May 14 2003
Flash? USABILISSIMO nelle transizioni!
Cosa differenzia tremendamente Flash dal HTML? La “continuità ” delle transizioni tra una pagina e l’altra. Andiamo dunque alla scoperta -ed alla verifica- dell’usabilità di queste transizioni.
In questa pagina
- Dal teletrasporto a FLASH
- Flash & l’usability
- Il DOVE ma sopratutto il QUANDO
- Il tabu della navigazione
- Il cuore è la transizione
- Non staccate il freno a mano
- La domanda posta bene
NOTA:
Questo articolo è stato originariamente scritto per il magazine FLASHABILITY
Dal
teletrasporto a Flash
Un anno fa scrissi un articolo per me importante:”l’Usabilità
del Teletrasporto” (Idearium).
In questo articolo sostenevo che atomizzare un corpo e mandarlo chissà
dove non è -in principio- così diverso da sminuzzare una pagina
html in tanti pacchetti TCP/IP e ricostruirli sul browser della persona che
ha richiesto quel tale indirizzo.
In quel ragionamento, c’era una fase che era particolarmente suggestiva:
quella del “momento di bianco” che appariva tra
una pagina e l’altra. Quella fase che spesso rappresenta la sospensione
di fatto di ogni regola progettuale. Lo spazio sul quale il designer
si sente impotente al punto di dubitare che un utente -nello spazio di tempo
che trascorre dal click al mostrarsi della pagina- esista davvero.
Ebbene, oggi i tempi sono maturi perché il designer possa affrontare
e colmare anche quest’ultimo interstizio di assenza di comunicazione.
…anche se non è detto che ciò sia un bene.
Flash
& l’usability
E’ strano il destino di chi -non appena viene riconosciuto come esperto di usability-
si ritrova a rispondere delle domande su FLASH. Personalmente -quando mi sono
interrogato sul rapporto tra FLASH e l’usabilità- ho sempre pensato due
cose:
1) il problema è malposto
2) se proprio vogliamo dare una risposta allora dipende dal DOVE, ma sopratutto
dipende dal QUANDO
Il problema è malposto in quanto una TECNOLOGIA non
può essere associata/contrapposta con un carattere progettuale. Per certi
versi è come chiedere se il turbo della tua berlina Diesel è
usabile!?! (NDA: …ed eviterei di stare a sentire le risposte)
Se la risposta si DEVE dare, allora -in prima istanza- si commenta dicendo qualcosa
di scontato, come:"certo Flash rende tutto molto più INTERATTIVO,
ma non tutti hanno il player e sopratutto riescono ad usarlo adeguatamente,
quindi eviterei di usarlo in contesti business o reti particolarmente lente,
mentre mi andrebbe benissimo in contesti di learning, gioco, intrattenimento,
etc".
TUTTI, persino lo stesso JAKOB NIELSEN hanno risposto così per almeno
un paio di anni. Ed anche se su Nielsen (che dice di occuparsi solo di "webapplication"
e NON essere interessato ad ambiti come in gaming on line etc) si può
leggere tutto ed il contrario di tutto (vedi l’articolo dell’ottimo Matteo Penzo:"Flash
99%… Boh!"), io posso testimoniare in prima persona che
JN -LIVE a NYC nella prima mondiale del NormanNielsen World Tour- ha detto:"IL
PIU’ GRANDE PROBLEMA DI INTERNET E’ LA MACROMEDIA".
…Cosa che poi -due anni dopo- si è trasformata in un pubblicizzatissimo
accordo tra NNGroup & gli "eretici" di FLASH che ha fruttato
grandi soldi al team nielseniano e partorito un topolino dell’accessibilità
chiamato LIFT-NNG.
NOTA: per chi è interessato al team "accessibilità Flash",
il rimando è l’articolo di Matteo Penzo "Flash:
10 consigli per migliorarne l’accessibilità"
Eccoci al passaggio chiave: SONO TRASCORSI DUE ANNI!
Se pensate che due anni sono il tempo necessario per trovare un accordo economico
tra JN & Rob Burgess (Chairman & Ceo di Macromedia) vi sbagliate. Questi
sono americani con la "A" di "non ho tempo dA perdere".
Allora perchè ci sono voluti due anni per riaccogliere gli eretici? Forse
avevano ragione loro? neanche questo. Siti come quello di "Omnitel2000"
che -a fine 1999- era tutto in Flash, sono stati dei fallimenti così
clamorosi che si ha pudore persino a portarli come "casi di studio negativi".
Il
punto è il DOVE, ma sopratutto dipende dal QUANDO
Sai quando si apre uno spazio per ottenere un SI per la domanda che hai
appena posto e che per anni ha ricevuto solo dei NO? Quando il tuo interlocutore
comincia rispondendo con un QUANTO (ad esempio:"quanto costerebbe? quanto
tempo ci vorrebbe?, etc") o con un QUANDO (ad esempio:"quando vorreste
farlo?").
Ebbene OGGI se chiedete agli "esperti" di usabilità cosa ne pensano
di FLASH, loro cominceranno a rispondervi in questi termini, ed a porsi dinanzi
al problema in una prospettiva in cui -per la prima volta- oltre al DOVE si tiene
conto del QUANDO.
…I due anni che FLASH ha dovuto passare in purgatorio sono anni INTERNET equivalenti
a 5 o forse 10 volte il tempo di altri business (pensate ai produttori di olio
di oliva che "ragionano" tenendo conto di alberi che fanno le olive
un anno si ed un anno no!). In questi due anni i termini del problema sono velocemente
mutati. La banda è ancora un problema, ma molto meno di prima. l’ADSL consente
di vedere la Rete in modo soddisfacente a basso costo. Le grandi aree urbane sono
spesso cablate in fibra ottica. Persino gli accessi con modem analogici beneficiano
di dorsali più capienti.
Contemporaneamente alcuni tabu stanno cedendo. Il business è business
quindi niente flash nella home della mia banca. Non si sentono più
dogmatiche frasi del genere. Certo si bada bene a dare a FLASH il controllo della
pagina web ma lo si "isola" in un ambito contenutistico nel quale veicolare
tutta l’enfasi comunicazionale che deve (e questo aspetto negli anni è
diventato molto più rilevante) senza nulla togliere alle funzionalità
di base dell’html/asp/php convenzionale.
Allo stesso tempo la tecnologia FLASH è migliorata tantissimo e -sopratutto-
sono migliorati tantissimo i mille-e-mille webdesigner che si sono industriati
lavoricchiando in flash e che -oggi- hanno finalmente la padronanza necessaria
per programmare flash seguendo delle tecniche che consentono di rendere il sito
prodotto accessibile ed usabile come quelli convenzionali.
Il
tabu della NAVIGAZIONE
Insomma, sembra oramai solo questione di tempo, ma la contrapposizione tra FLASH
e la usability sembra destinata a scemare senza troppi rimpianti. …NATURALMENTE
PURCHE’ NON LO SI USI PER LA NAVIGAZIONE.
Eccolo! E’ lui l’ultimo baluardo della resistenza del dogma. Il tabu per cui la
navigazione:"comunque è meglio non farla in FLASH, perchè
se no devi ridondarla, pensare a chi non ha il player, fare versioni differenti
del sito, etc etc".
Mi pare di sentire me stesso mentre dico esattamente queste cose. Solo che il
tempo passa e, se c’è di mezzo la tecnologia, nessuna risposta VERA lo
è PER SEMPRE.
Nel 2000 ho visto nascere e morire una società tedesca il cui core business
era quello di sviluppare navigazioni di grande effetto in flash. Tu li chiamavi
con la tua architettura dei contenuti bella e fatta, e loro ti creavano un sito
CENTRATO sulla navigazione in FLASH.
Oggi non esistono più, ma -per darvi un’idea- vi consiglio di vedere il
sito di DomusAcademy. Nulla di particolarmente impressionante (anche se l’hanno
sviluppato oltre 18 mesi fa) ma l’idea della navigazione che coincide con il sito
stesso, è praticamente tutta lì.
Cosa c’è di straordinario? Nulla, è solo uno dei tanti esempi possibili.
Uno dei casi in cui l’utente non percepisce lo "momento di bianco"
che passa dal suo click al comparire della pagina (o al contenuto) che gli era
stata promessa. All’assenza di comunicazione (e quasi negazione dell’esistenza
dello user) si passa ad un modo fluido di "Indicargli" la sua destinazione,
e questo è un modo estremamente efficace per favorire il fatto che l’utente
si crei un modello concettuale pertinente.
Non più vittime del "Teletrasporto" ma user consapevoli che finalmente
"esistono in modo continuo".
Il
cuore è la transizione
Una volta c’era solo la RAI e -ad una certa ora- tutti a nanna o a far l’amore.
Poi è nata la TV privata e le ore sono diventate 24/7. La TV muta oggi
potrebbe creare schock (minimo c’è stato un terremoto o un colpo di Stato).
Ma il tempo televisivo non si è solo allargato, si è anche infittito.
E’così che MTV (e prima di lei VideoMusic) ha inventato i tagli netti,
ha eliminato le fasi "nere" in attesa che comparisse l’annunciatrice
e poi -ancora- ha sovrapposto il testo alle parole dello spaker, sino alla ricetta
CNN dove un consumatore multimodale può leggere le news economiche mentre
ascolta il meteo e -infilato in un angolo dello schermo- guarda il movie ciclico
delle HOT NEWS.
Per quanto tempo saremo ancora in grado di sostenere il "momento di bianco"?
Non è logico pensare che "il tempo di attesa" sarà
fagocitato sul web come lo è stato in TV?
E non intendo dire che il Web debba seguire la TV per un fatto di media, ma proprio
per un fatto intrinseco al modo in cui la gente si pone davanti alla tecnologia
che si evolve. Ci sono sempre più utenti che si affacciano alla Rete possedendo
da subito una banda larga. Come si può riportarli ad una logica dove "il
momento bianco" sia naturale.
L’attesa (la parola "pazienza" non sta più nel dizionario)
non è più la "virtù dei forti" ma una forma di
sfiga tecnologica.
Ma se la transizione diventa imperativa. Se fatto un click, un "mondo sfumato"
di accadimenti mi porteranno per mano -oppure- mi proietteranno in un tempo impercettibile
a destinazione, QUALE tecnologia si imporrà come quella giusta per progettare
e gestire questa transizione?
Sarà lo strapotere della banda a "fiondarmi" a destinazione?
o un movie flash ad essere progettato per gestirla sempre e comunque?
Personalmente, ho dei dubbi sul fatto che si chiamerà FLASH o meno, ma
immagino che un mondo dal feedback continuo sostituirà il claudicante
click & Go dell’html.
Se guardate già ora ci sono tracce evidenti del successo di questo comortamento
dal "feedback always on". Quando due anni fa si diceva che Flash "rende
i siti più interattivi", alla fine era proprio a questo che si stata
inconsapevolmente puntando.
Se è vero che in tempo non è passato invano (e ribadisco che due
anni Internet non sono pochi) e che sia o progettisti che gli utenti sono "più
consapevoli", allora è facile pensare che i mille mouse-over di oggi
siano pronti a lasciare il passo, e che un corretto uso della tecnologia Flash
possa servire tanto per costruire un NUOVO LINGUAGGIO DELLA RETE (come i tagli
netti di MTV), quanto possa FARSI STRUMENTO dell’ergonomia visiva. Quell’ergonomia
da primo impatto che gioca sulla percezione degli "accidental user",
ovvero tutti i primi utenti, gli user non formati e non ancora catalogati in target
specifici.
NOTA: In futuro -l’evoluzione umana e la capacità che abbiamo acquisito
di porre all’esterno la nostra memoria- ci renderà tutti accidental user!
per fare degli esempi sul ruolo di FLASH come strumento per l’ergonomia visiva
userò lo stesso sito di MACROMEDIA.
Pensate alla navigazione in TAB resa famosa da AMAZON, copiata
da BARNES&NOBLE così come da mezzo mondo. Poi andate sul sito degli
eretici di flash e guardate
la loro navigazione in TAB.

Nella barra in alto (A) vedete cosa succede quando con il mouse passo sopra una
delle voci della navigazione di primo livello. La voce selezionata si accande
(con il classico TAB) e lascia comparire (rapidamente ma con un fade percepibile)
la navigazione secondaria (immagine B). Se muovo il mouse più in basso
e scorro le voci della navigazione secondaria, queste di evidenziano (rapidamente
e senza transizioni ulteriori, perchè concettualmente "vicine").
Se ritorno nella parte alla della barra e cambio voce (sempre con il mouse-over)
ecco che l’universo sottostante delle voci di secondo livello si spegne, la barra
grigia si svuota, la nuova voce selezionata si accende con una rapida (ma sempre
percettibile) transizione (immagine C) e -subito dopo- compariranno anche le nuove
voci di secondo livello.
E’ ovvio che queste "transizioni" sono lì per suggerire (e dare
il tempo di comprendere) cosa accade, per evidenziare i meccanismi e facilitare
quindi l’apprensimento istantaneo (più e meglio del ricordo). Ecco
dunque che le transizioni sostengono sopratutto quel accidental user che -in qualche
modo- noi tutti siamo. Insomma, se cosa che non ci obbliga a ricordarci come funziona,
è meglio (Don’t Make me Think).
In certi contesti -questa barra con tutte le sue transizioni- mi pare orami il
MINIMO che una navigazione di un sito nel 2003 debba fare. E’ il mio è
un commento senza troppa enfasi perchè -comunque- non si tratta di "miracoli",
bensì di cose che avevamo visto sui CD-Rom e ci sono state strappate via
dall’html.
Aldilà dell’esempio striminzito della barra di navigazione di Macromedia,
è facile intuire come -un uso adeguato di Flash- consenta di generare ambienti
dal feedback continuo. Ovvero delle situazioni di interazione dove l’intero contesto
e tutte le componenti (oggetti) che ne fanno parte, sono in grado di indirizzare
la vostra attenzione e suggerirvi i meccanismi di lettura e funzionamento. Meglio
del più attuale degli OS.
Ecco, questo era un utilizzo di FLASH come strumento per l’ergonomia visiva.
Ma FLASH -come dicevo- può persino diventare un modo per costruire un nuovo
linguaggio per la Rete. Su questo non ho un esempio da proporvi perchè
questi linguaggi sono troppi e nessuno ancora consolidato. Certo è possibile
vedere Flash in bella mostra in condizioni che sarebbero critiche per altre tecnologie
(se non Java) e che Flash domina tranquillamente. Penso ai PDA, ai telefonini
3G, ed a quelle innovative piattaforme monotematiche come REAL
ARCADE (che però è in Java) e iTUNES
MUSIC STORE (che è un browser o forse un player, comunque
una roba pensata per la banda larga che -quando c’è dentro un Flash- si
illumina meglio dello stereo di casa).
CONCLUSIONI
Non staccate il freno a mano…
In tutto questo parlare di FLASH SI o FLASH NO, spero si sia finalmente compreso
che -comunque la si pensi- NON HA SENSO approcciare il problema in modo dogmatico
o con una visione incentrata sulla tecnologia (in molti punti di questo articolo
la parola Flash potrebbe essere sostituita con la parola JAVA e funzionerebbe
ancora). Anche se si è consapevoli che oggi FLASH -come tecnologia- è
in grado di offrireal designer la flessibilità per produrre interfacce
e progetti che NON NECESSARIAMENTE siano inusabili, inaccessibili, statici,
etc - questo non vuol dire che possiamo prendere FLASH, darlo in mano ad un
ragazzottoneo-laurato all’Accademia delle Belle Arti e fargli fare la homepage
della Banca d’Italia. Così come non ci verrebbe (spero) in mente di farla
disegnare ad un sistemista Unix, un programmatore COBOL, o all’usciere del Comune
di Canicattì (che giuro di conoscere personalmente).
La maggiore potenza raggiunta dalla tecnologia richiede tecniche più
sofisticate (le cose belle, così come quelle facili da usare, sono difficilissime
da fare), maggiore sensibilità e conoscenza delle regole della percezione
visiva umana.
Una certa interfaccia (in flash o altro che sia) può essere usabile o
meno indipendentemente dalla tecnologia con la quale è realizzata. …anche
se è ancora molto probabile che un certo tipo di webdesigner usi flash
più comodità rispetto al proprio approccio mentale che non perchè
ritiene che -per realizzare la specifica interfaccia che ha progettato per quel
certo sito/servizio- sia davvero utile indispensabile usare Flash.
Quindi se vedete gente che vi propone soluzioni dove FLASH domina (anzichè
convivere), dove i movies swf sono lunghissimi e non gestibili con i normali
comandi del browser, dove la manutenzione significa mettere le mani direttamente
nel codice, e la dinamicità del contenuto è solo visiva (e non
di Database), allora sapete cosa pensare: NON è FLASH il problema, ma
il modo in cui qualcuno vi sta proponendo di usarlo.
La domanda posta
bene
Finalmente la domanda può tornare ad
essere bene posta, e la risposta può tenere conto del fatto che siamo
nel 2003.
Flash & Usability? Non c’è
motivo di preoccuparsi (se non dei costi di sviluppo/manutenzione - perchè
è evidente che non tutti sono la Macromedia). Diciamo che Flash va benissimo
per creare ambienti dal feedback continuo ed è perfetto per gestire le
transizioni…
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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