Oct 06 2002

    L’aspirapolvere che abbaia (roomba)

    Posted at 11:49 pm under robot, Interaction Design

    ROOMBA: il primo aspirapolvere robot
    Non so voi, ma io non ho mai sofferto
    il rumore degli aspirapolvere. Così, seguendo l’intuizione che fosse
    necessario inventarsi un aspirapolvere- che faccia le pulizie mentre io non
    sono in casa, mi sono imbattuto in progetti e prodotti davvero intriganti.
    Ma voi, sapreste che interfaccia immaginare per un robot aspirapolvere?

    Questo articolo era stato originariamente pubblicato su Idearium.it


    In questa pagina


    - Introduzione
    - Vada per il cane. Ed ora vediamo come dovrebbe funzionare
    - Come si usa un cane-aspirapolvere?
    - Una proposta concreta
    - Conclusioni




    Introduzione


    Ebbene sì. Non sopporto l’aspirapolvere.
    Non soltanto usarlo (il che vuol dire lavori di casa, etc) ma persino sentire
    il suo rumore. E questo non risolve la mia posizione anti-aspirapolvere anche
    se sono altri ad usarlo.

    Così, da qualche tempo, faccio delle riflessioni mie personali
    su un robottino aspirapolvere.

    Lo immagino basso. Apparentemente senza arti o parti mobili che possano apparire
    minacciose.
    …Non dovrebbe sembrare un giocattolo, ma potrebbe essere colorato e -perché no-
    magari assomigliare ad un animale domestico.

    Potrebbe assomigliare ad un tartaruga, penso.

    La forma aiuterebbe molto il design di un oggetto che -comunque- deve mantenere
    tutta una serie di funzionalità concrete (se non pulisce bene non serve
    a nulla e qualcuno ritirerà fuori il vecchio aspirapolvere).

    Così, orgoglioso dell’idea della tartaruga aspirapolvere, ho cominciato
    a parlarne ingiro. Ho portato avanti le mie riflessioni su alcuni dettagli
    come:
    - l’alimentazione.
    - il progetto delle vasche per l’acqua da vaporizzare e per il filtro ad acqua.
    - funzioni supplementari come il ”rumor watching” (un surrogato del sistema
    di allarme), ‘’stay on the beach” (cerca un punto dove stare al sole per caricare
    le batterie), ”welcome home” (accogli chi arriva in casa), ed altre.

    E’ stata la funzione ”welcome home” però, che ha aperto dei dubbi
    sulla forma a tartaruga. In effetti, proprio per ridurre al minimo l’impatto
    che un ROBOT in casa comunque avrebbe, l’idea che questo venga a darti
    il benvenuto quando rientri, mi pare buona.
    Però la tartaruga non mi ispira particolarmente come animale domestico,
    ed il fatto di essere praticamente muta, non l’aiuta.

    Forse è proprio per questo che, da AIBO in poi, moltissimi progetti
    di robotica consumer si sono orientati verso il migliore amico dell’uomo: il
    cane. Piccolo, con tanta voglia di giocare, non provocherà mai quel
    senso di paura che, un robot con la forma di una formica (gigante) o di un
    ragno potrebbe trasmettere. Per non parlare di un pesce che -dibattendosi sul
    pavimento- mi darebbe un’ansia fortissima.

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    Vada per il cane. Ed ora vediamo come dovrebbe funzionare

    La principale funzione del mio cane-aspirapolvere dovrebbe essere quella di
    fare le pulizie quando NON sono in casa.
    Ciò vuol dire:
    - che deve conoscere la casa (ed un tappeto dal parquet)
    - sapere quando è il momento opportuno per far rumore
    - essere alimentato e carico d’acqua

    e naturalmente…
    - dovrebbe anche essere possibile programmare il suo lavoro anche da remoto

    Le precondizioni necessarie perché il robot possa muoversi e ”mappare”
    la casa non sono argomento di questo articolo. Diciamo semplicemente che,
    con un opportuno tempo di training, un programma di intelligenza artificiale,
    potrebbe mettere il cane-aspirapolvere di muoversi con una certa destrezza.
    Ne comporta difficoltà tecnologiche particolari il fatto di dotare
    il robottino di un calendario/agenda.

    Per darvi un’idea più precisa di cosa intendo, vi mostro queste
    immagini.
    Un concept di lavapavimenti

    In questo concept (i riferimenti sono in coda a questo articolo) si possono
    osservare alcuni particolari interessanti

    Il robot-aspirapolvere ha una sua base (fig 2.) dove probabilmente si rifornisce
    di acqua. Riconosce ed usa le normali prese di corrente (fig.3). Impara a mappare
    il percorso ”riconoscendo” gli ostacoli.

    certo, la storia di usare le normali prese sembra più che altro una
    bella intenzione… Ma non è questo il punto. Il punto è che,
    in nessuna di queste immagini, si vede un solo pulsante.

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    Come si usa un
    cane-aspirapolvere?

    Nei miei ragionamenti, l’interfaccia potrebbe essere ”duplicata” su
    più canali.

    Il canale principe potrebbe essere la pagina web attraverso la quale controllare
    tutti gli aspetti della vita del cane-aspirapolvere, dalla sua manutenzione,
    alla programmazione del lavoro, passando per l’istruzione del robot con le
    mie preferenze.
    Non è una cosa difficile. Dovrebbe funzionare più o meno come
    la pagina web di setup delle stampanti di rete o dei router di fascia consumer.

    Ma si potrebbe anche pensare che -tramite un servizio fornito dalla casa madre-
    sia possibile comandare il proprio cane-aspirapolvere attraverso un cellulare
    (Wap/sms).

    O forse basta avere una tastierina con delle semplici icone che rappresentano
    i programmi che si attacca ad una presa di corrente
    Oppure -ancora più banale- se esiste una base un dock del cane-aspirapolvere,
    basterà mettere li sopra tutti i tasti necessari
    potrebbe essere divertente un telecomando come quello delle automobili radiocomandate.
    Esisterebbe così anche la modalità ”gioco” con cui far divertire
    (utilmente) i propri ragazzini.

    ma la maggior parte dei progettisti penserebbero che sia il caso di mettere
    SUL cane-aspirapolvere un certo numero di pulsanti.

    Si, banale ma vero, avere tutti i comandi sopra al robot, non sarà ergonomico
    ma potrebbe sveltire le cose e non rinnegare tutti gli altri possibili canali/interfacce
    alternativi.
    ma quanti pulsanti sarebbero necessari?


    I comandi da porre sul cane-aspirapolvere
    Primo tra tutti un bel display. Ovviamente per mostrare lo STATUS del robot
    (ovvero il programma attivo in quel momento).

    Dato un display, vedrei subito un tasto MENU, con il quale entrare nella
    modalità di
    PROGRAMMAZIONE del robot, ed i soliti tasti DX - SX - OK.

    Premendo MENU, si accederebbe alla LISTA DI FUNZIONI (tutte con nomi di fantasia
    come ‘’stay on the beach”, ”welcome home”, etc). Scorrendo le funzioni con i
    tasti DX / SX, si potrebbe selezionare una funzione. Infine, schiacciando ”ATTIVA
    ORA” oppure ”FUNZIONE SVEGLIA”, si potrebbe stabilire il quando far cominciare
    il lavoro.

    Inoltre, due grosse icone sul dorso del cane, selezionerebbero la modalità ASPIRAPOLVERE
    o quella VAPORIZZATORE.

    Infine, come sempre in questi casi, si potrà selezionare la POTENZA,
    passando gradatamente dalla modalità ENERGY SAVING (poco sporco) alla
    modalità SUPERPOWER (da usare dopo le serate con gli amici).

    Certo, programmare cose come ”usa il vaporizzatore per pulire i pavimenti
    ma ricordati di DISATTIVARLO quando incontri un tappeto” sarebbe molto dura
    comunque. …a parte il fatto che anche SOTTO il tappeto non sarebbe male pulire
    ogni tanto.

    L’altra
    parte di questa vicenda è: avete presente questo bel cagnolino?
    Il nostro cane-aspirapolvere potrebbe non essere troppo diverso da questo.
    Magari solo un ò più basso.
    Ora, voi mettereste davvero tutti quesi tasti, leve e pulsanti su un robot
    del genere?
    E la modalità ”welcome home”? A me parrebbe di essere accolto in casa
    da un mostro.

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    Una proposta concreta



    Il mio cane-aspirapolvere probabilmente non vedrà mai la luce.

    Non perché io non sia sufficientemente motivato ad eliminare il rumore
    dell’aspirapolvere dalla mia vita, ma perché -molto probabilmente- non è il
    cane-aspirapolvere la soluzione giusta.

    E’ invece probabile che la soluzione sia qualcosa come ROOMBA. Il robot-aspirapolvere
    più usato in Guerre Stellari che -già da oggi- potreste avere
    in casa.


    Roomba è un modello recentemente sviluppato in casa Electrolux.
    Un mix di Intelligenza Artificiale, Robotica, Batterie ad avanzata tecnologia
    e -naturalmente- esperienza nel settore degli aspirapolvere.

    Non credo sia ancora in vendita in Italia, anzi credo anche che ci siano dei
    tempi di consegna lunghetti.

    Comunque sia, questa roba esiste e -a quanto dicono in casa madre- pulisce
    davvero.

    Per darvi un’idea completa di questo attrezzo ho aggiunto diversi link
    in coda all’articolo ma -dal punto di vista delle interfacce- Roomba è sorprendente.

    I tre tasti di Roomba
    Roomba non mostra altro che tre tasti. SMALL. MEDIUM. LARGE. Selezionandoli,
    chi l’avesse in casa potrà dirgli quanto è grande l’ambiente
    da pulire.
    Un istante dopo aver premuto il tasto, Roomba, è già partito
    a pulire.

    Per ricaricarlo lo attaccate VOI ad una presa. Come si fa ogni sera con il
    telefonino.

    E se NON volete che si occupi di ambienti adiacenti (dove è bagnato
    oppure dove potrebbe rompere qualcosa) potete mettere in azione il VIRTUAL
    WALL. Ovvero uno speciale apparecchio che costruisce una barriera percepibile
    dal vostro Roomba.

    Certo, una interfaccia così semplificata fa pensare alle molte funzioni
    che sembrano irrealizzabili (come il programma ”welcome home” o quello ”rumor
    watcher”) ma c’è del buono in questa estrema razionalizzazione dell’interfaccia
    e basterebbe poco (un telecomando per non doversi chinare, forse) per renderla
    praticamente perfetta.

    L’interfaccia del Roomba lascia intravedere anche l’approccio che l’ha
    prodotta. Non un approccio che parta da una serie di luoghi comuni (mettiamo
    il display, il tasto menu, i cursori, etc) ma una interfaccia che il è risultato
    delle reali capacità del robot.
    Persino i vari livelli di potenza e tutto il resto della paccottiglia classica
    da hi-fi giapponese è stato eliminato.
    I tre tasti SMALL, MEDIUM, LARGE, sono probabilmente l’unica vera necessità emersa
    durante il testing del robot.
    Anche i problemi apparentemente più duri dal punto di vista della
    programmazione quotidiana del Robot (es. pulisci questa stanza ma non questa
    altra diacente) sono risolti in modo hardware. Generando così un comportamento
    automaticamente naturale e rimanendo assolutamente coerenti con la creazione
    di sistemi diffusi. Dove -in generale- ogni singolo pezzo del sistema non è iper-intelligente,
    ma dove IL SISTEMA, funziona secondo un equilibrio adattivo molto efficare.

    Questi sono concetti che mi riportano a Kevin Kelly ed al suo Out
    of Control
    . Argomenti ed approcci magari frettolosamente seppelliti nel
    mucchio delle cose della Net-economy che andavano buttate via, ma certamente
    ancora ricchi del fascino delle cose nuove e possibili.

    D’altronde, se non avremo il coraggio di -progettare prima ed acquistare poi-
    un cane-aspirapolvere, tra quattro o cinque anni potremo sempre comprare un
    robot come Roomba che si controlla direttamente da Windows XP.

    A voi la scelta.

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    Conclusioni


    Innovare un elettrodomestico standard come un aspirapolvere -vedete- apre molti
    ambiti di discussione e confronto su ciò che riguarda le interfacce
    possibili.
    Abbiamo anche avuto l’opportunità di confrontare l’interfaccia di default che
    si tira fuori in tutte le occasioni (display, tasto menu, etc) con quello
    che un approccio di design più ampio (i tre tasti di Roomba). Ed anche se
    la soluzione con display e tasto di menu -con i criteri attuali- non si può giuidicare
    NON-USABILE, è ovvio che quella a tre tasti appaia come più ”naturale”.

    Ed anche se questo è il terreno di una discussione più ampia,
    lasciatemi pensare che un approccio di Interaction Design (che ripensa alla
    basa le esigenze degli utenti e gli dona un naturale grado di libertà)
    talvolta supera la mera applicazione del dogmatico breviario del bravo progettista.

    Sento già qualcuno che borbotta ma…

    Prima di lasciarvi alla riflessione e -spero- nella scrittura di un commento
    che possa dare un contributo ad immaginare le interfacce dei tanti piccoli
    robot che promettono di abitare casa nostra, voglio mostrarvi un’ultima chicca.
    Un semplice sondaggio del Times che ha chiesto ai propri lettori quale
    fosse la più utile funzione per un robot.
    Saranno anglosassoni, è vero. Ma -a me- il risultato ha colpito.


    ——– Alcuni Link ———–

    - Il concept
    del Robot aspirapolvere

    - Roomba. Dalla
    Electrolux un vero robot aspirapolvere (potete scaricare anche il manuale)

    - Per
    comprare Roomba

    Ed inoltre…


    - Il Museo dell’aspirapolvere!

    - LEGO MindiStorm: Per
    chi vuole sperimentare dei propri robot!

    - Avete sempre sognato
    di possedere il celebre robot di STAR WARS, R2D2? Ora potete farlo! Non perdetevi
    il video di presentazione “do you remember Darth Vader“?






    Il robot di Somerville
    Che Boston sia la centrale mondiale della ricerca -oramai- è cosa risaputa. Ma che questo robottino venisse proprio da Somerville, dove sono stato più e più volte,
    non me lo aspettavo.

    Ecco invece che, parlando di questo articolo con l’ottimo Giuseppe Taibi, viene
    fuori la iRobot e la storia si riempie di ulteriori dettagli.
    Giuseppe ha avuto modo di vedere all’opera il Roomba. Di incontrare il suo
    progettista e di scattare delle foto.
    Ecco il suo reportage
    sulla prima esperienza di robot domestico che è anche utile al suo padrone
    .



    Il tagliaerba robot
    di Matteo Penzo
    Traiettorie<br />
    di rasaturaL’altro
    giorno stavo leggendo il numero di Gennaio di una nota rivista di arredamento
    e ho notato un’oggetto che mi ha subito fatto tornare in mente questo articolo.All’interno
    di una serie di oggetti curiosi trovava spazio “Ambrogio2000“,
    tagliaerba robot prodotto dall’italianissima “Zucchetti”.Il robot puo’ essere
    programmato per mantenere l’erba del giardino sempre alla stessa altezza;
    funziona a batterie che, una volta scariche, ricarica automaticamente dirigendosi
    verso la base di ricarica. L’area operativa viene
    delimitata da un cavo ricoperto d’erba che comunica alla macchina il cambio
    di direzione (sempre casuale e comunque in modo da non coprire mai due volte
    la stessa zona). Per grosse superfici e’ possibile inoltre utilizzare piu’
    tagliaerba contemporaneamente.Leggendo il manuale (che e’ possibile scaricare
    dal sito di
    Ambrogio
    ho notato molte similitudini con Roomba col vantaggio che un
    robot operante in spazi aperti ha sicuramente una dannosita’ potenziale molto
    minore di uno che si muove in spazi ristretti e “costellati” di ninnoli in
    ceramica inglese del ‘600 :-).
    Odiando per formazione tutto cio’ che ha a che fare con la cura del giardino
    (amo moltissimo parchi e giardini, ma non mi sognerei mai di curarli) Ambrogio
    potrebbe essere per me un ottimo acquisto (nel caso avessi un giardino da curare,
    e’ logico). Ci aspetta un futuro dove la Domenica leggeremo il giornale mentre tagliamo
    il prato!

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