May 04 2003

    Dice Bill Gates:”La Microsoft è sempre a due anni dal fallimento”

    Posted at 8:22 am under Uncategorized

    Bill Gates presentail TabletPC & LongHornQuesta
    potrebbe davvero essere una delle poche volte nelle quali concordo con l’uomo
    più ricco del mondo. Una di quelle volte dove ciò che dice, oltre
    che sensato pare arguto ed improvvisamente reso evidente dalle sue stesse parole.
    Insomma, una frase oltre che sensata, intelligente.
    Perchè? E’ ovvio che nessuno può predire il futuro, mentre qualcuno
    potrebbe essere in grado di inventarlo. Bill Gates non è l’uomo più
    ricco perchè ha introdotto WINDOWS, ma perchè si è inventato
    il concetto di "licenza d’uso". Fu così che NON vendette il
    DOS alla IBM, ma si limitò a "darglielo in uso" dietro compenso
    e NON in via esclusiva. Fu così che si rese indispensabile alla IBM ed
    a tutti gli altri produttori hardware che richiesero l’unico sistema operativo
    allora acquistabile separatamente da un computer.



    In questa pagina
    - M$ a due anni dal fallimento
    - Innovazione Vs. Sparizione
    - Non sono anti-Gates

    - Perchè è importante il prossimo PC
    - il brutto ed il bello dei TabletPC
    - Palladium: la finta strada che porta al futuro

    - ITC ancora centrale?
    - I due "vecchi ladroni"
    - LongHorn come "strategia di difesa"

     

    Innovazione
    vs. Sparizione. Questo è sempre stato il dogma vigente nella Silicon
    Valley.

    Sai quando sopravvivi? Sopravvivi quando servi agli altri.
    Questo l’attore che interpreta Bill Gates dice in una scena dei "Pirati
    della Silicon Valley". Ma CHI HA BISOGNO DI TE viene spesso assogettato
    ad un "catenaccio" da cui dipendono i guadagni, e secondo questa logica
    l’innovazione paga pegno.


    Non ho intenzione di parlare contro Gates o altri, mentre sono sinceramente
    interessato allo svolgersi della battaglia per l’innovazione

    Nel futuro che vorrei per me stesso c’è tanta campagna quanta
    banda, tanta tecnologia quanto cibo biologico, tanta democrazia quanta ricchezza.
    Non sono interessato alle crociate di nessun genere e non scrivo questo articolo
    per o contro Gates o altri. Dal canto mio preferisco definirmi un "testimone
    attivo" dell’innovazione.

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    CORPO

    Perchè è importante il prossimo PC

    L’ultimo dei PC potrebbe rivelarsi uno dei più rilevanti e questo è
    sbagliato perchè dovrebbe -invece- rappresentare l’assenza di soluzione
    di continuità verso un mondo internet-pervasivo reso forte dall’ampiezza
    (ridondanza) delle scelte tecnolgiche disponibili.

    Insomma, anzichè essere un "invisible computer", con
    LongHorn, Microsoft (e gli altri della cordata) puntano a venderci PC monotecnologia
    per i prossimi dieci anni.

    Il punto è quale strada stiamo perseguendo per innovare il mondo
    dell’Information technology.
    Forse la sola cosa rimasta in piedi del fordismo e dell’era industriale
    come l’abbiamo conosciuta (o come ci è stata raccontata) è
    la frase:”la tecnologia diventa progresso quando giunge alla gente”.

    Ebbene, in futuro ci libereremo dal brainframes del PC beigé
    e desktop, ma oggi il principale veicolo di innovazione attraverso l’informatica
    è ancora il personal computer.
    Il paradigma del Pc ha cambiato
    il nostro modo di lavorare ed influenzato profondamente i nostri spazi vitali
    (sia in ufficio che in casa). Ora -con l’avvento della Rete- vengono completamente
    rivisitate anche le nostre abitudini sociali e di relazione.

    In linea generale, il nostro futuro prossimo, non può non essere influenzato
    dal Personal Computer. Allo stesso tempo, rifiuto l’idea dipensare che lo scatolotto
    beigè (con pinguino, mela o windoze che sia) possa essere ancora per
    molto tempo il principale protagonista dell’intera capacità umana
    di progredire attraverso l’information technology. Non dico nulla di nuovo.
    Basta che pensiate che l’email ed il cellulare sono tecnologie più diffuse
    del PC.

    E’ per questo che reputo necessario dire qualcosa su quello che il piazzista
    di Redmond sta vendendo come “il prossimo passo nell’evoluzione
    dei computer
    ". Anche perchè lo ritengo profondamente sbagliato.

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    Il brutto ed il bello del TabletPC
    Quanti di voi prendono gli appunti in piedi?

    Dal mio punto di vista gli utenti non sono “mobili”
    nel senso che svolgono il loro lavoro mentre attraversano la strada. Sono
    “nomadi”
    nel senso che si spostano -anche durante la stessa
    giornata- in “n” luoghi nei quali lavorano.

    Questi luoghi possono essere “tradizionali”, come l’ufficio
    (proprio o di un cliente. Sala riunioni del palazzo accanto o la propria scrivania)
    o come casa propria, o un albergo. Altri luoghi sono invece legati alle “aree
    pubbliche” o allo “spostamento”, e sono esempi utili lo Starbucks
    come la sala d’aspetto dell’aeroporto. Ma anche il treno, l’aereo
    etc etc.

    Durante gli spostamenti a piedi (l’esempio del lavoro svolto attraversando
    la strada) è vitale avere una tecnologia che mira a ridurre il peso,
    aumentare l’autonomia, e che richieda una ridotta interazione “fisica”.
    …non penso che il TabletPC serva a questo genere di utenti.

    E’ invece probabile che sia un utente nomade a preferire il Tablet al
    consueto portatile. Questo –innanzituto- se il Tablet fornisce uguali
    prestazioni ed autonomia a minor ingombro/peso.

    Ovviamente, a parità delle caratteristiche sopra citate, il TabletPC
    appare più flessibile (peccato che sia l’opposto di “robusto”)
    e più in linea con un futuro con meno mouse e tastiere tra i piedi.

    NOTA - leggete gli articoli di Idearium:
    - Vi
    serve ancora la tastiera?
    e anche, - Forget
    your mouse!

    Ma visto che –comunque- ancora nessuno ha una tastiera proiettata sul
    tavolo o usa l’eye-tracking per pilotare il proprio OS, non si può
    fare a meno di chiedersi:”ma a che mi serve questo TabletPC?”
    E siccome gli americani dell’ITC sono bravissimi a farsi le domande (e
    rispondersi) da soli, noi andiamo a vedere che cosa si scrive sul sito
    Microsoft.
    Eccovi la URL
    dei Top Ten Benefits
    e udite udite cosa c’è al primo posto:“usare
    il sistema operativo più avanzato di Microsoft”.

    …lo sospettavo da tempo e –finalmente- qualcuno ha avuto il coraggio
    di dirlo chiaramente:”E’ ovvio che NON serve a nulla avere un nuovo
    TabletPC.
    La cosa migliore che potrai fare e quella di farci girare il nuovo sistema operativo
    che è troppo pesante e ingordo (di risorse e CPU) per poter funzionare
    sul tuo vecchio PC”.
    E rinfrancati da tanta trasparente sincerità, ora lo sappiamo. Il segreto
    dell’innovazione non è nell’hardware a penna ma nel nuovo
    OS dalle lunghe corna (così è stato battezzato –in codice-
    il nuovo Windows Xp).

    NOTA: la
    home Microsoft sui TabletPC

    Come dice l’ottimo Paolo Attivissimo:”Sono tempi
    duri quelli in cui un aggeggio che risolve il problema degli appunti durante
    le riunioni viene presentato come una pietra miliare della tecnologia”.

    Ed anche la storia del wireless-embedded non è che la
    tardiva rincorsa a quanto in casa Apple propongono (antesignano della 802.11)
    da oltre quattro anni.
    Copiare va bene, ma non è più il tempo in cui M$ può raccontare
    di essere l’unica software house del mondo (o IBM l’unico produttore
    di computer "seri").

    NOTA sull’ergonomia: In tutto ciò trascuro volutamente di trarre
    delle conclusioni di qualità ergonomica dalle mie esperienze di lavoro
    in gruppi di persone dotate di tecnologia TabletPC.
    A livello di indizi (e non di conclusioni) posso comunque accennarvi ad alcuni
    "svarioni" nel design HW di qualche modello ma -sopratutto- posso
    testimoniare una bassa propensione degli utenti a "staccarsi"
    dalla normale modalità di utilizzo di un laptop
    . Situazione
    questa che deprime le caratteristiche di innovatività di queste macchine.

    Insomma è certamente più facile insegnare ad un cinquantenne come
    si invia un SMS che vedere un trentenne usare bene un TabletPC. E’ una questione
    di tempo, di ergonomia e di brainframes (vincoli legati ai modelli mentali).

    Come 18 mesi prima ha fatto l’OS X, Windows XP ha portato una raffinatezza
    grafica del tutto inedita a livello di sistemi operativi.
    Dietro ciò ci sono –ovviamente- anche moltissime piccole e grandi
    innovazioni… Ecco alcune delle cose che ho letto che mi hanno impressionato
    di più.

    NOTA: L’articolo da cui ho tratto queste informazioni è stato scritto
    da Paolo Attivissimo. Potete
    leggerlo a questa URL

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    Palladium: la finta strada che porta al futuro
    è lastricata di scelte illiberali.
    In una recente intervista pubblicata su MSNBC, Microsoft -congiuntamente
    con Compaq, HP, IBM, Intel e AMD- ha presentato PALLADIUM.
    Di fatto queste multimazionali dell’IT si sono date l’obietivo
    di creare una nuova generazione di software e processori che integrino direttamente
    le funzioni di sicurezza.

    Stando alle promesse di Microsoft diventeranno immuni ai virus
    e spam, nonché potremmo –finalmente- darci
    allo shopping selvaggio
    su Internet senza temere per il più
    privato (e sensibile) dei nostri numerini.
    Anche la distribuzione di film & musica rientrerebbe –finalmente-
    nella legalità. C’è solo da aspettare il 2004, quando uscirà
    Longhorn (la prossima versione di Windows) e saranno pronti questi nuovi processori
    (Intel Centrino).
    Siete sollevati? Io no.

    Mi sono imbattuto nelle FAQ su TCPA/Palladium (Palladium= LongHorn + Centrino)
    scritte da Ross Anderson e tradotte in italiano da Mauro Sandrini.

    State a sentire cosa emerge.
    Palladium è un sistema di verifica/certificazione hardware/software che
    in grado di validare tutto quanto voi mettete sul vostro PC. Può quindi
    inibire un brano musicale "illegalmente" scaricato dalla Rete e/o
    bloccare uno shareware per cui l’autore non ha provveduto a richiedere la certificazione
    a Microsoft & Soci. Allo stesso modo, Palladium potrà disattivare
    applicazioni non-certificate (quale open-source lo sarà?) e -naturalmente-
    NON potreggervi in alcun modo dai virus diffusi in ambiente Office (tramite
    le macro) e i WORM di applicazioni "regolari".

    Con Palladium aumenta il "controllo remoto" di capi e censori
    (che DOBBIAMO SPERARE SIANO ILLUMINATI), così il livello di sicurezza
    dei documenti prodotti in locale dal un dipendente possono essere editati in
    remoto da un amministratore. Siete ancora sollevati?

    NOTA: potete leggere le FAQ
    di Palladium a questa URL

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    CONCLUSIONI
    Già la promessa delle biotecnologie, dei materiali intelligenti,
    della robotica, stanno ampiamente “rubando” la scena alla centralità
    dell’innovazione derivata dalla ITC pura.

    Aldilà della ovvia ricaduta negativa di tutto ciò verso
    la capacità di generale innovazione spontanea dal basso, questo sistema
    rischia davvero di rendere secondario l’intero comparto ITC rispetto ad
    altre chiavi di lettura dell’innovazione.

    Adesso, con lo scenario LongHorn, moltissime innovazioni software avranno senso
    soltanto se utili ad altre industry e –di conseguenza- la capacità
    di auto-innovazione dell’ITC rischia di deperirsi sino a scomparire.

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    Tra i due ladroni* io continuo
    a preferire il primo. Ma la verità è che stanno invecchiando entrambi.

    (Nota: *Steve Jobs per aver “rubato le caramelle” in Xerox e Bill
    Gates per aver copiato -da dei prototipi concessi dalla stessa Apple- il sistema
    Macintosh)

    Il loro momento ed il loro modello è prossimo al capolinea. Il software
    open-source deve avere la possibilità di svilupparsi liberamente e –se
    saprà divenire ed essere percepita come alternativa adeguata- allora
    dovremmo tutti essere liberi di adottarlo.

    Jobs & Gates sono comunque il vecchio.
    Le promesse del piazzista
    di Seattle non mi hanno mai incantato. Le sue idee ora fanno paura.
    Di contro alla Apple sanno ancora cos’è la "leggerezza" e visto
    che anche loro vivono (oltre che di hardware) di copyright, ecco che si sono
    inventati un approccio INNOVATIVO e APERTO.

    Parliamo un attimo di iTUNES MUSIC STORE e di quel digital lifestyle che Steve
    Jobs proclama e persegue da anni, ma parliamo sopratutto di cose concrete:
    un software per ascoltare musica che dialoga e si ibrida con un browser e ti
    consente non solo di ascoltare ma anche di acquistare una singola canzone, così
    come di masterizzare un cd.
    Perchè è così importante?
    Perchè è secondo questa logica che il frigo potrebbe sapere che
    manca il latte ed ordinarlo per te al supermarket. Perchè è così
    che si sostiene uno stile di vita sì digitale ma sopratutto nomade (iPod),
    multiforme, ed -al contempo-integrato.


    L’introduzione di iTunes Music Store è vera innovazione, perchè
    in un mondo in cui WORD è l’unico modo per scrivere per ogni genere di
    uso e di utente, iTUNES rappresenta un vero e proprio BROWSER DEDICATO
    alla musica ed agli utenti appassionati di musica.
    Fate un SEARCH,
    o navigate nei "Generi musicali" per averne la conferma.
    NOTA: link al sito Apple/Music

    Questo software è quello che io vorrei in auto o nel mio stereo
    di casa. Questa è la una strada per -forse- farmi pagare la musica che
    è ben diversa da castrare il mio PC.

    Inoltre, rendere "reperibile e visibile" un autore sconosciuto di
    cui posso acquistare anche un solo brano (e con un solo click) è molto
    diverso dal "certificarne" l’eseguibilità del contenuto. Se
    non nei fatti, almeno nell’approccio.

    NOTA: Antesignano di iTUNES MUSIC STORE è stata REAL ARCADE,
    piattaforma tutta dedicata al gaming che mette un player JAVA nel PC e consente
    -tramite una sorta di rivista on-line- di scegliere/scaricare/provare/acquistare
    un gioco.
    La formula più interessante è quella che ti concede in uso gratuito
    il gioco per un certo numero di ore, poi ti chiede di acquistarlo o di passare
    ad altro.
    Come dice bene il mio amico Biccio:"la
    Real Networks è la testimonianza di come anche una piccola società
    come quella di Rob Glaser possa spaventare la Microsoft forse anche più
    della Sun
    ".

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    Il progetto Long-Horn sembra l’interpretazione del futuro di una america
    terrorizzata, ma anche -e sopratutto- la strategia di "difesa" di
    chi NON sa innovare.

    Gary Hamel nel suo "Leader della Rivoluzione"
    illustra con chiarezza quello stato per cui un’azienda che NON modifichi ed
    evolva la sua strategia verrà presto raggiunta dalla concorrenza e cominci
    a percorrere la strada dei rendimenti decrescenti.

    Secondo Hamel, l’innovazione è l’unica via per sottrarsi all’appiattimento
    di redditività che costringe alle ingegnerie finanziarie (che sono una
    sorta di respirazione artificiale per morenti) e rappresenta l’anticamera della
    sparizione.
    Innovare non vuol dire essere "new-economy" o ".com", innovare
    vuol dire essere capaci di creare nuova ricchezza cambiando i termini in cui
    i propri clienti hanno accesso ad un prodotto/servizio.
    Nello stesso libro, Hamel definisce la soluzione innovativa come "monopolista"
    ad-interim, ed il tempo di vantaggio sulla concorrenza come il principale asset
    sul quale costruire la propria continuità di esistenza ed arricchimento.

    NOTA: il
    libro di Hamel su InternetBookShop

    Beh, quando una società sia riuscita ad ottenere un vantaggio incredibile
    come Microsoft, l’innovazione comincerà a doversi confrontare con la
    comodità dell’attuale redditività e -al giorno d’oggi- con l’insistente
    rumoreggiare di movimenti come l’open-source ed il copyleft. Questi
    nuovi approcci sono -almeno potenzialmente- in grado di distruggere Microsoft
    e la sua politica delle licenze d’uso.
    Così come, con la fine
    di certi standard di fatto, si renderebbe difficile la vita a chi -per lavoro-
    controlla, gestisce e ficca il naso, nelle vite e nei documenti altrui.

    Difronte a questo bivio tra innovazione e conservazione, Microsoft (ovvero nel
    bene e nel male la più grande società di software del pianeta)
    ha scelto una via di conservazione improntata sui vincoli.
    Non si è posta il compito di trovare nuove vie per superare il modello
    della licenza d’uso. Non si è data il ruolo di ricercatore di nuovi approcci
    nel copyleft e nell’open-source, ma -al contrario- sta provando a creare un
    cartello che -di fatto- stabilisce una "via maestra" che rende scomodo
    ogni altro percorso.

    La strategia di Microsoft è una strategia di strenua difesa dei
    vincoli che la proteggono.

    Hamel, cita un detto degli indiani Dakota:"Quando scoprite che il cavallo
    che cavalcate è morto, la miglior cosa da fare è scendere".
    Cambiare cavaliere o provare a dimostrare che un cavallo morto "costa meno",
    è solo un passaggio intermedio verso l’unica soluzione possibile:"scendere
    da cavallo". Questo anche se un certo benchmark dimostra che il nostro
    cavallo morto performa meglio di altri cavalli morti in uso alla concorrenza.
    Comunque è solo una attesa di chi ci sostituirà tutti.

    Palladium & Centrino: OS & microprocessore che blinderanno i nostri
    PC e proteggeranno le casse di Micro$oft (e compagni), non miglioreranno le
    nostre performance nell’uso del PC, ne ci libereranno del modello mentale PC-orientato.
    Non risolveranno il problema della sicurezza (se non -forse- per qualche agenzia)
    o dei virus, ma -in compenso- rischiano di uccidere i piccoli produttori di
    software.

    Tra "servire agli altri" e "rendersi indispensabile" c’è
    una distanza ampia quanto il proprio mercato e le proprie ambizioni. Una cosa
    però è essere indispensabile per "necessità"
    (e questo si chiama abuso di posizione monopolistica), altro
    è rendersi ad-internim monopolisti di una nuova idea che la gente premia
    con l’acquisto.

    Ora, che Microsoft rifiuti per sè stessa di usare il suo infinito vantaggio
    economico per innovare e migliorare la tecnologia disponibile sul Pianeta è
    un discorso, che cerchi di limitare la capacità degli altri di produrre
    innovazione, credo non nè condivisibile nè lecito.

    NOTA BENE: Io non sostengo che Microsoft dovrebbe innovare per il bene della
    tecnologia del Pianeta, ma dico che i prissimi due anni (quelli
    che Gates dice separino la Microsoft dal fallimento) dovrebbero essere
    utilizzati per rendere Microsoft utile nel futuro e non blindata nel presente.

    anche perchè catene troppo strette possono indurre all’irascibilità
    i propri clienti…

    C’è anche un’altra cosa da dire e questa riguarda un piano della discussione
    sull’innovazione che diventa rapidamente politico. Per questo -almeno in questa
    sede- io non voglio dare enfasi a questo aspetto ma soltanto citarlo perchè
    voi possiate farne uso nelle vostre riflessioni.

    Palladium è figlio di questi tempi.

    L’america di questi giorni pare lontana anni luce da quella "Silicon Valley"
    che -sino al 1997- ha regalato innovazione & ricchezza, diventanto l’icona
    stessa del modo in cui l’intero mondo occidentale si è immedesimato ed
    proclamato a proprio sogno di vita e di libertà.

    In tal senso, come figlia di questo momento storico, la scelta di Palladium
    pare ancora più codarda ed -in qualche misura- persino inquietante.

    Personalmente NON ho alcuna fretta di acquistare un computer "certificato"
    per proteggermi dalla pirateria informatica se questo vuol dire uccidere lo
    shareware; così come preferisco che siano i siti a cui mi collego a pensare
    alla sicurezza della mia carta di credito.

    Io continuerò a fare il tifo per chi ad innovare -piccolo produttore
    o pirata invecchiato- almeno ci prova. 

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