto, bensì una gara di velocità che passa per i MacMini,
    gli iPod Shuffle e sopratutto i microscopici SONY VAIO. C’è già un’offerta
    hardware che potrebbe slittare rapidamente verso il wearable. Forse,
    tutto
    sta nel rinunciare a voler per forza usare l’approccio di excel.

    un futuribile SONY VAIO

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    I palmari specializzati
    Molti degli oggetti che sono troppo costosi per aggredire il mercato consumer
    ed abbastanza interessanti per risolvere problemi specifici, diventano "macchine
    dedicate" per il mercato professional. In tal modo sopravvivono nicchie di business
    che consentono alla tecnologia di evolvere verso il mercato di massa ed allo stesso
    tempo fare qualche ricavo.

    Ma aldilà delle tipicità della diffusione di certe tecnologie, la strada del
    palmare specializzato è davvero sensata. La prova è nella maggiore capacità di
    penetrazione che ha qualuque palmare quando gli si associa un add-on come un
    modulo GPS o altro. Ma sopratutto la prova sta nell’evidenza del valore economico
    che può avere un palmare che integri funzioni specifiche di certi mercati professionali.
    Ad esempio un palmare che sappia fare delle rilevazioni di qualunque genere
    (dal catastale, alla misurazione delle polveri sottili, raccolta dati tramite
    sensori, etc). Un device portatile dotato di caratteristiche così peculiari e
    -se possibile- di un buon software che giri su un vero PC, consentirebbe grandi
    ottimizzazioni di tempi e costi, mantenendo un alto grado di flessibilità e mobilità.

    visto su WIRED: un palmare dedicato alla dieta
    Un palmare dedicato alla dieta.
    Questo palmare in foto (sopra) è una finzione che ho trovato su WIRED, e che
    consentirebbe una oculatissima gestione della propria dieta. Dei sensori potrebbero
    essere usati per una rapida misura delle componenti grasse (ed altro) del cibo,
    ed il display potrebbe darci anche delle proiezioni del nostro stato di salute
    o proporre delle alternative.
    Una roba così vi sembra tecnicamente poco
    realistica e con troppo poco mercato?
    Beh, forse avete ragione.

    Che ne direste invece di avere un palmare specializzato come assistente nello
    shopping?


    Io mi sono stato coinvolto nella produzione di un concept di questo genere da
    una azienda di Boston che è capitanata da un mio grande amico: la SmartWorlds.

    Il tentativo fatto andava nella direzione dello sviluppo di un palmare appositamente
    nato come assistente nello shopping. Il device si sarebbe basato su una tecnologia
    software chiamata iShop e sarebbe stato acquistabile anche dai privati. Sopratutto l’idea
    era però quella di dotarne i grandi MALL e negozi e renderlo gratuitamente disponibile
    ai consumatori fisicamente presenti.

    Anche grazie ad iShop la spesa sarebbe stata più intelligente ed il negozio avrebbe
    avuto l’opportunità di dimostrare la propria convenienza economica così come
    di fare up-selling e cross-selling (ovvero spostare l’attenzione del consumatore
    verso prodotti di gamma più alta e/o prodotti correlati).


    IL DESIGN

    Nel concept del device dedicato all’iShop è stato curato ogni aspetto. E’ stato
    disegnata l’inferfaccia utente (impreziosita da concetti come lo smart-bookmark
    ed altre soluzioni che non c’è spazio
    per raccontare), ed anche molti dettagli costruttivi. Una per tutte la cover in
    plastica colorata che proteggeva il device dalle cadute ed era
    facilmente sostituibile e customizzabile con il brand del negozio.

    LA COLLANA
    Uno dei problemi di un device dedicato allo shopping era se tenerlo in mano o
    meno.
    Io avevo già provato ad usare un palmare per muovermi in uno spazio intrigante
    come quello del MOMA
    di San Francisco
    con un iPaq che faceva da guida alla mostra, e l’esperienza
    NON era stata positiva..
    Allora decisi di dotare il device di una collana. Ricordo anche che ci fu qualche
    resistenza iniziale, ma anche che persino un design più avanzato affidato a terzi
    (io avevo il compito di definire le caratteristiche generali nel concept) venne
    dotato di questa collana.

    Ora ne è passata di acqua sotto ai ponti, ma vedere l’iPod Shuffle appeso al
    collo di Jobs -da questo punto di vista- è stata un’emozione.

    prove di ergonomia con un PALM

    IL LETTORE DI CODICI A BARRE
    Nel device dedicato ad iShop, il cuore di tutto era il lettore
    di codice a barre. Sarebbe bastato orientare una telecamera (posta sul taglio inferiore
    del device) verso un codice a barre, ed il software lo avrebbe letto e collegato
    a tutte le informazioni sul prodotto (visualizzandole a video).
    Inizialmente pensammo a varie soluzioni tecniche per realizzare questo lettore
    di codici, ma poi venne fuori l’idea di usare una telecamera "normale" (a
    parte l’ottica) e riconoscere il codice via software.

    …state pensando che l’idea del codebar reader è insulsa? Non si può fare
    con una telecamera "normale"? SBAGLIATO! Ecco come uno dei software
    più belli che ci sono in circolazione "DELICIUS LIBRARY" usa
    la iSight (telecamera firewire di Apple) per leggere i codici a barre.

    immagine tratta dal sito Deliciuos Monster che mostra la iSight mentre riconosce un codice a barreMa, torniamo allì’Shop…
    Se pensate alle modalità d’uso di iTunes ed aggiungete la possibilità
    di inviare da ogni dove le informazioni raccolte dal vostro iShop dotato di codebar
    reader, allora siete nella situazione ideale per divertirvi con uno dei software
    più fichi del momento: Delicius Library.

    Quella di chi possiede -magari- l’ultima
    vesione della raffinatissima Delicius Library che -con il semplice invio di un
    codice- consente di crearvi librerie -virtuali e non- di tutti i media che vi
    piacciono di più.

    Potreste creare una sorta di libreria privata delle cose che vorreste acquistare
    o leggere completa di ogni particolare informativo, semplicemente leggendo qualche
    codice ISBN mentre fate shopping. Oppure, per il processo inverso, potreste sapere
    tutto su un libro che avete appena scovato in libreria, prendendo le informazioni
    direttamente da AMAZON. :)

    Che l’idea sia tutt’altro che peregrina lo dimostra il fatto che nella stessa
    Delicius Library è previsto l’uso della telecamera iSight di Apple come codebar
    reader. …soltanto che qualcuno -con iShop- ci aveva pensato un paio
    d’anni prima. :)

    immagini tratte dal sito http://www.delicious-monster.com/
    NOTA: Secondo me questi signori della DELICIUS
    MONSTER
    si contendono con i miti della OMNIGROUP la
    maglia per la più raffinata software house. Sarà un caso che stanno
    entrambe a Seatlle?

    PERCHE’ NON USARE UN TELEFONINO?
    Dell’ipotesi di sviluppare un palmare ad-hoc, o comunque di realizzare industrialmente
    una qualche versione customizzata di un palmare esistente, se ne parlò per tutto
    il 2003.
    Uno degli interlocutori più convinti della NON opportunità di fare
    un’azione di questo tipo fu Dimitri
    Negroponte
    . Intanto cominciavano i lavori per portare iShop
    su un telefonino.

    iShop su Nokia 6600
    Quasi subito si comprese che era sufficiente immettere il codice prodotto (ades.
    il codice ISBN per un libro) attraverso la tastiera del telefono e poi si sarebbe
    riusciti a ricreare la stessa esperienza utente che era resa possibile
    dal device dedicato. Inoltre dei rumors sempre più accreditati annunciavano
    la prossima disponibilità di telefonini dotati di Flash player e la Macromedia
    stava reclutanto idee (e persone) capaci di movimentare la comunità di sviluppatori
    di quello che sarebbe diventato FlashLite.

    Ben presto il device dedicato fu superato dall’esperienza utente resa possibile
    da un qualunque telefonino con Java o FlashLite e da questa esperienza imparammo
    una lezione importante: per giustificare un palmare dedicato di cìvuole anche
    un compito che non sia possibile fare altrimenti.

    …beh, il resto della storia di iShop è cronaca recentissima. Sino al premio
    Macromedia per l’uso più innovativo di FlashLite
    vinto
    (da Giuseppe Taibi) nel febbraio 2005.

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    Oggetti iPod:
    Applicazioni & features future

    Determinato che il successo dell’iPod sta nelle sue
    linee e -sopratutto- nella sua capacità di essere "un sistema" integrato
    HW/SW dedicato alla musica, rimane un grande dubbio: Come far evolvere
    questo successo?

    Se è verò che l’overload di features può rendere l’iPod
    un altro device tuttofare (categoria sin qui perdente sul mercato), è altresì vero
    che è impossibile pensare
    di vincolare per sempre l’iPod alla musica. Anzi è anacronistico, in quanto
    esiste già (io ne posseggo uno) l’iPod-Photo, che consente di collegare
    l’iPod ad ogni genere di schermo Tv e fare degli slide-show delle vostre immagini
    preferite. …e dato che un JPEG è un JPEG indipendetemente se dentro
    c’è la foto della
    vostra ragazza o una slide di powerpoint
    , ecco che esiste già la tecnologia
    necessaria per fare delle bellissime demo powerpoint
    portandosi dietro soltanto
    il vostro fido iPod-Photo.

    Come far eveolvere allora iPod?
    Qui sotto trovate subito il sogno segreto di ogni maccofilo (sopratutto italiano):
    un iPhone! e naturalmente -per la sindrome da oggetto tuttofare- ecco che spuntano
    tastiere per l’invio di email ed SMS (modello blackberry) e l’iPod si trasforma
    in un player video (magari da usare al posto del classico lettore DIVX che avete
    attaccato alla TV del salotto).

    Altro che Windows Media Center! In poco tempo sarà più che sufficiente un iPod!
    Ed è in questa differente visione che si gioca la partita tra informatici (perdenti)
    e innovatori del costume (vincenti).
    …solo che se vi arriva una telefonata mentre state vedendo un film è un casino!

    prototipi di iPod disegnati da utenti smaliziati
    Insomma, non esagerare con le funzionalità è alla base di tutto, ma c’è anche
    un’altra realtà importante: il successo
    sta forse nel lasciare da parte molte delle features legate al business per fare
    spazio alle nostre necessità creative.
    Se palmare con l’Office non ha funzionato, proviamo con allora con iLife!

    Il mio iPod preferito? un iPod Shuffle - da polso! Lo
    so, non è un pezzo dall’eleganza canonica, ma d’altro canto i miei orologie
    preferiti sono i DIESEL.

    iPod Shuffle / orologio
    (vedi la GALLERY di IpodLounge)

    Certo, anche la comunicazione è una di quelle necessità umane che
    starebbe bene dentro ad un iPod. Il punto è come la si realizza. Ad esempio,
    io preferire che fosse il mio portatile a contenere un vero telefono cellulare
    che funziona ovunque. Lo userei per la connessione dati (quando non esistono
    alternative) e per chiamare per lavoro.
    Certo non vorrei dover aprire il computer,
    ma semplicemente accedere alle sue funzionalità attraverso un auricolare wireless. Il
    portatile dovrebbe poter rimanere nella mia borsa/valigetta o nel cofano dell’auto,
    o sulla scrivania nell’altra stanza, ed io dovrei poter ancora chiamare e ricevere.
    Ovviamente, se il portatile è troppo lontano (o proprio non è con me), allora
    avrò bisogno di un vero telefonino, ma nel mentre quante cose avrò fatto usando
    magari anche sistemi di voice-over-IP? Skype è oramai una realtà
    troppo forte per non entrare nella nostra quotidianità. Adesso potrebbe essere
    super-utile un hardware per sostenerlo.

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    Conclusioni
    I Palmari sono cambiati. Si sono trasformati. Hanno dovuto subire l’attacco
    dei mini-PC e dei portatili dall’alto e dei telefoni dal basso. Hanno reinventato
    se stessi con lettori MP3, modili GSM, GPS ed altro ancora. Talvolta hanno
    cambiato forma e dimensione, divenendo oggetti nuovi -e poco riconoscibili
    come palmari- come l’iPod Shuffle. Ed ora? Ora evolveranno provabilmente
    verso i device dedicati mentre, -per altre strade- potrebbero fondersi con
    mille altri oggetti e tecnologie emergenti.

    Certo il palmare non sparirà. Ma tra qui è i communicator di Star Trek, è
    possibile che si evolvano con una diversificazione di oggetti sempre più
    ampia. Biodiversità che FORSE darà vita ad "n" palmari con la loro Killer-APP,
    ma che può anche rischiare di far scomparire la categoria palmare per via
    della mancanza di standard interni.

    Nel frattempo la premiata ditta Ive & Jobs sta continuando a reinventare
    l’intero concetto di hardware per la "gente digitale". E mentre siamo subissati
    da decoder fuffa e Media Center mediocri, la Apple ha creato e reinventato
    "N" volte i computer compatti; ha fornito i portatili di monitor
    widescreen; ha reso i computer quasi invisibili (con il Mini); ha prima "sbagliato" e
    poi reinventato i palmari, rendendoli più "adatti" alle attività umane,
    ed introdotto centinaia di microinnovazioni (dalla USB alla firewire) su cui
    altri non avrebbero puntato per anno.
    Per gente vive immersa nella competizione
    globale, non è roba
    da poco.

    varie immagini mostrano la storia dell'evoluzione dei device per la musica portatile
    Dal mio punto di vista, l’iPod è un successo perchè si è svestito della
    maggior parte delle visioni tecnologiche e ingegneristiche che tipicamente
    guidano la realizzazione di questo genere di oggetti. l’iPod è qualcosa
    di inerente la musica, il design, il costume e NON l’informatica o i computer
    in sè.

    Bono Vox -degli U2- presentando un iPod dedicato a loro ed i loro fans,
    ha detto:"Io solitamente non bacio il sedere delle Corporation, ma
    con Steve Jobs noi stiamo parlando di musica"!

    …ed io credo basti questa immagine qui sopra per "ricordarci" come
    la musica portatile abbia già in passato
    inciso profondamente sul costume e sulla società. Questo
    forse perchè la musica è una delle cose che muove il mondo,
    mentre l’Excel no.

    In oggetti come l’iPod i palmari trovano la strada maestra: abbandonano
    la tecnologia fine a se stessa ed hanno un impatto nella
    vita della gente. Rimane ora da capire come funzionano davvero questi meccanismi
    sociali, e forse anche per questo genere di domande non tecnologiche che
    sono appena state aperte -il "buon
    vecchio" Howard
    Rheingold
    - continua a lavorare al suo SMARTMOBS.

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